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Vigilanza Rai

Perchè chiude Rai scuola e cosa arriva al suo posto

Rai Scuola chiuderà sul digitale terrestre dal 1° ottobre: sul canale 57 arriva Italiana, il nuovo progetto Rai dedicato ai territori. L’offerta educativa viene spostata verso RaiPlay, mentre la decisione apre il confronto sul ruolo del servizio pubblico nella formazione

Fino a oggi lezioni, approfondimenti e contenuti educativi. Da ottobre, invece, borghi, tradizioni, imprese e territori italiani. Rai Scuola lascia il posto a Italiana, e porta l’offerta per la formazione dentro il digitale. È una sostituzione che mette a confronto due idee molto diverse di televisione pubblica, e che non ha tardato a ricevere critiche.

IL NUOVO MODELLO EDUCATIVO

Dal giovedì 1° ottobre il canale 57 del digitale terrestre cambierà completamente funzione: la decisione, annunciata dalla Rai con i palinsesti della prossima stagione, ha già prodotto una mobilitazione: la petizione Salviamo Rai Scuola dalla chiusura, ha superato in due giorni le 30 mila firme.

La chiusura riguarda la presenza di Rai Scuola come canale televisivo lineare, mentre l’offerta educativa viene  ricondotta a un progetto digitale, Rai Play Scuola e Learning, approvato dal Cda Rai già a giugno. Il progetto punta a riunire contenuti educativi, produzioni di Rai Cultura, materiali delle Teche Rai e contenuti tematici in un unico canale, inserendosi nel processo di trasformazione digitale del servizio pubblico. L’obiettivo dichiarato è costruire un’offerta fruibile on-demand, rivolta alla scuola e alla formazione anche attraverso gli strumenti digitali.

UNA STORIA CHE PARTE DAL 1964

La storia dell’offerta educativa Rai parte dal 1964, quando Rai e Ministero dell’Istruzione avviano una collaborazione attraverso una convenzione, rinnovata per cinquant’anni fino al 2014. Il nome Rai Scuola arriva nel 2009. Nel frattempo, la struttura Rai dedicata all’educazione e alla cultura viene guidata da Luciano Rispoli, Antonio Spinosa, Federico Scianò, Renato Parascandolo, Giovanni Minoli, Mauro Masi, Lorenza Lei, Silvia Calandrelli. Durante la pandemia il canale viene trasformato, con il coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione, in una sorta di Grande Aula Virtuale, con lezioni e approfondimenti per gli studenti costretti a casa.

COSA ARRIVA SUL 57

Italiana, indicata dalla Rai anche come Canale Territorio, prenderà il via lo stesso giorno, con un progetto dedicato al racconto dell’Italia attraverso borghi, paesaggi, persone, tradizioni, imprese, artigianato, natura, patrimonio culturale, turismo, innovazione e sostenibilità.

Secondo la presentazione ufficiale della Rai, il nuovo canale nasce dall’esperienza maturata con Linea Verde e sarà realizzato sotto la guida del direttore Angelo Mellone. La programmazione iniziale sarà costruita su tre slot da otto ore, con successive integrazioni di rimontaggi, nuove produzioni e dirette dalle principali manifestazioni nazionali.

CHI HA CRITICATO LO SPOSTAMENTO ONLINE

La scelta ha aperto un confronto sul futuro dell’offerta educativa del servizio pubblico. È soprattutto l’accessibilità a essere al centro delle critiche: la senatrice Barbara Floridia, già presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha puntato il dito sulla «direzione politica impressa alla Rai» sottolineando che «un servizio pubblico non può ragionare soltanto sulla disponibilità tecnica di un contenuto» e che «non tutte le famiglie possono permettersi una connessione veloce e stabile».

Sul fronte Pd, Anna Ascani e Irene Manzi hanno contestato la sostituzione di Rai Scuola con Italiana, mentre Stefano Graziano, già capogruppo dem in Vigilanza Rai, ha presentato un’interrogazione ai ministri competenti per chiedere di scongiurare la chiusura. Anche la senatrice Vincenza Aloisio ha criticato la scelta, definendola «un vero e proprio delitto culturale».

 

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