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Nucleare, l’Italia torna all’atomo: ecco cosa prevede la legge

Italia, via libera definitivo al ddl sul nucleare: dopo 40 anni torna il quadro di regole per l’energia atomica. Ecco cosa prevede la legge delega approvata al Senato: l’estratto da Energia Oltre

Via libera dell’Aula al Senato alla legge delega sul nucleare sostenibile con 81 sì (tra cui Azione), 51 no e 7 astenuti (tra cui Italia Viva).

L’impianto normativo assegna all’esecutivo dodici mesi di tempo per riscrivere e codificare l’intera disciplina dell’atomo in Italia. L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e calmierare le bollette di famiglie e imprese, allineando il Paese al traguardo europeo delle emissioni zero al 2050.

CHE COSA PREVEDE IL PROGRAMMA NAZIONALE SUL NUCLEARE

Al centro del provvedimento vi è la definizione di un Programma nazionale che fisserà gli obiettivi per l’ingresso nel mix elettrico della fissione sostenibile – con un occhio di riguardo per i reattori modulari avanzati (SMR) e le filiere tecnologiche europee – fino alle applicazioni per la propulsione navale e alla ricerca sulla fusione.

Il testo interviene lungo l’intero ciclo di vita dell’energia nucleare: dalla gestione e smantellamento dei vecchi impianti dismessi fino alla realizzazione delle nuove infrastrutture, compresi i siti per il trattamento del combustibile e lo smaltimento definitivo delle scorie radioattive, per i quali viene introdotto anche il meccanismo delle autocandidature da parte dei territori.

Il primo passo è la pianificazione e la ricerca. Elaborazione di un Programma nazionale per lo sviluppo e l’impiego dell’energia nucleare sostenibile e da fusione, accompagnato dal potenziamento della ricerca scientifica e industriale. Il secondo è la normativa e sicurezza: definizione delle regole per la sperimentazione, localizzazione, costruzione e gestione dei nuovi impianti, oltre al riordino della governance e della vigilanza sulla sicurezza. La norma regolamenta anche il combustibile nucleare, dello smantellamento (decommissioning) degli impianti esistenti e dello stoccaggio definitivo delle scorie radioattive.

COME FUNZIONERANNO LE AUTORIZZAZIONI DEL MASE

Sotto il profilo amministrativo, il ddl imprime una decisa accelerazione burocratica: le centrali e le relative opere accessorie vengono qualificate come interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti. A rilasciare il via libera sarà il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) attraverso un procedimento abilitativo integrato che sostituirà ogni autorizzazione, nulla osta e conformità urbanistica (con facoltà di apporre vincoli di esproprio), lasciando intatto solo il presidio della valutazione di impatto ambientale.

Nei confronti delle comunità locali coinvolte sono previste consultazioni preventive e misure di compensazione territoriale ed economica, interamente a carico dei proponenti privati. Nessun costo dello smantellamento o della gestione dei rifiuti ricadrà invece sulla finanza pubblica: gli operatori saranno obbligati a costituire fondi dedicati per il decommissioning e a contrarre coperture assicurative per i rischi di esercizio, mentre sul fronte del controllo il governo valuterà la nascita di un’Autorità indipendente per la sicurezza nucleare.

A fare da corollario industriale al provvedimento vi sono infine il rafforzamento dell’alta formazione universitaria, lo sviluppo di competenze specialistiche di filiera e una capillare campagna informativa ai cittadini su sicurezza e sostenibilità. Una scelta di campo che i promotori della legge rivendicano alla luce dell’instabilità geopolitica: liberare il sistema produttivo dalla vulnerabilità delle importazioni fossili e da bollette strutturalmente più care rispetto alla concorrenza estera, integrando l’apporto dell’atomo alla crescita delle energie rinnovabili.

L’ANNUNCIO DELLA PREMIER

“Oggi il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nucleare. Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare. Una scelta coraggiosa e di buon senso. Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose. Cosa significa per famiglie e imprese:
• Più sicurezza energetica: meno dipendenza dall’estero e meno esposizione alle crisi internazionali che abbiamo pagato in bolletta.
• Energia stabile e a basse emissioni, che lavora insieme a tutte le altre, a partire dalle rinnovabili.
• Una risposta concreta alla domanda di elettricità che crescerà con data center e intelligenza artificiale.

Parliamo di tecnologie di nuova generazione, non delle vecchie centrali. Ora il Governo scriverà le norme attuative su sicurezza, autorizzazioni, gestione dei rifiuti e rapporto con i territori. Era un impegno preso con gli italiani. Un altro impegno che abbiamo mantenuto”, ha scritto la premier Giorgia Meloni su X.

 

E L’AGENZIA DI SICUREZZA NUCLEARE?

Per quanto riguarda la nuova agenzia di sicurezza nucleare “è una valutazione che stiamo facendo nell’ambito del gruppo di lavoro che è stato costituito con gli uffici, dev’essere qualcosa che ha nuove competenze integrative rispetto a Isin che assorba Isin perché le competenze sono lì. Non vedo una questione tra nuovo e vecchio, Isin sarà una parte della futura Agenzie poi che giuridicamente sia un assorbimento o un ampliamento non rileva. Al limite può rilevare a livello interno ma neanche”, ha detto il Ministro Pichetto a margine della conferenza stampa di presentazione dell’evento “I colori dell’energia” che si terrà a Brindisi dal 15 al 17 ottobre.

LE PROSSIME TAPPE E LA ROADMAP VERSO IL 2030

Secondo le stime del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), l’ingresso effettivo del nuovo nucleare nel mix italiano è ipotizzato intorno al 2035. Negli scenari stimati al 2050, la capacità nucleare installata potrebbe raggiungere tra gli 8 e i 16 GW, coprendo circa l’11-22% del fabbisogno elettrico nazionale.

Il nucleare non viene proposto in alternativa alle fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico), ma come soluzione complementare: garantendo energia continua e programmabile a basse emissioni di CO₂, consente di stabilizzare la rete elettrica anche quando sole e vento non sono disponibili.

Foto generata con IA 

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