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L’ultima manovra di Giorgetti: flat tax, pensione a 64 anni e banche

Il responsabile del MEF Giancarlo Giorgetti fissa i punti chiave dell’ultima finanziaria della legislatura prima del verdetto sul rapporto deficit/Pil previsto per il 22 settembre

Il ministro Giorgetti, intervenuto all’evento della Lega “A tua difesa” ha enunciato diverse proposte da tenere presente nella costruzione della prossima legge finanziaria, l’ultima prima della conclusione della legislatura.

LE MISURE MISURE FISCALI E LA CRESCITA DEI SALARI

Si parte da uno dei cavalli di battaglia della Lega: la flat tax. “Nell’ultima manovra, con grande successo, a tutti quelli che rinnovavano i contratti nazionali, riconoscevamo la tassazione al 5% con la flat tax – ha detto il ministro Giorgetti -. Secondo me qualcosa di simile, facendo un’intesa con gli imprenditori che aumentano gli stipendi ai giovani, su questi aumenti di stipendi lo Stato potrebbe fare una cosa del genere, una sorta di flat tax”

EXTRAPROFITTI OPPURE DTA

Il nodo più critico riguarda il rapporto con gli istituti di credito. Se il vicepremier Salvini preme per tassare gli extraprofitti degli istituti di credito, trovando il muro di Forza Italia rigidamente contraria, il ministro Giorgetti prova a spostare il focus sul tema della concorrenza tra le banche che deve essere favorita “Oppure il povero imprenditore non trova più nessuno competitivo nell’erogazione del credito” oppure “quanto costa ad un povero pensionato trasferire un conto da una banca all’altra. Se introduci alcuni elementi di concorrenza vedi che alcune rendite di sistema cambiano”.

L’ipotesi di un contributo negoziato con il settore bancario è estendibile anche a quello assicurativo, strutturato come dilazione/rinvio di deduzioni fiscali, sulla falsariga delle DTA (imposte differite attive) della manovra precedente che ha fruttato maggiori entrate per 3,4 miliardi.

IN PENSIONE A 64 ANNI

E infine le pensioni, un altro degli argomenti più caldi in via Bellerio. “La proposta della Lega dei 64 anni deve essere letta nel modo corretto – avverte Giorgetti -. Nella riforma Fornero c’è non dico una ingiustizia ma una distorsione tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, che sostanzialmente viene trattato peggio, e chi viene dopo che viene trattato in modo diverso. Secondo me bisogna capire di cosa si sta parlando e guardare il sistema correttamente. Il sistema deve garantire un equilibrio dei conti e una equità di trattamento”.

LA SCADENZA DEL 22 SETTEMBRE

I prossimi passaggi cruciali dipenderanno dalla rilevazione Istat sul rapporto deficit/Pil, prevista per il 22 settembre, che definirà il margine effettivo di manovra finanziaria per l’esecutivo.

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