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Leonardo Maria Del Vecchio

Delfin, chi dice no all’offerta di Leonardo Maria Del Vecchio

I soci di Delfin respingono l’offerta avanzata da Leonardo Maria Del Vecchio per rilevare la cassaforte di famiglia e anche quella  del magnate ceco Michal Strnad. Ecco chi si è opposto 

È sopravvissuta meno di 24 ore “la proposta più seria” di Leonardo Maria Del Vecchio per acquisire le quote di Delfin.

Quattro soci su otto hanno infatti respinto l’offerta che valuta la holding 29,6 miliardi di euro e prevede il pagamento di circa 3,7 miliardi per ciascuna partecipazione del 12,5%.

Secondo il rampollo di casa Del Vecchio, la proposta avanzata tramite LMDV Capital godeva di un finanziamento di 22 miliardi di euro fornito dalla banca statunitense Citi (la quale, nel frattempo, ha precisato di aver solo dato una disponibilità di massima).

Ecco chi sono gli eredi che hanno firmato la lettera di rifiuto

CHI HA DETTO NO

A respingere il disegno di riassetto societario sono gli eredi Rocco Basilico, oltre a Clemente, Paola e Luca Del Vecchio, ancora una volta uniti nel bocciare le iniziative del fratellastro.

Per di più, gli ultimi due, una volta opposto il proprio rifiuto, avrebbero contattato personalmente Leonardo Maria per esigere il pagamento della penale pari a 500 milioni di euro prevista dall’accordo per la mancata acquisizione delle loro partecipazioni. L’operazione, che avrebbe comportato un esborso di 10 miliardi di euro, era naufragata dopo il rifiuto del consiglio di amministrazione di Delfin di concedere la lettera di patronage richiesta dalla società di Leonardo Maria.

Non figurano tra i firmatari della missiva invece Nicoletta Zampillo, vedova del fondatore e madre di Leonardo Maria e Rocco Basilico, né Marisa e Claudio Del Vecchio. Anche i vertici di Delfin, il presidente Francesco Milleri e l’amministratore delegato Romolo Bardin, non hanno commentato l’offerta.

RIFIUTATA ANCHE L’OFFERTA DI STRNAD

Stessa linea di chiusura è stata riservata alla proposta alternativa presentata dal magnate ceco Michal Strnad, noto imprenditore internazionale e proprietario del gruppo Czechoslovak Group, balzato agli onori delle cronache economiche per aver acquisito la scorsa estate il 14% del capitale di Pirelli.

Anche l’offerta avanzata da Strnad valutava Delfin intorno ai 30 miliardi di euro, subordinando tuttavia l’operazione a una complessa modifica dello statuto societario che richiedeva il via libera straordinario dell’88% del capitale, oltre a indicare un termine di trenta giorni per l’adesione e una chiusura in circa tre mesi.

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