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manovra 2027

Manovra 2027: tutte le misure e chi paga il conto

Approvata dal Consiglio dei ministri la legge di bilancio: 26 miliardi di euro destinati a famiglie, natalità, sanità e riduzione delle tasse, con coperture basate sul contributo di banche, assicurazioni, giochi ed energia, oltre alla flessibilità concessa dall’Unione Europea. Tutte le  misure e le coperture

Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato la manovra 2027, la quinta da quando la premier Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi. Un pacchetto finanziario da 26 miliardi – 2 e mezzo in più rispetto alle previsioni del Dpb – che punta a concentrare le risorse soprattutto su famiglia e natalità, riducendo il carico fiscale su alcune categorie, e adottando, nelle parole della presidente del Consiglio, “una logica di legislatura” senza “risorse a pioggia”. Vediamo nel dettaglio i principali interventi decisi dal governo

IL TAGLIO DELL’IRPEF

Confermato l’intervento di riduzione dell’Irpef, seppure in forma ridotta, fortemente sostenuto dal Vicepremier Antonio Tajani e da Forza Italia, che spingevano per una misura a sostegno del ceto medio. Il secondo scaglione dell’Irpef, quello con l’aliquota al 33% viene esteso fino a 55mila euro di reddito annuo, per un costo stimato intorno a 1 miliardo e 200 milioni di euro.

NATALITÀ E FAMIGLIA: COS’È IL FONDO NUOVI NATI

Natalità e famiglia costituiscono uno dei pilastri principali del provvedimento. La manovra istituisce il fondo nuovi nati, un salvadanaio gestito dall’Inps in cui lo Stato verserà 100 euro all’anno fino al compimento del diciottesimo anno d’età per ogni nuovo nato, con somme non tassabili e riscattabili alla maggiore età o utilizzabili come previdenza complementare.

Parallelamente, viene rafforzato il congedo parentale, garantendo una copertura economica all’80%dello stipendio per periodi crescenti in base al numero dei figli. Per i lavoratori autonomi è inoltre previsto un voucher di 500 euro al mese per tre mesi dedicato ai servizi di conciliazione.

GIOVANI E LAVORO

Sul fronte del lavoro e dell’occupazione, la manovra conferma gli sgravi contributivi in scadenza e introduce misure specifiche per le nuove generazioni. Il Vicepremier Matteo Salvini ottiene l’innalzamento della soglia della flat tax al 15% per i lavoratori autonomi con ricavi fino a 100.000 euro, sebbene resti aperto il negoziato con la Commissione Europea per la gestione della soglia Iva.

Per i lavoratori under 35 gli incrementi reddituali saranno tassati all’1%, mentre il limite di esenzione dei fringe benefit sale a 2.000 euro per gli under 30. Vengono inoltre potenziati gli incentivi contributivi per le assunzioni di giovani e madri lavoratrici.

LE PENSIONI

Il capitolo previdenziale registra l’istituzione di un fondo per la flessibilità in uscita pari a 850 milioni di euro. A fronte delle richieste avanzate dalla Lega per introdurre la pensione a 64 anni, le risorse disponibili non consentono un accesso generalizzato.Le modalità applicative per l’utilizzo del fondo saranno definite tramite un decreto legge da varare a gennaio, valutando l’introduzione di criteri selettivi legati al ricambio generazionale e all’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

SANITÀ E SERVIZI

Al Fondo sanitario nazionale vanno 3,4 miliardi euro, raggiungendo una dotazione complessiva di 146,3 miliardi di euro nel 2027. Una quota delle risorse sarà destinata all’aumento salariale del personale medico e infermieristico dei pronto soccorso, ritenuto il presidio fondamentale della sanità pubblica.

Viene inoltre introdotto un voucher di 300 euro, destinato agli anziani con più di 75 anni e pensioni fino a 28mila euro annui, finalizzato alla copertura delle spese sanitarie e farmaceutiche non coperte dal Servizio sanitario nazionale, con particolare attenzione alle prestazioni odontoiatriche.

CASA E INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI

Il settore immobiliare beneficia di interventi mirati sul mercato delle affittagioni, con la riduzione al 5% della cedolare secca per i contratti a canone concordato, che scende all’1% se l’inquilino ha meno di 35 anni, oltre all’estensione della stessa aliquota al 21% per gli immobili commerciali.

Tra le conferme si segnala l’abolizione strutturale del bollo auto e moto per i veicoli fino a 80kw, accompagnata dall’introduzione di targhe personalizzate a pagamento. Ulteriori risorse sono destinate all’efficientamento energetico degli edifici scolastici e ospedalieri e al miglioramento delle infrastrutture stradali e ferroviarie.

DA DOVE VENGONO LE COPERTURE: CHI PAGA IL CONTO

Dei 26 miliardi di euro complessivi, circa 14 miliardi provengono dal deficit in deroga concesso dall’Unione Europea per le spese legate a energia e difesa, sfruttando anche un’armonizzazione con il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Circa 5 miliardi derivano dal contributo richiesto al settore bancario e assicurativo, affiancato da prelievi di 700 milioni ciascuno a carico delle società energetiche e del comparto dei giochi. A completare le coperture concorrono l’anticipo degli aumenti sulle accise dei tabacchi e circa 1 miliardo di euro derivante da tagli lineari alle spese dei ministeri.

PERCHÉ CI SONO PIÙ RISORSE RISPETTO AL DPB

L’incremento di 2 miliardi e mezzo di euro — che ha spinto il conto complessivo della manovra dai 23,5 cinque miliardi stabiliti nel Documento programmatico di bilancio agli attuali 26 miliardi — è stato generato principalmente dalla flessibilità concordata con l’Unione Europea e dall’inasprimento dei prelievi di copertura.

L’intesa con Bruxelles sulla clausola di salvaguardia per l’energia ha consentito di trasferire circa 3,4 miliardi di spese (in precedenza previste a carico del Pnrr) sul deficit in deroga, liberando così risorse ordinarie per il bilancio statale, per esempio per finanziare i climatizzatori a scuola.

La maggior dote finanziaria è garantita anche dal rialzo richiesto al settore bancario e assicurativo, dall’anticipo degli aumenti sulle accise dei tabacchi e dalle entrate aggiuntive ricavate dal comparto dei giochi. Un tesoretto extra che ha permesso al Mef di ripescare e finanziare interventi inizialmente a rischio, primi fra tutti il taglio dell’Irpef per il ceto medio e il potenziamento delle risorse destinate al Fondo sanitario nazionale.

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