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gruppo Magi

A cosa serviva il gruppo autonomo con Magi, Tabacci e Soumahoro

Addio alla lista unitaria di centro? Il voto dell’ufficio di presidenza della Camera complica i piani di +Europa e Centro Democratico e a cascata anche quelli di Ernesto Maria Ruffini. Rilanciando la sfida a due Renzi-Onorato: ecco perché

Volevano costruire una casa comune, malgrado la diversità di prospettive. Liberali ed ex democristiani, sindacalisti di base e radicali, europeisti ed ex civatiani. Tradotto in nomi: Riccardo Magi, Bruno Tabacci, Benedetto della Vedova, Luca Pastorino e Aboubakar Soumahoro.

Una strana alleanza. Approntata da un lato per evitare la tagliola della raccolta firme, innalzata dal Melonellum a quota 6.000, a Ernesto Maria Ruffini e al suo neonato partito. Dall’altro, per permettere a +Europa di ricorrere contro la legge elettorale.

Ma il progetto s’è infranto contro il verdetto dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, che ieri ha bocciato la proposta di costituzione del gruppo autonomo “Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d’Europa”.

COSA CHIEDEVANO MAGI, TABACCI E GLI ALTRI

Il gruppo composto dai succitati deputati rivolgeva all’ufficio di presidenza una richiesta di deroga alla norma, prevista dal regolamento, che vincola la costituzione di un gruppo politico autonomo alla presenza di almeno 20 iscritti. La modifica del febbraio 2026 consente però all’Ufficio di autorizzare gruppi sotto soglia, di norma non inferiori a 7 componenti: la richiesta dei 5 deputati era quindi una deroga particolarmente ampia, non una semplice applicazione della soglia ordinaria.

CHI HA VOTATO CONTRO

Ma il gruppo autonomo non s’ha da fare. A remare contro sono soprattutto i deputati della maggioranza nell’ufficio di presidenza, cui presumibilmente giova un centro del campo largo diviso. Alla fine si contano 9 voti negativi, con l’opposizione che non riesce superare quota 6. Guarda caso, alla votazione non partecipano i segretari di Azione e IV, ossia Roberto Giachetti e Antonio d’Alessio, ma anche con il loro supporto, come ha sottolineato Benedetto Della Vedova, l’esito non sarebbe cambiato. Magi rimprovera piuttosto agli alleati del campo largo di non aver favorito l’operazione prestando un deputato in più.

A COSA SERVIVA IL GRUPPO AUTONOMO

Ma perché tanta insistenza sul gruppo? In teoria, gruppo politico autonomo equivarrebbe a esenzione totale dalla raccolta firme. Ma solo nel caso in cui il gruppo in questione si fosse costituito prima del dicembre 2025, il che esclude a priori l’eventualità per la strana quanto giovanissima alleanza. Per lo “sconto”, invece, che prevede la raccolta di “sole” 1.500 firme, basta un simbolo e una componente elettorale (tutte cose che Ruffini, Magi e Tabacci hanno già).

L’obiettivo era innanzitutto creare una cornice giuridica e politica solida per il progetto di dar vita a una lista unica di centro, in grado di attrarre altre piccole forze, come il PSI o Progetto Civico di Onorato, e magari federare anche Italia Viva di Matteo Renzi.

La costituzione del gruppo autonomo aveva però anche una finalità giuridica: serviva soprattutto a Magi per  promuovere un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale e contestare la nuova disciplina della raccolta firme, ritenuta discriminatoria per le forze politiche prive di una rappresentanza parlamentare consolidata. La strategia, tuttavia, non era priva di ostacoli. La Corte costituzionale non riconosce automaticamente ai gruppi parlamentari la legittimazione a promuovere conflitti di attribuzione, ma almeno Magi avrebbe potuto contare su una base istituzionale per rivendicare la lesione di proprie prerogative in attesa della pronuncia.

COSA SUCCEDE ADESSO

L’effetto immediato è che ora Magi e Ruffini dovranno raccogliere le firme. Il primo potrà quantomeno beneficiare della forma ridotta (1.500 per collegio) e per questo, probabilmente, finiranno per unire le forze. Ma la notizia più interessante, naufragato il progetto ruffiniano di federare i centrini, è che a contendersi questo spazio – sponda sinistra – saranno ora Matteo Renzi e Alessandro Onorato. Con Magi, Tabacci, Soumahoro e compagnia che dovranno scegliere di che centro sono.

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