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Consob, la continuità passa da Nadia Linciano: chi è la tecnica confermata fino al 2033

Una nomina cambia il vertice, una conferma garantisce continuità. Il nuovo tandem della Consob prende forma, e con lui una nuova fase per l’Authority dei mercati

La Consob ha confermato Nadia Linciano come segretario generale fino al 14 settembre 2033. La decisione, presa lo scorso lunedì 21 settembre su proposta del presidente Guido Stazi, arriva a poco più di un mese dal suo insediamento alla guida dell’Authority.

Il Corriere della Sera legge la conferma  come l’ultimo tassello del riassetto dell’Authority che vigila sui mercati finanziari e tutela gli investitori: se Stazi è la novità, Linciano è il nome scelto per garantire la continuità.

DUE NOMINE, DUE STORIE

Dopo il passaggio di consegne tra Stazi e la presidente vicaria Chiara Mosca, la Consob è tornata alla sua composizione completa. Già nella scelta del presidente, tuttavia, aveva pesato il criterio della continuità, dal momento che Stazi  è già stato segretario generale dell’Authority dal 2013 al 2017.

Stesso ruolo in cui ora viene confermata Nadia Linciano, al secondo mandato da segretario generale: in Consob – tolta una breve parentesi – dal 1998, Linciano fu nominata nel 2024 sotto la presidenza di Paolo Savona e poi prorogata dalla vicaria  Mosca. La nuova scadenza è fissata al 14 settembre 2033.

PERCHÉ IL RUOLO DEL SEGRETARIO GENERALE CONSOB È COSÌ IMPORTANTE

Il segretario generale è il punto di raccordo del funzionamento istituzionale e organizzativo della Consob. Il presidente prende la guida dell’Authority, ma Nadia Linciano resta alla macchina che traduce le decisioni in attività quotidiana: dalla vigilanza sulle società quotate e sugli intermediari al controllo delle informazioni finanziarie, fino alla tutela degli investitori. È anche per questo che il Corriere della Sera attribuisce alla posizione un peso rilevante: per molti analisti, la Consob ‘vale’ molto più di un ministero.

E intanto cambiano i dossier con cui l’Authority deve fare i conti. Accanto alle attività tradizionali di vigilanza sono diventate sempre più rilevanti le frodi online e le nuove forme di abuso finanziario. A settembre la Consob ha richiamato l’attenzione dei risparmiatori sull’utilizzo di siti clonati, profili contraffatti e contenuti generati con sistemi di intelligenza artificiale nelle truffe finanziarie.

CHI È NADIA LINCIANO

Nadia Linciano, nata a Trepuzzi, in provincia di Lecce, nel 1967, è laureata in Economia e Commercio alla LUISS. Ha poi conseguito un Master in Economia al CORIPE Piemonte, un Master of Science in Economics e un PhD in Economics all’University of York, oltre al Dottorato di ricerca in Economia Politica all’Università Federico II di Napoli.

Prima di entrare in Consob ha insegnato come docente a contratto all’Università di Lecce e all’Università di Bari. Dal 1998 è iniziato il lungo percorso nell’Authority. Negli anni ha lavorato soprattutto sui temi della regolamentazione finanziaria, della finanza comportamentale, delle scelte di investimento delle famiglie e della corporate governance. Ha inoltre partecipato a gruppi di lavoro internazionali su rischio sistemico e tutela dei consumatori. Responsabile della Divisione Studi e reggente temporaneo dell’Ufficio Studi Economici della Consob tra il 2021 e il 2023, nel biennio successivo ha coordinato l’Ufficio III della Struttura di Missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri come Direttore Generale, prima di rientrare all’Authority con i galloni di segretario generale.

BOARD, ETÀ E PARITÀ

Interessante notare come Nadia Linciano si sia occupata anche di corporate governance al femminile. Nello studio “Report on corporate governance of Italian liste companies” la neo segretaria generale ha analizzato cosa è cambiato nei consigli di amministrazione delle società italiane quotate dopo l’introduzione delle quote di genere, mettendo in relazione la nuova composizione dei board con i risultati delle imprese tra il 2008 e il 2016. Fra le altre cose, l’analisi individua effetti positivi sulla redditività quando la presenza delle donne supera una soglia compresa tra il 17 e il 20%. È la critical mass theory: una presenza femminile sufficientemente consistente che può modificare il confronto all’interno del consiglio.

In Consob, intanto, la Commissione è 3 a 2: tre uomini e due donne. Anche qui, la matematica della governance dice qualcosa.

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