Skip to content

Sergio Cola

Chi è Sergio Cola, l’avvocato di Valter Lavitola

Ecco il profilo di Sergio Cola, il legale incaricato di difendere il faccendiere e imprenditore Valter Lavitola

È stato lui, ieri, ad annunciare ai cronisti assiepati fuori da Rebibbia che Valter Lavitola ammetteva di essere il mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci.

Ma Sergio Cola, principe del foro partenopeo, non è l’avvocato storico del faccendiere. Ex parlamentare di An, campano come lui, Cola difende Lavitola dagli anni Dieci, cioè da quando sorse il filone barese del caso escort, legato a Gianpaolo Tarantini e Silvio Berlusconi, e nel procedimento sulla compravendita dei senatori avvenuta tra il 2006 e il 2008 in favore dell’ex presidente del Consiglio. Ora dovrà difenderlo dalle accuse di tentata strage con l’aggravante del metodo mafioso: mandato quanto mai delicato, per un avvocato abituato a maneggiare casi estremamente complessi. Ecco il suo profilo

CHI È SERGIO COLA

Cola nasce a San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, nel ‘ 42. Si laurea in giurisprudenza e da avvocato opta per il penale. Negli anni Ottanta si guadagna diversi clienti tra i massimi esponenti della criminalità organizzata campana e si specializza come difensore in vari processi contro camorristi di spicco un grosso procedimento sulla Nuova Camorra Organizzata nel 1985 nel quale era imputato anche Enzo Tortora.

L’ELEZIONE ALLA CAMERA CON ALLEANZA NAZIONALE

Di fede e formazione missina, nel ’94 viene candidato da Alleanza Nazionale al Parlament nel collegio di San Giuseppe Vesuviano, quando il partito guidato da Gianfranco Fini stava completando la metamorfosi post-fascista. Verrà poi riconfermato nel 1996 con il 51% dei voti e nel 2001 con il 55,2%, inanellendo tre legislature consecutive alla Camera.

Cola si occupa principalmente dei temi a lui più affini – giustizia, ordine pubblico, criminalità organizzata, sistema carcerario e del funzionamento della magistratura – partecipando alla II Commissione Giustizia, alla Giunta per le Autorizzazioni, alla Commissione Stragi e al Comitato Parlamentare per i Procedimenti di Accusa. Tra le sue principali iniziative legislative figurano la proposta del 1999 per istituire una commissione d’inchiesta parlamentare sull’impiego dei collaboratori di giustizia e la proposta del 2003 per la modifica delle norme sulle guarentigie della magistratura.

LO SCONTRO CON FINI

Cola non rimane comunque in disparte di fronte ai sommovimenti politici che iniziano ad agitare il suo partito. Sempre nel 2003, durante una fase di forte tensione interna ad AN, Sergio Cola si distingue tra i deputati ribelli alla leadership di Gianfranco Fini: curiosa coincidenza, col senno del poi, dal momento che sarà proprio il suo futuro assistito Lavitola a tirare fuori le carte sulla casa di Montecarlo e a far deflagrare il caso Tulliani, sancendo la fine politica di Fini e della sua creatura.

CHI HA DIFESO

Salutata la Camera nel 2006, Cola torna alla pratica forense e si aggiudica la difesa di esponenti sempre più centrali nello scacchiere camorristico, tra cui i boss Pasquale e Michele Zagaria, il quale lo licenziò pubblicamente in aula, dichiarando di non avere più disponibilità finanziarie, il pentito Antonio Iovine, e Marco Di Lauro.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna su