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Cos’ha detto Papa Leone XIV al Meeting di Rimini (e chi ha citato)

Papa Leone XIV, primo Papa nordamericano al Meeting richiama alla costruzione di una comunità aperta e capace di incontrare l’altro, nel segno di Sant’Agostino e della continuità con i predecessori

Amore, comunità, incontro: questi i grandi temi intorno ai quali Leone XIV, il primo Papa nordamericano e agostiniano, ha costruito il suo intervento pronunciato davanti agli ospiti del Meeting di Rimini. Un popolo festante, giovane, numeroso si è lasciato conquistare dall’eloquio intimista, forte ma, allo stesso tempo, tranquillo di Papa Leone XIV.

“Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri – ha detto il Papa -. Uscite, invece, incontro a tutti!”.

L’entusiasmo del popolo di Comunione e Liberazione è motivato anche dal fatto che l’ultima volta che un Pontefice partecipò al Meeting dell’amicizia tra i popoli era il 1982 e Papa Giovanni Paolo II, poi divenuto santo, era salito al soglio pontificio da quattro anni.

PAPA LEONE CITA SANT’AGOSTINO

La presenza di Papa Leone è stata generosa: bagno di folla tra le corsie della Fiera di Rimini, tre interventi – di cui due a braccio – benedizione degli infermi e celebrazione della messa al Porto di Rimini.

“Se noi tutti vogliamo cambiare il mondo, cominciamo con noi stessi”. Nel primo intervento al Meeting il Papa agostiniano cita Sant’Agostino. “Il vostro cuore – aggiunge -, il nostro cuore, che è così grande, così capace di amare, non deve essere mai chiuso. Cerchiamo tutti la strada per camminare insieme, per costruire un mondo di pace e di amore”.

“AMORE” LA PAROLA PREFERITA DAL SANTO PADRE

L’edizione del 2026 del Meeting di Rimini ha come titolo il verso dantesco “L’amor che muove il che move il sole e le altre stelle”. Un passaggio particolarmente gradito dal Santo Padre che, a più riprese, l’ha fatto proprio. “Amore” è la parola che Leone ripete più spesso: ben 14 volte (“amicizia compare nove volte nei suoi interventi). Il Santo Padre ricorda che “Dio è amore”.

 “Anche il titolo scelto per questa edizione, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia, ci sospinge verso la storia di cui Dio è Signore. «L’amor che move il sole e l’altre stelle» non è scomparso, non ha perso vigore, né intensità, sebbene sia un amore che rimane volentieri silenzioso, a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra, il cielo e tutte le creature – dice Leone -. Sì, l’amore muove! «Fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,45). Così Gesù descrive la perfezione di Dio, manifestando lo scarto tra la generosità del suo agire e la ristrettezza dei pensieri umani”.

I PONTEFICI CHE HA RICORDATO LEONE

Il Papa ha voluto tracciare una linea di continuità con i suoi predecessori, ricordando che “San Giovanni Paolo IIBenedetto XVI e Francesco hanno tutti indicato la misericordia divina come punto di impatto tra il Vangelo e le “cose nuove” di quest’epoca drammatica e meravigliosa. Seguire Gesù Cristo dopo le tragedie e le ripartenze del XX secolo implica, infatti, una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male”. Leone XIV ricorda Papa Wojtyla tre volte, Francesco quattro e dedica un passaggio a Papa Benedetto XVI.

 

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