Al Palazzo di Vetro di New York si apre domani il dibattito generale dell’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite: ecco i grandi temi su cui si confronteranno i leader internazionali
Da martedì 22 a lunedì 28 settembre, circa 130 tra capi di Stato e di governo si riuniranno al Palazzo di Vetro per confrontarsi sulle crisi geopolitiche più urgenti, le tensioni economiche e la gestione delle grandi trasformazioni globali.
Sotto la presidenza del diplomatico bangladese Khalilur Rahman, il forum multilaterale sarà dedicato al tema “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un’Onu che dia risultati per tutti”, ponendosi l’obiettivo di riaffermare l’efficacia del dialogo multilaterale in una fase di profonda frammentazione globale.
I TEMI CHIAVE DELL’ASSEMBLEA ONU
La guerra in Ucraina e il conflitto in Medio Oriente saranno inevitabilmente tra i dossier centrali del confronto. Accanto alle principali crisi internazionali, l’agenda si focalizzerà anche su sicurezza alimentare, azione climatica, sviluppo sostenibile e governance dell’intelligenza artificiale.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla riforma del Consiglio di Sicurezza, uno dei dossier più sensibili per gli equilibri dell’organizzazione e per il rapporto tra i membri permanenti e il resto degli Stati.
Il 28 settembre sarà inoltre celebrato il 25° anniversario della Dichiarazione e del Programma d’azione di Durban contro il razzismo e la xenofobia, mentre il 29, al di fuori della settimana del dibattito generale, è prevista la giornata ad alto livello per l’eliminazione totale delle armi nucleari.
CHI CI SARÀ
La scaletta degli interventi si apre con la relazione del segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. Come da tradizione, il primo capo di Stato a prendere la parola alla tribuna sarà il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Subito dopo interverrà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, leader del Partito Repubblicano rientrato alla Casa Bianca, il quale ha previsto un’agenda di incontri con il primo ministro britannico Andy Burnham, la premier giapponese Sanae Takaichi, prima donna a ricoprire l’incarico di governo a Tokyo, e la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, oltre ai rappresentanti del Consiglio di cooperazione del Golfo. Il quadro degli appuntamenti statunitensi è coordinato dall’ambasciatore americano presso le Nazioni Unite Mike Waltz.
Tra le presenze di maggior rilievo figura il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, atteso a New York per perorare la causa di un cessate il fuoco energetico e marittimo, sebbene al momento non risulti confermato un vertice diretto con la presidenza americana. Dall’Iran giungerà il presidente Masoud Pezeshkian accompagnato dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. La delegazione di Teheran sarà soggetta a restrizioni di movimento imposte dal Dipartimento di Stato americano. Parteciperanno ai lavori anche il presidente sudcoreano Lee Jae Myung, il primo ministro australiano Anthony Albanese, il segretario generale della Nato Mark Rutte, ex premier olandese di lunga esperienza governativa, e il vice ministro degli Esteri nordcoreano Kim Son-Gyong.
Alcune assenze di rilievo segnano tuttavia la vigilia del vertice. Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas, alla guida dell’ANP dal 2005, interverrà esclusivamente tramite videocollegamento a causa del diniego del visto da parte di Washington. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di ridurre al minimo la propria presenza a New York limitandola al solo discorso all’Onu, cancellando la tappa prevista in Texas e facendo sfumare l’ipotesi di vertici con l’amministrazione americana e con il segretario di Stato Marco Rubio. In ambito europeo si registra l’assenza del cancelliere tedesco Friedrich Merz, esponente della CDU e guida del governo di Berlino, impegnato sul fronte interno dopo le ultime batoste elettorali. Sarà sostituito dal ministro degli Esteri Johann Wadephul.
LA DELEGAZIONE ITALIANA
La rappresentanza dell’Italia al Palazzo di Vetro sarà guidata dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in assenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha delegato la presenza diplomatica a New York. Ad affiancare il ministro degli Esteri ci sarà il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, impegnato a promuovere il ruolo dell’Italia nel rifinanziamento della Global Partnership for Education insieme alla Nigeria e all’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente d’Italia presso le Nazioni Unite.
L’azione diplomatica italiana si concentrerà sul rilancio del formato MED9++ attraverso la Rome Coalition, volta a garantire la sicurezza alimentare e l’approvvigionamento di fertilizzanti nella regione mediterranea e nei Balcani, anche alla luce delle recenti tensioni nel Mar Nero. Roma ribadirà inoltre la propria posizione sul tema della riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu attraverso il gruppo Uniting for Consensus, opponendosi all’estensione dei soli seggi permanenti e promuovendo una governance multilaterale più democratica, trasparente e rappresentativa per tutti gli Stati membri.

