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Longevity day

Previdenza e futuro, chi c’era e cosa si è detto al Longevity Day

Se l’Italia invecchia e le famiglie affondano nella spesa sanitaria privata, la politica tenta di rincorrere l’emergenza tra proposte di previdenza neonatale, hubs aziendali e un approccio olistico all’allungamento della vita:temi e protagonisti del Longevity Day 2026 organizzato da Generali

L’Italia invecchia a ritmi sostenuti e la tenuta del sistema economico e sociale vacilla drammaticamente. A fare il punto sulla situazione è stato questa mattina il Longevity Day – Generali Partner del Paese 2026: Previdenza, Protezione, Futuro. Sono i dati dell’Istat a guidare l’agenda e gli interventi: secondo il rapporto “La salute: una conquista da difendere”, la speranza di vita media raggiunge circa gli 84 anni, ma quella in buona salute si ferma ad appena 58 anni. Uno scenario evidenziato anche dalle analisi dell’ANIA, nel la quale si evidenzia che entro il 2050 il rapporto tra over 64 e popolazione in età lavorativa sfiorerà il 63,7%, passando dagli attuali livelli a quasi due anziani ogni tre lavoratori.

La vera sfida è aggiungere vita agli anni, come sottolineato nel suo benvenuto dal padrone di casa Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia.

L’ALLARME DEMOGRAFICO E I CONTI DEL MEF

Nel frattempo le culle restano vuote: le previsioni dell’Istat fotografano una contrazione delle coppie con figli dalle attuali 7,5 milioni a 5,8 milioni nel 2050 (-23%), lasciando il peso dell’assistenza sui 12,3 milioni di caregiver non retribuiti. Parallelamente, come ricordato nelle rilevazioni del MEF, l’incidenza della spesa pensionistica sul PIL passerà dal 15,2% stimato per il 2025 al 17,1% nel 2041, a fronte di una spesa sanitaria privata che ha raggiunto circa 49 miliardi di euro, sostenuta per oltre l’85% direttamente dai cittadini.
Nel 2026 la longevità è al centro di due appuntamenti internazionali promossi dalla Fondazione Giorgio Cini a Venezia. Dopo “Inequalities in Longevity”, che a luglio ha riunito esperti come Elsa Fornero, Francesco Landi, Agar Brugiavini, Christine Brown dell’OMS, Hervé Boulhol dell’OCSE e Mirko Sartori di Generali, a novembre “Humankind and Longevity” approfondirà le trasformazioni demografiche e le loro implicazioni scientifiche, economiche e sociali. Un percorso che conferma l’impegno della Fondazione Cini, sostenuta da Generali, nel promuovere il confronto su una delle grandi sfide del nostro tempo.

WELFARE, PREVENZIONE E NUOVE INFRASTRUTTURE SOCIALI

Nell’incontro di oggi, ad approfondire le politiche necessarie sono stati due panel tematici guidati da manager ed esperti del settore. Nel corso del primo panel, intitolato “Un Paese che cambia età: Welfare, prevenzione, benessere”, Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia, ha dialogato con la sociologa sanitaria dell’Università Kore di Enna Ketty Vaccaro e con Rita Carisano, Direttore Generale della Luiss. Proprio in quest’ambito è emersa la convergenza con Claudio Durigon, senatore e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sull’importanza dei modelli formativi e lavorativi innovativi come il progetto Transformation Hub, recentemente presentato al CNEL da Generali e dall’ateneo romano.
Nel secondo panel, “La longevità come nuova infrastruttura economica e sociale: Previdenza, long term care, relazioni”, guidato da Marco Oddone, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Alleanza Assicurazioni, e con il contributo demografico della professoressa dell’Università di Padova Alessandra Minello, è emersa la riflessione di Nicola Palmarini, Direttore del National Innovation Centre for Ageing (NICA). Palmarini ha sottolineato un approccio olistico all’allungamento dell’età, che supera la mera visione assistenziale per considerare la longevità come una risorsa da strutturare attraverso l’innovazione sociale, le reti di relazione e la riprogettazione dell’ambiente urbano ed economico.

LE RICETTE DELLA POLITICA TRA INPS E PARLAMENTO

Sul fronte istituzionale, Gabriele Fava, presidente dell’INPS, ha rilanciato con entusiasmo la proposta della di un fondo previdenziale per i nuovi nati, pensata per creare un capitale previdenziale fin dalla nascita, ma anche una “educazione finanziaria”, mentre Mariangela Matera, deputata di FdI e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, e il senatore Francesco Zaffini, presidente della 10ª Commissione permanente del Senato, hanno richiamato la necessità di interventi normativi organici. All’evento è intervenuto anche Riccardo Corbucci, sociologo e consigliere dell’Assemblea Capitolina, portando il tema della longevità dentro la dimensione concreta della città: una popolazione che invecchia impone di ripensare la rete dei servizi, l’accessibilità e le infrastrutture sociali. La demografia, insomma, è già arrivata sul tavolo della politica; adesso bisogna capire con quali strumenti finirà nei bilanci delle famiglie.

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