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Guido Stazi

Il nuovo corso della Consob di Stazi e i tre dossier non rimandabili

Tutela dei risparmiatori, nuove regole di governance e sviluppo del listino azionario: le priorità della Consob di Guido Stazi 

Da poche settimane si è aperto il nuovo corso della Consob. Lo scorso 14 luglio il Consiglio dei ministri ha scelto Guido Stazi per sostituire Paolo Savona a capo della Consob, ponendo fine a una vacanza di più di 4 mesi.

L’ESPERIENZA DI GUIDO STAZI

Come scrive Nicola Saldutti sul Corriere della Sera, Guido Stazi, è un profondo conoscitore della macchina istituzionale, in generale, e della Consob, in particolare. Infatti, da giugno 2013 al 31 dicembre 2017 è stato segretario generale della Consob. In precedenza, è stato responsabile della Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Capo di Gabinetto presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Dal 2022, invece, ha assunto il ruolo di segretario generale dell’Antitrust.

I TRE DOSSIER SUL TAVOLO DI STAZI

Le questioni che dovrà affrontare sono numerose, a partire dal decreto capitali, che ha modificato gli equilibri tra soci di controllo e soci di minoranza, con impatti già visibili nelle assemblee del 2026, dove partecipazioni ridotte in via di aggregazione possono incidere sulla governance delle società a capitale frammentato. La rilevanza di un quadro regolatorio chiaro, infatti, è stata confermata anche dall’ultima relazione annuale presentata dalla presidente vicaria Chiara Mosca, che ha evidenziato oltre 70 ricorsi registrati nell’ambito del settore bancario.

LA TUTELA DEI RISPARMIATORI E L’EDUCAZIONE FINANZIARIA

Alla tutela dei risparmiatori si rivolgono altri due dossier sulla scrivania di Stazi. Il primo è il capitolo dell’educazione finanziaria. La Consob, infatti, dal luglio 2019 – data di entrata in vigore del potere di ordinare lo spegnimento dei portali illegali —ha oscurato 1.769 siti abusivi, di cui 219 riconducibili ad operazioni su cripto-attività prive di autorizzazione.

IL CONTRASTO AL DELISTING A PIAZZA AFFARI

Un altro tassello della “strategia” di Stazi dovrebbe riguardare il contrasto al progressivo ridimensionamento del listino di Piazza Affari. “Negli ultimi vent’anni – scrive Massimo Giannini sulle colonne di Repubblica -, tra 2005 e 2025, sul pur scoppiettante mercato italiano sono stati effettuati ben 100 delisting. Negli ultimi dieci anni il Belpaese ha perso il 20% delle società quotate su Euronext”. Si impone, dunque, l’esigenza di interventi mirati allo sviluppo della Borsa italiana come strumento a supporto dell’economia reale. 

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