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Cosimo Ferri elezioni Csm

Elezioni Csm, chi è Cosimo Ferri e tutti i nomi dei nuovi togati

Area e Autogoverno diffuso conquistano la maggioranza con 11 seggi su 20. Magistratura Indipendente perde tre consiglieri. Tutto sul voto, sui nuovi togati e sul ritorno di Cosimo Ferri da indipendente.

Il nuovo Consiglio superiore della magistratura avrà un volto orientato a sinistra. Le elezioni dei componenti togati consegnano 11 seggi su 20 all’area progressista, con il successo di Area e Autogoverno diffuso, rete sostenuta da Magistratura democratica. Tiene Unicost, mentre esce fortemente ridimensionata Magistratura Indipendente, che passa da sette a quattro rappresentanti. Tra le novità più significative c’è il ritorno di Cosimo Ferri a Palazzo Bachelet, vent’anni dopo la sua prima esperienza al Csm e dopo il lungo percorso politico che lo ha portato fino alla Camera e al Ministero della Giustizia.

PERCHÉ MAGISTRATURA INDIPENDENTE HA PERSO

MI è la vera sconfitta delle elezioni. La componente tradizionalmente collocata nell’area moderata e conservatrice della magistratura perde tre consiglieri rispetto al precedente mandato. È un arretramento significativo, che non si spiega soltanto con il risultato delle urne. A decretarne la sconfitta, infatti, sono state anche le tensioni che hanno attraversato il gruppo negli ultimi mesi. A pesare sono stati i dissidi, le contrapposizioni sulla selezione dei candidati e la fuoriuscita di una parte di magistrati che ha scelto la corrente autonomamente.

La frattura si è consumata attorno alla leadership di Claudio Galoppi, già segretario di Magistratura Indipendente, le cui dimissioni hanno alimentato ulteriormente il confronto interno. A complicare la questione è stata anche la presenza di candidature riconducibili all’area di Cosimo Ferri, che hanno intercettato una parte di quel bacino elettorale senza confluire nella lista ufficiale della corrente.

Il risultato, infine, è anche una lettura politica. Come riferisce Repubblica, il voto arriva dopo mesi di confronto acceso sulla riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio e dopo il mancato approdo del progetto di riforma. Le forti tensioni tra Palazzo Chigi e la magistratura possono avere contribuito a mobilitare l’elettorato delle toghe in direzione opposta, premiando le componenti più critiche nei confronti dell’attuale esecutivo. Il dato più significativo, in questo senso, è quello del collegio di legittimità: Giovanni Nardecchia e Egle Pilla, entrambi espressione dell’area progressista, hanno conquistato i primi due posti, lasciando fuori Salvatore Casciaro, ex segretario dell’Anm, sconfitto per appena sei voti.

CHI È COSIMO FERRI

Nato a Pontremoli il 17 aprile 1971, Cosimo Maria Ferri è figlio di Enrico Ferri, magistrato e politico, già ministro dei Lavori pubblici nel governo De Mita. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa, entra in magistratura nel 1997 e inizia la propria carriera al Tribunale di Massa. La sua ascesa nella magistratura associata è rapida: nel 2006, a soli 35 anni, viene eletto per la prima volta al Csm, dove rimane fino al 2010. Nel 2011 diventa segretario generale di Magistratura Indipendente, corrente della quale sarà uno dei principali dirigenti.

Nel 2013 lascia temporaneamente la toga per entrare al governo Letta come sottosegretario alla Giustizia, incarico che mantiene anche con i successivi esecutivi Renzi e Gentiloni, fino al 2018. Nello stesso anno viene eletto alla Camera nelle liste del Pd, per aderire successivamente a Italia Viva di Matteo Renzi.

Il suo nome è legato anche al caso Palamara e alla riunione notturna del 9 maggio 2019 all’hotel Champagne di Roma, durante la quale si discusse della nomina del nuovo procuratore di Roma. All’incontro parteciparono l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara e l’allora deputato Luca Lotti. Per Ferri si aprì un procedimento disciplinare davanti al Csm, conclusosi nel 2024 con l’assoluzione. Conclusa l’esperienza parlamentare, Ferri è tornato in magistratura. Nel 2022 si era candidato a sindaco di Carrara, venendo eletto consigliere comunale di opposizione, prima di dimettersi nel marzo del 2023. Torna al Csm da candidato indipendente, dopo aver lasciato la corrente di cui era stato uno dei principali esponenti.

COME CAMBIANO GLI EQUILIBRI DELLE TOGHE

Il risultato più importante è quello di Area, che conquista sette consiglieri e diventa la componente più rappresentativa del nuovo Csm. Tra gli eletti figurano Egle Pilla, i pm Eugenio Albamonte e Gianluca De Leo e i giudici Chiara Gallo, Roberto Arata, Maria Cristina Ornano e Ilaria Casu.

A rafforzare questo fronte progressista contribuisce Autogoverno diffuso, che insieme a Magistratura democratica conquista quattro seggi. Gli eletti sono Giovanni Nardecchia, il più votato nel collegio di legittimità, la pm Roberta Amadeo, il giudice Pier Paolo Lanni e Glauco Zaccardi.

Tiene Unicost, che conferma i quattro seggi del precedente mandato. La componente centrista sarà rappresentata dal pm Giuliano Caputo e dai giudici Daniela Monaco Crea, Pietro Indinnimeo e Valeria Ciampelli. La sconfitta Magistratura Indipendente scende da sette a quattro consiglier: Stefano Buccini, Ernesta Occhiuto, Maria Ilaria Romano e Maria Tiziana Balduini. A completare il quadro c’è Cosimo Ferri, eletto con una candidatura indipendente.

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