Frizioni tra l’assessore al Welfare Guido Bertolaso e Fratelli d’Italia in Lombardia sul piccolo valzer di nomine tra Niguarda, Sacco e Regione Lombardia
Guido Bertolaso, assessore al welfare della Regione Lombardia, sta gestendo il dossier di una serie di nomine nella sanità milanese. Avvicendamenti sui quali è necessario trovare l’accordo con Fratelli d’Italia. Per il momento l’intesa non c’è, ragione per la quale il titolare della sanità sta sposando la linea attendista.
BERTOLASO NON PRESENTA LA DELIBERA PER LE NOMINE IN SANITÀ
Nella prima riunione dopo la pausa estiva Bertolaso, infatti, non ha presentato la delibera sulle nomine nella sanità. Un approccio che non profuma di appeasement, infatti il titolare del welfare sarebbe pronto a lasciare il suo incarico in mancanza di un accordo.
IL PIANO DEL MINI – RIMPASTO
Il suo piano, presentato alla fine di luglio prevede che l’attuale direttore generale del Welfare della Regione Lombardia Mario Melazzini passi a guidare l’Ospedale Niguarda per sostituire Alberto Zoli che il 24 agosto ha presentato le dimissioni e dal 1°ottobre potrà andare in pensione.
L’ultimo avvicendamento riguarda Maria Grazia Colomo, attuale dg dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco in Regione che dovrebbe sostituire Melazzini, la prima donna in quel ruolo.
LASCIARE TUTTO IMMUTATO FINO A DICEMBRE
A spiegare la linea di FdI è Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza e capo-delegazione del partito a Palazzo Lombardia. “Per FdI deve rimanere tutto inalterato fino a dicembre – riporta Repubblica -. È una questione di metodo: vorremmo capire il perché dei cambiamenti, che non erano stati in alcun modo concordati”.
LA QUESTIONE FORMALE DELL’ETÀ DI MELAZZINI
La delegazione lombarda di FdI nutre dubbi sulla nomina di Melazzini perché il suo sarebbe un incarico triennale; tuttavia, il manager il 10 agosto ha compiuto 68 anni e durante il mandato al Niguarda supererebbe la soglia dei 70, oltre la quale i direttori ospedalieri non possono essere più nominati. Una questione di forma, insomma. Secondo la ricostruzione di Repubblica procedere ora con le nomine “significherebbe togliere dalla partita di fine anno, quando scadranno gli attuali manager, due delle Asst più importanti.

