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Bertolaso

Bertolaso boccia la rimodulazione dei fondi sanitari e teme i tagli: cosa rischia la Lombardia

Sanità, la Lombardia teme una doppia sforbiciata da 750 milioni. Bertolaso chiude la porta alle Regioni del Sud che vorrebbero cambiare la distribuzione del fondo sanitario e avverte: i tagli sono insostenibili

Tra i critici della manovra 2027 c’è anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso. A margine di un evento organizzato da Fratelli d’Italia a Palazzo Lombardia, l’ex capo della Protezione Civile sbotta contro chi chiede la modifica dei criteri di ripartizione della quota indistinta del Fondo sanitario nazionale e lancia l’allarme sul “ridimensionamento sul comparto sanitario per il 2027 che per la Lombardia si tradurrebbe in quasi mezzo miliardo in meno rispetto al 2026”.

CHI CHIEDE LA RIMODULAZIONE

“L’atteggiamento assunto da alcune Regioni è preoccupante. Pretendere alla fine di ottobre un ridimensionamento delle risorse già programmate di 250 milioni di euro per coprire disavanzi altrui non accade in nessuna realtà istituzionale o imprenditoriale seria”, attacca l’assessore. Il riferimento è all’istanza avanzata da 12 presidenti di Regione, guidati dal governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio, volta a modificare i criteri di ripartizione della quota indistinta del Fondo Sanitario Nazionale per riequilibrare i disavanzi territoriali. Un’iniziativa che punta a rivedere i parametri a favore delle aree in difficoltà finanziaria attingendo dalle Regioni più popolose, ma penalizzando di fatto amministrazioni che registrano bilanci in pareggio e una maggiore efficienza operativa.

Sul punto,Bertolaso è inflessibile: “un’istanza simile presentata a ottobre inoltrato è non solo tardiva, ma ai limiti della costituzionalità. Se si doveva aprire un confronto sulle esigenze finanziarie, lo si doveva fare a inizio anno. Chi ha diritto a maggiori risorse non può ottenerle togliendole a chi lavora bene. Le Regioni virtuose non possono essere penalizzate a vantaggio di chi accumula disavanzi di gestione”.  E a chi lamenta la fuga dei pazienti verso il Nord, lancia la sua provocazione: “L’ho detto a tutti i governatori del Sud. Per evitare la mobilità sanitaria dovete chiudere le frontiere, le autostrade e gli aeroporti. Non potete pretendere che siano le Regioni del Nord a impedire ai cittadini di andarsi a curare dove trovano risposta”.

COSA RISCHIA LA LOMBARDIA

Ma nelle parole di Bertolaso non c’è soltanto la classica levata di scudi a difesa della produttività lombarda contro gli sprechi del Sud. Anche perché, oltre ai 250 milioni sul 2026, la Lombardia rischia un’ulteriore stangata dalla manovra per il 2027 stimata in quasi mezzo miliardo di euro. Tagli che rischiano di compromettere obiettivi strategici fondamentali: “Noi abbiamo un bilancio d’esercizio e impegni precisi da onorare verso i nostri cittadini. Dobbiamo pagare il personale che lavora senza sosta giorno e notte e portare avanti il piano di abbattimento delle liste d’attesa”. L’assessore punta il dito contro “le scelte del passato rivelatesi gravose per i conti pubblici, dal Superbonus ad altre misure post-Covid”, ma il bilancio è severo: “Una contrazione simile frenerebbe l’entrata a pieno regime delle Case e degli Ospedali di Comunità, il recupero delle liste d’attesa e il piano di incentivi per trattenere i professionisti nella sanità pubblica”.

Di qui l’annuncio di una battaglia che si preannuncia aspra e trasversale, perché sono diverse le Regioni a lamentare simili sforbiciate. “Lavoreremo in tutte le sedi istituzionali durante l’iter della legge di bilancio affinché lo stanziamento venga adeguato – conclude Bertolaso – consentendo alla sanità lombarda di continuare a garantire gli standard di eccellenza che i cittadini meritano”.

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