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Chi c’è in Rhine Group, il think tank di Mario Draghi

Rhine Group, il nuovo Think tank di Mario Draghi che vede tra i suoi membri Vittorio Colao, Bruno Le Maire e il premio Nobel Bengt Holmström, utilizzerà la regola di Chatham house, una tecnica per promuovere il confronto franco e evitare personalismi 

Tra le 50 maggiori aziende tecnologiche del mondo solo quattro sono europee. Questo dato è lo specchio della capacità europea di essere competitiva sul mercato globale. Non è troppo tardi per cambiare la traiettoria dell’Europa ma bisogna compiere i passi giusti. Il messaggio arriva di Rhine Group, il nuovo think tank che Mario Draghi ha fondato insieme a Patrick Collison, co-fondatore e Chief Executive Officer di Stripe, una società che sviluppa infrastrutture commercio online e co-fondatore dell’Arc Institute, un’organizzazione di ricerca biomedica. Lo spagnolo Luis Garicano, economista alla London School of Economics ed ex europarlamentare liberale, è, invece, il direttore esecutivo del Rhine Group.

GLI OBIETTIVI DI RHINE GROUP

L’ex Premier Mario Draghi ha sovente provato a sferzare il nostro continente sul tema della competitività. L’iniziativa trae ispirazione proprio dal ‘Rapporto Draghi’ elaborato nel settembre del 2024 per la Commissione Europea. “Il declino non è inevitabile – viene riportato in uno dei passaggi del documento firmato da Draghi e Collison – ma è la direzione che abbiamo intrapreso in assenza di interventi urgenti”. Il nostro continente è chiamato a “fare ciò che l’Europa ha già saputo fare in passato: competere, costruire e tornare a crescere. Non siamo una potenza media, bensì il secondo mercato più grande al mondo”.

CHI C’È NEL THINK TANK DI MARIO DRAGHI

Al Think tank partecipano grandi nomi che arrivano dall’accademia, dall’economia e dalla finanza. Sono membri dell’iniziativa il presidente di Iliad Xavier Niel, l’ex ministro francese Bruno Le Maire, l’ex presidente della Repubblica di Estonia Toomas Hendrik Ilves, il ceo del gruppo Le Monde Louis Dreyfus. Accanto a loro siederanno Philippe Aghion, il premio Nobel Bengt Holmström, i manager Tobi Lütke, Niklas Zennström, Sebastian Siemiatkowski, Ilham Kadri, Moritz Schularick, presidente del Kiel Institute for the World Economy, e direttori di testate come Roula Khalaf e Zanny Minton Beddoes.

COS’È LA REGOLA DI CHATHAM HOUSE

Il nuovo gruppo di lavoro Rhine Group produrrà documenti, frutto del confronto, delle analisi e delle discussioni tra i membri. Nel loro lavoro di ricerca i membri adotteranno la “regola di Chatham House”. Secondo tale principio i concetti emersi dal confronto e le informazioni ricevute potranno essere utilizzati dai partecipanti ma non potranno essere rivelata l’identità di chi li ha espressi. Questo serve a stimolare un confronto franco, a unire il gruppo e anche a evitare o limitare protagonismi.

CHI SONO GLI ITALIANI NEL THINK TANK DI MARIO DRAGHI

È nutrita la squadra italiana nel nuovo soggetto di Mario Draghi. Ci sono gli “immancabili” Vittorio Colao, vicepresidente EMEA e membro del consiglio di amministrazione di General Atlantic, amministratore non esecutivo di Verizon e Executive Trustee dell’Università Bocconi, e Francesco Giavazzi, professore emerito di economia dell’Università Bocconi, con un passato da vicedirettore generale del Tesoro italiano dal 1991 al 1994.

Vittorio Colao è stato Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale e autorità delegata per lo Spazio nel governo italiano guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi (2021-2022) e ha contribuito al Rapporto Draghi The Future of European Competitiveness. Francesco Giavazzi, invece, consigliere economico del presidente del Consiglio Mario Draghi durante la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) italiano nel 2021.

A loro si affiancano Andrea Pignataro, matematico e fondatore e CEO, ION Group, “una società di tecnologia finanziaria e dati con oltre 13.000 dipendenti in più di 50 uffici nel mondo, che sviluppa software essenziali per banche, società di gestione patrimoniale e imprese”, Francesco Decarolis, professore di economia presso l’Università Bocconi dove ricopre la cattedra ENEL Foundation Chair in Competitiveness and Transition, e Lucrezia Reichlin, professoressa di economia della London Business School nonché editorialista del Corriere della Sera e presidente del Consiglio scientifico di GENES a Parigi.

Il più giovane, tra gli italiani, è Luca Ferrari, Co-fondatore e CEO, Bending Spoons una società che ha al suo interno realtà come AOL, Brightcove, Eventbrite, Evernote, komoot, Meetup, Remini, StreamYard, Vimeo e WeTransfer.

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