Giovanni Malagò sceglie la schermitrice Diana Bianchedi come guida della delegazione azzurra di calcio, ma la nomina diventa un caso per via del suo ruolo come vicepresidente del Comitato Olimpico
Una mossa non banale quella del neopresidente Figc Giovanni Malagò, che porta una bicampionessa nella scherma olimpica, Diana Bianchedi, nel ruolo che fu di Gianluigi Buffon, Gianluca Vialli e Gigi Riva alla guida della delegazione della Nazionale italiana di calcio.
L’annuncio è arrivato tramite una lunga intervista apparsa ieri sulla Gazzetta dello Sport e destinata ad aprire l’ennesimo caso intorno alle scelte del nuovo corso Figc, dopo le turbolenze su Pirlo e Maldini.
Bianchedi, fedelissima di Malagò dai tempi del Coni, è infatti vicepresidente dello stesso Comitato Olimpico: un ruolo che secondo i vertici di Palazzo H potrebbe essere incompatibile con il nuovo incarico.
CHI È DIANA BIANCHEDI
Nata a Milano nel 1969, Diana Bianchedi è una delle figure più vincenti e rispettate della scherma azzurra. Nel corso della sua luminosa carriera sportiva nel fioretto, ha conquistato 10 medaglie ai Mondiali e 2 storici ori olimpici a squadre: il primo a Barcellona 1992 insieme alle campionesse Giovanna Trillini, Francesca Bortolozzi, Margherita Zalaffi e Dorina Vaccaroni, e il secondo a Sydney 2000 al fianco della stessa Giovanna Trillini e di Valentina Vezzali.
Leggendaria la sua prestazione ad Atlanta 1996, quando riuscì a vincere un assalto contro la fiorettista cinese Wang Huifeng pur avendo appena subito la rottura del tendine d’Achille.
Nel frattempo Bianchedi s’è anche laureata Medicina e Chirurgia, specializzandosi in Medicina dello Sport, e al ritiro nel 2001 ha intrapreso una brillante carriera come dirigente sportivo: prima donna vicepresidente del Coni, ruolo per il quale è stata nuovamente eletta con qualifica di vicaria nel 2025, fu scelta da Malagò per coordinare la candidatura italiana per i Giochi invernali di Milano Cortina 2026 e, in seguito, la pianificazione strategica dell’evento lato Fondazione, in qualità di Chief Strategy Planning and Legacy Officer.
BIANCHEDI A RISCHIO INCOMPATIBILITÀ?
Secondo Malagò, si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale: mai infatti l’incarico di capodelegazione della nazionale di calcio era stato affidato a una donna, men che meno proveniente da tutt’altro ambito sportivo.
Ma anche questa nomina rischia di tramutarsi in un caso. Appresa la notizia, il Coni è infatti intervenuto con una nota ufficiale spiegando di aver attivato gli uffici preposti per valutare eventuali profili di inopportunità, inconferibilità e incompatibilità legati al nuovo ruolo di Bianchedi.
Il Comitato Olimpico fa riferimento all’articolo 7, comma 4, del proprio Statuto, il quale stabilisce che i membri della Giunta nazionale decadono dalla carica qualora si trovino in una situazione di permanente conflitto di interessi. A complicare il quadro, ci sarebbe anche un modulo firmato dall’ex atleta al momento della sua elezione a vicepresidente, attestante l’assenza di cause ostative per incarichi istituzionali.
LA RISPOSTA DELLA FIGC
La replica della Figc non si è fatta attendere. Gli ambienti federali vicini a Giovanni Malagò respingono con fermezza le accuse, precisando che non esiste alcuna norma statale o statutaria che vieti espressamente la coesistenza tra il ruolo nella Giunta del Coni e l’incarico calcistico. Secondo la Federcalcio, il ruolo di capodelegazione è di mera rappresentanza istituzionale e non configura pertanto alcun conflitto di interessi permanente.
La risoluzione della vicenda spetta ora alla diretta interessata, che si trova davanti all’ardua scelta tra il mantenimento della carica al Comitato Olimpico e la firma del nuovo e più remunerativo contratto con la Federcalcio.

