L’ira della Guardia di Finanza e l’intervento immediato del titolare del Mef: ecco cos’è successo e i motivi dietro la revoca del protocollo di intesa Carabinieri-Entrate
Sottoscritto con grandi propositi il 28 ottobre, il protocollo di intesa tra l’Arma dei Carabinieri e l’Agenzia delle Entrate è durato meno di una giornata.
Determinante l’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, secondo Domani sorpreso da un’iniziativa di cui non era stato preventivamente informato e spinto a intervenire per spegnere sul nascere la rivolta della Guardia di Finanza.
IN COSA CONSISTEVA L’INTESA CARABINIERI-ENTRATE
Il documento, siglato a Roma con tanto di foto ufficiale dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Salvatore Luongo (a destra nella foto) e dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone (a sinistra) prevedeva una collaborazione quinquennale sui temi della prevenzione degli illeciti economico-finanziari attraverso una reciproca attività didattica.
L’Arma avrebbe messo a disposizione dei funzionari fiscali il proprio patrimonio di tecniche info-investigative, mentre l’Agenzia avrebbe formato i militari dell’Arma nell’analisi dei mercati, del monitoraggio immobiliare e delle verifiche tributarie.
LE PROTESTE DELLA GDF
Ma a poche ore dall’annuncio, ecco la reazione della Guardia di Finanza e delle sigle sindacali collegate, che denunciano l’invasione di campo. L’Usif, il Siaf e il Silf firmano una lettera di fuoco indirizzata alla premier Giorgia Meloni e allo stesso ministro Giancarlo Giorgetti: “A cosa serve la Guardia di Finanza se si rischia di sovrapporre le sue competenze con quelle di altri Corpi?”, si chiedono i tre sindacati.
E ancora: “In un momento in cui, in sede contrattuale e previdenziale, si richiama costantemente la necessità di contenere la spesa, non è accettabile moltiplicare strutture e funzioni senza una chiara valutazione dell’effettiva utilità e dei costi”. Il rischio è “generare duplicazioni operative, dispersione di risorse pubbliche e sovrapposizioni di competenze, anziché valorizzare la professionalità della Guardia di Finanza”, unico “Corpo specializzato nel settore economico-finanziario”.
Precisa inoltre il Silf, in un’ulteriore nota: “Il nostro rilievo non nasce da alcuna contrapposizione con l’Arma dei Carabinieri, alla quale vanno il rispetto e la stima per il servizio reso quotidianamente al Paese. Nasce, al contrario, dalla convinzione che l’efficacia dell’azione dello Stato dipenda dalla chiarezza dei ruoli”.
L’INTERVENTO DI GIORGETTI E IL DIETROFRONT DELL’AGENZIA
Venuto a conoscenza dell’intesa, il ministro Giorgetti salta sulla sedia e decide di bloccare tutto, intervenendo personalmente.
Così l’Ente di riscossione revoca il protocollo prima dello scadere delle 24 ore dalla firma, ripristinando il perimetro tradizionale delle attribuzioni operative tra l’Arma e le Fiamme Gialle.

