La Corte di Cassazione elegge Alberto Giusti nuovo giudice della Consulta in sostituzione del presidente uscente Giovanni Amoroso: ecco chi è
La Corte di Cassazione ha scelto ieri il sostituto del giudice Giovanni Amoroso per la Corte Costituzionale. Si tratta del togato toscano Alberto Giusti, eletto a larga maggioranza (324 voti) per un mandato di nove anni, in quota ai cinque giudici eletti dalle supreme magistrature.
Il nuovo giudice della Consulta s’insedierà a partire dal 14 novembre, data successiva alla notifica ufficiale dell’elezione inviata dalla Corte di cassazione alla Presidenza della Repubblica, alla Corte costituzionale e al Ministero della giustizia, nonché al giuramento di fedeltà alla Repubblica prestato davanti al Capo dello Stato Sergio Mattarella.
CHI È ALBERTO GIUSTI
Nato a Forte dei Marmi, in provincia di Lucca, nel 1961, Alberto Giusti ha alle spalle una lunga e consolidata carriera all’interno dell’ordinamento giudiziario. Nominato Consigliere di cassazione alla fine del 2007, ha assunto nel maggio del 2023 il coordinamento delle Sezioni Unite Civili, su designazione formale della Prima Presidente Margherita Cassano. Successivamente, nel giugno del 2024, è stato nominato Presidente di Sezione della Corte di Cassazione dal Consiglio Superiore della Magistratura.
IL CASO ELUANA ENGLARO E LA GIURISPRUDENZA SUL FINE VITA
Come ricorda il Sole 24 Ore, nel corso della sua attività giudiziaria, Alberto Giusti è stato relatore della sentenza relativa al celebre caso di Eluana Englaro. In quell’occasione la Cassazione accolse, nei limiti indicati nella motivazione, il ricorso presentato dal padre Beppino Englaro, rinviando la decisione alla Corte d’appello di Milano.
Pur non autorizzando direttamente l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali, la pronuncia fissò due condizioni essenziali: l’irreversibilità dello stato vegetativo, accertata con rigore clinico, e la presenza di prove chiare, univoche e convincenti sul fatto che la richiesta del tutore rispecchiasse la volontà della giovane, ricostruita attraverso le sue precedenti dichiarazioni, la personalità, lo stile di vita e i convincimenti.
Nella sentenza venne sottolineato che il rifiuto delle terapie medico-chirurgiche, pur conducendo alla morte, non poteva essere confuso con l’eutanasia, configurandosi invece come la scelta del malato di lasciare che la malattia seguisse il suo corso naturale. I principi espressi in tale decisione sono stati successivamente recepiti dalla legge sul consenso informato e richiamati dalla Consulta nel giudizio relativo al caso Cappato–dj Fabo.
CHI SUCCEDERÀ AL PRESIDENTE AMOROSO
Quanto all’elezione del nuovo presidente, il voto a scrutinio segreto per scegliere il successore di Giovanni Amoroso dovrebbe tenersi domani. Nel caso in cui dovesse trovare conferma il criterio non scritto dell’anzianità, storicamente decisivo sia nella prassi consuetudinaria sia in situazioni di parità di voti, la guida della Consulta spetterà a Francesco Viganò, che fu nominato vice dallo stesso presidente uscente Giovanni Amoroso, il cui mandato giungerà a scadenza naturale del 13 novembre.

