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Burocrazia Tajani Zangrillo

Tajani: il nemico è la burocrazia. Zangrillo e Casellati non lo sapevano?


Il leader di Forza Italia lancia la campagna estiva contro l’eccessiva burocrazia, ma gli azzurri hanno già due ministri incaricati di combatterla

Dentro Forza Italia, evidentemente, c’è qualche problema di comunicazione. Appellandosi alla “nostra identità liberale”, la stessa rivendicata con forza dai suoi avversari interni, il segretario Antonio Tajani annunciava pochi giorni fa “una grande campagna per liberare gli italiani dal peso della burocrazia”.

Peccato che gli azzurri esprimano già due ministri dedicati alla semplificazione: Maria Elisabetta Alberti Casellati, titolare per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, e soprattutto Paolo Zangrillo, in teoria il referente per tutto ciò che riguarda la Pubblica Amministrazione. Un capolavoro di autolesionismo comunicativo che regala l’immagine di un partito spaccato, dimentico dei risultati dei suoi stessi ministri.

SBUROCRATIZZAZIONE: IL POST DELLA DISCORDIA DI TAJANI

Riavvolgiamo: forse per smarcarsi dall’impasse sul fine vita e per non inseguire i competitor sul tema migranti, forse per mostrare buona volontà nei confronti di Arcore e dell’ala liberal, il 10 agosto Tajani suonava la carica estiva annunciando a mezzo social l’inedita crociata contro la burocrazia.

Una battaglia senza quartiere per liberare i cittadini da “vincoli, moduli, certificati e autorizzazioni inutili” da portare “con ancora più forza al tavolo del Governo, con proposte concrete”. In proposito, il leader azzurro prometteva un disegno di legge per replicare pedissequamente in ogni ministero le prodigiose “unità di semplificazione” da lui stesso create alla Farnesina, invocando il principio secondo cui la macchina statale non deve richiedere informazioni già in suo possesso. Quasi per cortesia istituzionale, il segretario si ricordava infine di ringraziare i colleghi di partito per aver abrogato migliaia di anacronistici atti prerepubblicani e per aver vagamente digitalizzato il sistema.

A questo punto una domanda sorge spontanea: chi ha governato i dicasteri competenti per l’intera legislatura? Da tempo, infatti, le leve della semplificazione sono saldamente nelle mani di due pesi massimi di Forza Italia, Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati.

COME L’HA PRESA ZANGRILLO

Un cortocircuito sulle priorità – pochi giorni dopo, la capogruppo azzurra al Senato Stefania Craxi poneva l’accento su tutt’altro tema, il fine vita – ma anche e soprattutto di comunicazione.

Alla fine Zangrillo rompe il silenzio e affida al Foglio la sua delusione, confermando che l’iniziativa non era affatto concordata: “mi sarebbe piaciuto un incipit dove si diceva che abbiamo fatto cose molto importanti. Di risultati da raccontare ce n’erano tantissimi: 500 semplificazioni amministrative portate in Cdm, oltre 650 mila assunzioni, lo sblocco dei rinnovi contrattuali, l’aumento esponenziale nelle ore di formazione. E invece è stata una sorpresa estiva: mi sarei aspettato un maggior coinvolgimento dai vertici del mio partito”. ll giudizio sulla campagna lanciata da Tajani è impietoso: “il piano è stato accompagnato da una comunicazione maldestra: una card dove si chiedono suggerimenti ai cittadini. Ma forse dal mio partito non si sono accorti che io questa cosa l’ho istituita un anno fa con il portale ‘La tua voce conta’. Apprezzo la telefonata di Tajani, ma forse sarebbe stato opportuno un investimento più organico. E mi sembra strano che il ministro competente non sia stato coinvolto”.

Se l’obiettivo era dare un segnale all’ala liberal e ad Arcore, il segnale è arrivato. Ma insieme è arrivato anche un altro messaggio, assai meno conveniente: in Forza Italia, prima ancora dei moduli e dei certificati, forse c’è da semplificare la comunicazione interna.

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