Leonardo Maria Del Vecchio cambia registro e rilancia: l’erede Delfin annuncia sui suoi quotidiani una nuova offerta per acquistare le quote dei soci. Ecco in cosa consisterebbe
Leonardo Maria Del Vecchio prova la strada del dialogo. Lo fa con una lettera aperta pubblicata sui suoi quotidiani, quelli del gruppo QN, con cui parla direttamente agli altri eredi di Delfin, la holding di famiglia che controlla EssilorLuxottica e detiene partecipazioni di primo piano in colossi finanziari e bancari come Generali, Unicredit e Mps.
Una missiva dai toni concilianti, pensata per ricomporre i dissidi e trovare “una soluzione che può tenere insieme chi vuole uscire e chi vuole restare”, spinto anche dall’urgenza “di metterla al riparo dalle mire di investitori provenienti dall’estero”.
LMDV AI SOCI DELFIN: VOGLIO PROTEGGERE LA STORIA DI MIO PADRE. ECCO COME
“Da quando nostro padre è scomparso, ho sentito il peso di custodire ciò che ha costruito. Non sempre l’ho fatto nel modo giusto“, ammette il presidente di LMDV Capital ed editore di QN Media.
“Ho tentato strade diverse, talvolta scegliendo lo scontro. Riconosco che ci sono stati errori, anche di tono, e non ne vado fiero”. Rievocando i tentativi passati, l’imprenditore spiega: «all’inizio ho cercato di dare stabilità, impegnandomi direttamente in EssilorLuxottica e difendendo l’assetto che si era costruito nelle ore successive” alla morte del padre, “acquistando le quote di chi era più lontano dalla gestione. Quando ho capito che quella strada non portava da nessuna parte, ho fatto un passo indietro”.
Rievocando i tentativi passati, l’imprenditore spiega: “All’inizio ho cercato di dare stabilità, impegnandomi direttamente in EssilorLuxottica e acquistando le quote di chi era più lontano dalla gestione. Quando ho capito che quella via non portava a nulla, ho fatto un passo indietro”. Da qui la svolta recente: “Negli ultimi mesi ho scelto di ridurre i conflitti e riaprire il dialogo. Ho dato mandato di rinunciare alle azioni legali avviate contro alcuni familiari. Non è stato semplice, ma era necessario”.
Per rispondere agli “appelli privati e pubblici” e difendersi dalle minacce “di soggetti esterni”, Del Vecchio formula così “la proposta più seria mai fatta“, sostenuta da un “primario istituto di credito internazionale“, affinché il futuro di Delfin rimanga a “chi ne conosce la storia”.
IN COSA CONSISTE L’OFFERTA
L’offerta prevede opzioni flessibili: da un acquisto totale e immediato a forme dilazionate nel tempo. A garanzia dell’operazione, l’imprenditore ha previsto un veicolo societario regolato da “uno statuto vincolante”, nel cui cda siederanno “due figure di lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale con pareri vincolanti sulle decisioni strategiche”.
Un’opzione definita “credibile per la famiglia, per i mercati e per i lavoratori”, accompagnata dall’invito a incontrarsi entro il 7 novembre per bilanciare le esigenze di tutti e tutelare l’eredità del padre.
LA RIPARTIZIONE DEL QUOTE IN DELFIN
Come noto, la proposta di acquisto si inserisce in un quadro di governance particolarmente complesso e fluido, su cui grava l’assenza di un azionista di maggioranza assoluta tra gli eredi. Gli otto eredi detenevano originariamente quote paritetiche del 12,5% ciascuno, malgrado nel tempo alcuni abbiano trasferito le partecipazioni a holding personali.
Di recente, però, l’assetto si è modificato: grazie a un accordo da circa 800 mila euro con Rocco Basilico, Clemente Del Vecchio — il più giovane degli eredi — è diventato primo azionista. Non solo: l’intesa chiude anche la querelle sulla legittimità della sua quota, in passato contestata dallo stesso Leonardo Maria.

