La maison milanese ufficializza l’approdo di Dario Vitale alla guida di Emporio Armani e degli accessori . Per la prima volta una figura esterna alla famiglia assume un ruolo di vertice creativo dopo la scomparsa del fondatore. Il profilo del nuovo direttore creativo
Dopo i rumors circolati nei mesi scorsi, è arrivata la conferma ufficiale: il Gruppo Armani ha affidato a Dario Vitale la direzione creativa di Emporio Armani per le collezioni uomo e donna e la gestione degli accessori della maison.
L’ingresso si inserisce nella riorganizzazione diretta dall’amministratore delegato e Managing Director del Gruppo Armani, Giuseppe Marsocci. Rimangono i responsabili storici dello stile del gruppo, Silvana Armani per la donna e Leo Dell’Orco per l’uomo, ma la nomina è indubbiamente una svolta storica per la casa di moda milanese: si tratta infatti del primo ingresso di un designer esterno alla famiglia alla guida dell’Emporio, a poco più di un anno dalla scomparsa del fondatore Giorgio Armani. Il debutto in passerella del nuovo direttore creativo è previsto per la fashion week di gennaio.
CHI È DARIO VITALE
43 anni, salernitano, Dario Vitale si è trasferito diciottenne a Milano per studiare all’Istituto Marangoni, dove si è diplomato nel 2006. La sua carriera nel settore della moda è iniziata nel marchio Dsquared2, per poi proseguire in Bottega Veneta sotto la guida dell’allora direttore creativo Tomas Maier. Nel 2010 è entrato nel Gruppo Prada, avviando un lungo sodalizio professionale con la stilista Miuccia Prada e lavorando a stretto contatto con il design director Fabio Zambernardi. Nel ruolo di direttore dell’immagine e del prêt-à-porter di Miu Miu, Dario Vitale ha contribuito in modo determinante al rilancio internazionale e ai successi commerciali della linea giovanile del gruppo, firmando collezioni virali e definendo un’estetica contemporanea e riconoscibile.
L’INTRIGO VERSACE
Come ricostruito da D di Repubblica, nel 2025 Dario Vitale era finito, suo malgrado, al centro dell’intrigo sulla vendita del marchio Versace a Prada. A marzo aveva infatti raccolto il testimone di direttore creativo da Donatella Versace in persona, a cui rimaneva soltanto la carica di brand ambassador del marchio.
Visto il suo passato, s’era poi fatto strada il sospetto che la nomina al vertice di Versace fosse stata pilotata in vista dell’arrivo della nuova proprietà. Ma a dicembre il direttore creativo aveva lasciato l’incarico, dando il via a una serie di speculazioni che lo vedevano corteggiato dai principali colossi internazionali della moda, fino all’annuncio odierno che sancisce il suo approdo alla casa di via Borgonuovo.

