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Paolo Signorelli

Paolo Signorelli torna alla comunicazione di Lollobrigida: chi è e perché s’era dimesso

Il ministro Francesco Lollobrigida richiama Paolo Signorelli alla comunicazione del Masaf dopo le dimissioni del 2024: ecco chi è e cos’era successo

A distanza di due anni dalle dimissioni, il giornalista Paolo Signorelli rientra al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per seguire nuovamente la comunicazione del ministro Francesco Lollobrigida.

La notizia, anticipata dal Corriere della Sera, segna il rientro nella sede Rai pugliese di Edoardo Garibaldi, subentrato a Signorelli dopo il passo indietro in seguito alla pubblicazione di alcune conversazioni private con il capo ultras della Lazio e narcotrafficante Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, poi assassinato in un agguato.

CHI È PAOLO SIGNORELLI

Classe ’86, Signorelli è nipote e omonimo di un altro Paolo, fondatore del Centro Studi Ordine Nuovo, processato e successivamente assolto per il coinvolgimento nelle inchieste sul terrorismo nero negli anni Settanta, di cui pure fu considerato uno dei principali ideologi.

Due lauree – in Comunicazione alla LUMSA e in Scienze Politiche alla LUISS -, giornalista, grande appassionato di calcio – e lui stesso calciatore in gioventù – è stato a lungo voce e volto noto di alcune emittenti radio e tv del Lazio. Già redattore per le testate di News Mediaset e per l’agenzia di stampa AdnKronos, nel 2021 viene scelto per guidare l’ufficio stampa del candidato sindaco della Capitale Enrico Michetti e in seguito anche di Tommaso Foti, quando il ministro era capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati. Il suo legame professionale con il ministro Francesco Lollobrigida è solido e antecedente all’esperienza al Masaf, avendo già gestito la comunicazione di quest’ultimo tra il 2021 e il 2022, incarico poi confermato dopo la nomina di Lollobrigida a capo del dicastero. 

COS’ERA SUCCESSO NEL 2024

Il passo indietro di Paolo Signorelli risale al giugno del 2024, quando il capo ufficio stampa del Masaf decise di autosospendersi pubblicazione di alcune conversazioni private su WhatsApp relative al biennio 2018-2019. Le chat coinvolgevano il giornalista e il narcotrafficante Fabrizio Piscitelli, noto come Diabolik, storico capo della tifoseria ultras della Lazio. I messaggi contenevano gravi battute di matrice antisemita, elogi rivolti a noti esponenti del terrorismo neofascista come Valerio Fioravanti e Pierluigi Concutelli ed esaltazioni di stampo pagano.

Tali scambi erano poi finiti tra le carte dell’inchiesta condotta dalla Procura di Roma relativa alla morte di Piscitelli, ma poi giudicati totalmente irrilevanti sotto il profilo penale, sancendo l’assoluta estraneità del giornalista alle indagini criminali. Al momento delle dimissioni, Signorelli rilasciò un’intervista spiegando di voler tutelare la propria famiglia e il governo, sottolineando di non riconoscersi più nelle parole usate in un tempo ormai lontano. Oggi, giustificando il reintegro, il ministro Francesco Lollobrigida ha ribadito come dalle insinuazioni giornalistiche dell’epoca non sia emerso alcun fatto oggettivo in grado di impedire il regolare svolgimento dell’attività professionale del suo collaboratore.

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