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Malagò Galliani

Romanzo Figc, Malagò parla da presidente. Ma c’è chi vuole Galliani al posto

Tutto da rifare per la corsa alla presidenza della Figc: Malagò vuole chiudere i conti, ma sul vertice della Federcalcio si staglia l’ombra lunga di Adriano Galliani. Ecco cosa racconta il commissario-presidente e chi prepara il nuovo agguato. 

Ampio spazio oggi su la Repubblica alla telenovela Figc, con l’intervista al commissario-presidente della Figc Giovanni Malagò, realizzata da Francesco Saverio Intorcia e Matteo Pinci. L’eterno candidato è nuovamente alla ricerca dei voti delle federazioni, nella speranza di vedersi confermato per una volta e per tutte all’Assemblea federale elettiva del prossimo 14 dicembre.

Intanto traccia un bilancio degli ultimi mesi rispondendo su tutto: dal surreale pasticcio che lo ha portato a essere commissario di sé stesso alle rotture con Pirlo e Maldini, fino al possibile reintegro di Diana Bianchedi e alla successione per il segretario generale Marco Brunelli, colui che pagherà la svista sul tesseramento. Ma la beffa è dietro l’angolo: i suoi ex sponsor ora puntano su Adriano Galliani.

L’INTERVISTA A REPUBBLICA: PARLA MALAGÒ

Abituato a navigare in acque tormentate, a costruire consensi, con piglio divertito – dai meme che lo vedevano protagonista, dall’imitazione di Crozza – , Malagò si mostra convinto di poter ancora pacificare “un mondo che per anni ha vissuto di divisioni, anche molto forti”. Torna sulla paradossale nomina a commissario straordinario, forse un pasticcio, forse un compromesso, sicuramente per lui e per la Figc “un modo di uscire da un tunnel”. Questione di responsabilità, a suo dire: “Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel Coni. Fossimo andati al voto in Giunta, pur ritenendo che avrei avuto un certo vantaggio, non ci sarebbero stati vincitori né vinti”. Alla fine, per ottemperare ai requisiti del tesseramento sportivo, sarà “dirigente accompagnatore dell’Aniene in Serie D di calcio a 5. Mi dimetterò se sarò eletto”.

Ma prima ancora era esploso il caso sulla scelta di Andrea Pirlo come commissario tecnico della Nazionale, chiesto da Paolo Maldini, che voleva un campione della generazione 2006. “Né io né lui sapevamo del contratto di Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russa. A quel punto ho detto: fermiamoci qua”. A quel punto il ticket Maldini-Leonardo avrebbe sondato anche Pep Guardiola, ma assodato che il fuoriclasse della panchina s’era preso un anno sabbatico – ma “se avesse fatto qualcosa l’avrebbe fatto con noi” – e consumata la rottura anche col presidente del Club Italia, s’è virato su Roberto Mancini, il suo preferito di sempre (lo dice chiaro e tondo).

IL COMMISSARIO PARLA DA PRESIDENTE

Fatti i conti con il passato, Malagò prova a voltare pagina. E ricomincia a parlare da presidente, volgendo lo sguardo alle prossime mosse: “Abbiamo sdoganato la Lega professionistica di Serie A Women. Vedrete a brevissimo l’ufficializzazione di altri nuovi partner Figc… E ci sarà un progetto di riqualificazione per riportare Coverciano a essere un’eccellentissima eccellenza nel mondo”.  L’intervista tocca anche il tema stadi, Sul fronte delle infrastrutture sportive e dei 5 stadi da selezionare per Euro 2032, sottolinea che «il commissario Sessa sta facendo un ottimo lavoro, con enti locali e governo siamo totalmente allineati” e apre anche alla possibilità dell’Europeo femminile del 2033, magari coinvolgendo “altre città” come “Udine, Bergamo o Reggio Emilia”.

CHI PRENDE LA POLTRONA DI BIANCHEDI E BRUNELLI

Quanto ai quadri federali, il ritorno dell’ex capo delegazione Diana Bianchedi resta in sospeso: “Diana ha voluto chiamarsi fuori per non essere strumentalizzata… dopo il voto capiremo cosa fare insieme”. Potrebbe tornare, insomma, magari con un ruolo diverso.

Chi invece è destinato a lasciare è il segretario generale Marco Brunelli, individuato come il colpevole del caso tesseramento. «Si è individuato un percorso di uscita per chiudere questa vicenda con reciproca soddisfazione. Nel giro di qualche giorno verrà formalizzato. Dopo il 14 dicembre sicuramente la Federcalcio avrà bisogno di un nuovo segretario generale», spalancando così le porte all’ingresso del dirigente ed esperto di diritto sportivo Giancarlo Viglione.

SUI RAPPORTI CON LA POLITICA

Infine, riflettendo sul rapporto complesso con la politica e con il ministro dello sport Andrea Abodi e il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, l’ex Coni minimizza: “In assoluto la politica è molto, molto vicina al sottoscritto. Poi qualcheduno non lo me è, ma questo fa parte della vita e serve tanta pazienza”. Poi, tra le righe, lascia intendere che la premier Giorgia Meloni avrebbe desiderato un esito diverso per la Figc, pur non essendosi mai intromessa.

DE LAURENTIIS VENDE SOLO A UN NAPOLETANO?

L’ultima domanda verte sul presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e dei rumors sulla vendita del club, che l’interessato ha allontanato precisando la sua intenzione di cedere soltanto a un napoletano : «Aurelio è un amico di famiglia. Quello che è riuscito a fare al Napoli, oggettivamente, è da Guinness dei primati. E credo che sia vero, a parità di condizione preferisce trovare qualcuno che continui il suo operato nel solco di una logica italiana».

CHI STA CON MALAGÒ E CHI CON GALLIANI

Ma il fronte degli oppositori non si arrende mai, e anzi ora sembra addirittura più forte che in passato. Merito di una candidatura forte e autorevole a cui starebbero lavorando, paradossalmente, proprio il presidente dell’Inter Beppe Marotta e dell’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi, ossia i registi dell’operazione che consegnò a Malagò, solo pochi mesi, il voto di ben 19 club di Serie A su 20. I due, scontenti di questi primi mesi, sarebbero intenzionati a lanciare il nome di Adriano Galliani. Con l’ex dirigente rossonero potrebbero schierarsi anche il Milan stesso e la Lazio di Claudio Lotito, con cui condivide i banchi di Forza Italia in Senato.

Non mancherebbe la sponda dell’eterno rivale Giancarlo Abete, che porta in dote tutto il peso nelle urne della Lega Dilettanti. Tra gli altri cooptabili, ci sarebbero anche il presidente della Serie A Ezio Simonelli, il presidente della Lega B Paolo Bedin e il presidente della Lega Pro Matteo Marani.

Un pericolo non dà poco per Malagò, che nondimeno può contare sull’appoggio del Torino di Urbano Cairo, del Monza, del Lecce, del Bologna e della Roma.

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