Il principe ereditario lascia il regno. Leonardo Maria Del Vecchio si dimette da Luxottica e Ray-Ban con due lettere al board che raccontano una rottura profonda con il cda e il ceo
Leonardo Maria Del Vecchio lascia Luxottica sbattendo la porta. Con una lettera d’addio inviata al board e al Ceo, Francesco Milleri, il rampollo della famiglia Del Vecchio ha annunciato le sue dimissioni dal gruppo italo-francese creato dal padre. Un addio rumoroso e senza peli sulla lingua, scritto nero su bianco in due lettere inviate al board e al CEO Francesco Milleri.
PERCHE’ LEONARDO MARIA DEL VECCHIO LASCIA L’IMPERO DI FAMIGLIA
Il principe ereditario della famiglia Del Vecchio rifiuta il trono di un regno che non riconosce più. Se fosse un racconto si potrebbe riassumere così la decisione di Leonardo Maria Del Vecchio di abbandonare il tesoro di famiglia da oltre 28 miliardi di euro di ricavi. Nelle sue lettere, il trentunenne annuncia le sue dimissioni dalla presidenza di Ray-Ban e dal ruolo di CSO di Luxottica, effettive da fine agosto, in aperta critica contro una gestione definita “distante” e “impersonale”.
Il passaggio chiave nelle missive è l’evocazione della “Luxottica di vent’anni fa”, fondata dal padre Leonardo Senior. LMDV si spinge ad accusare il management di trattare i dipendenti e la leadership con opportunismo.
“Non puoi essere una squadra soltanto quando presenti i risultati…Non puoi mettere le persone al centro delle presentazioni e ai margini quando diventano scomode”, scrive Del Vecchio, secondo quanto riporta Open.
LE DIVERGENZE CON MILLERI
La seconda motivazione che ha spinto Leonardo Maria Del Vecchio a lasciare il treno di Luxottica è il difficile rapporto con Milleri, l’uomo di fiducia scelto dal fondatore per reggere le redini di Essilux. Nelle lettere LMDV accusa la governance di essersi trasformata in una burocrazia finanziario-francese lontana dallo “spirito da bottega e fabbrica” che aveva reso iconico il marchio di Agordo. Milleri doveva essere il garante della transizione, ma agli occhi del giovane erede si è trasformato nel burocrate perfetto, il liquidatore morale dell’identità industriale del gruppo Luxottica.
LE TENSIONI SULLA CASSAFORTE DELFIN
L’uscita dai ruoli operativi non ha effetti negativi sul patrimonio di Del Vecchio. Ma il no all’aumento nella partecipazione in Delfin potrebbe essere tra le motivazioni delle dimissioni del manager da Luxottica e Ray-Ban. Infatti, LMDV era pronto a salire a una partecipazione del 37,5% nella società, dopo il via libera al passaggio delle quote di Luca e Paola Del Vecchio. Un colpo importante poiché la cassaforte lussemburghese detiene il 32,4% di Essilux, quote rilevanti in Generali, Mediobanca, MPS e UniCredit. Tuttavia, il CDA della holding Delfin si è rifiutato di dare alle banche la lettera di patronage necessaria per l’erogazione degli 11 miliardi di credito bancario per l’acquisto del 25% di Delfin dai fratelli Luca e Paola.
LO SCONTRO PER LA SUCCESSIONE
L’addio di Leonardo Maria Del Vecchio non arriva come un fulmine a ciel sereno. Alcuni giorni fa anche Rocco Basilico. Il fratellastro ha già lasciato tutte le cariche operative in Essilux, dopo aver guidato Oliver Peoples e l’innovazione dei wearable con Meta. Allontanamenti che si inseriscono nel clima incandescente dell’esecuzione testamentaria del padre tra i vari eredi e la vedova Nicoletta Zampillo.
Il trentenne milanese ha scelto di costruire la propria identità lontano dall’ombra paterna, preferendo il cibo gourmet, l’hôtellerie e i locali milanesi all’ottica di massa, senza però privarsi dell’eredità.

