I principali risultati delle midterm americane
I democratici a valanga nelle midterm americane: i repubblicani perdono il controllo di Camera e Senato con una sconfitta ben più ampia delle aspettative. Il presidente Donald Trump accetta il verdetto e punta il dito contro i candidati scelti dal Great Old Party. Ecco com’è andata
I PRINCIPALI RISULTATI DELLE MIDTERM
Il pallottoliere vede l’Asinello conquistare la maggioranza alla Camera e al Senato, con una larga maggioranza, che sarà almeno di 9 seggi nel primo ramo del Parlamento Usa, con 27 ribaltamenti, e 4 nel secondo, con almeno 7 cambi di colore nei vari Stati (fonte: Cnn, dati in aggiornamento) rispetto a due anni fa, quando le presidenziali consegnarono la Casa Bianca e l’intero Congresso a Donald Trump e al Partito Repubblicano. Il risultato più immediato sul piano parlamentare è che Hakeem Jeffries, leader della rappresentanza dem alla Camera, si avvia a diventare il primo Speaker afroamericano della storia degli Stati Uniti.
Espugnati anche gli stati simbolo dei repubblicani: il Texas, dove James Talarico riesce in un’impresa che non si vedeva dal 1988 nonostante gli enormi finanziamenti di Elon Musk al suo competitor Ken Paxton; il Kansas, dove Adam Hamilton batte Roger Marshall, interrompendo un digiuno che durava addirittura dal 1932; il Maine, dove Troy Jackson ha strappato il seggio a Susan Collins, che sedeva al Senato da quasi 30 anni. In Michigan vince il medico Abdul El-Sayed, neosenatore radicale (e musulmano, il primo nella storia USA) contro cui s’era schierata persino l’ex concorrente dem alle primarie, Haley Stevens.
Ribaltata la situazione anche in South Carolina, dove Annie Andrews interrompe oltre vent’anni di rappresentanza repubblicana sconfiggendo Darline Graham, in Ohio, dove Sherrod Brown vince la corsa conJon Husted, in Iowa (Josh Turek batte Ashley Hinson) e North Carolina, dove Roy Cooper supera Michael Whatley. In Georgia vittoria schiacciante del moderato Jon Ossoff, potenziale candidato alle presidenziali del 2028, che centra la rielezione in un seggio chiave contro lo sfidante repubblicano Mike Collins: sarà ancora il senatore più giovane di Capitol Hill.
I DEM PREVALGONO ANCHE NELLA CORSA DEI GOVERNATORI
I blu vincono anche la partita nei vari Stati al voto (qui l’elenco completo) per l’elezione del nuovo governatore – 36 su 50. Tra le vittorie di maggior rilievo spicca il Texas, dove la democratica Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott, e la Georgia, con l’elezione di Keisha Lance Bottoms. I Democratici hanno conquistato anche la guida di altri Stati tradizionalmente conservatori o contendibili come l’Ohio (casa di JD Vance), dove Amy Acton si è imposta su Vivek Ramaswamy, e l’Iowa con Rob Sand.
Difese le roccaforti storiche: Xavier Becerra ha mantenuto la California per i Democratici, riconfermati Kathy Hochul a New York, Josh Shapiro in Pennsylvania e JB Pritzker in Illinois. Ai repubblicani va la Florida con Byron Donalds, l’Arkansas (Sarah Huckabee Sanders) e l’Alabama (Tommy Tuberville).
COSA SUCCEDE ADESSO
Donald Trump sarà quel che si dice in gergo “un’anatra zoppa”, malgrado gli annunci della vigilia, in cui minacciava di tramutarsi in “Mr. Veto”, bloccando qualsiasi proposta legislativa del Congresso. In realtà, aver perso entrambi i rami del Parlamento americano complica molto i piani del Presidente, che sarà costretto a negoziare con i democratici per portare avanti la propria agenda legislativa. Non le iniziative belliche, che ha già dimostrato di poter disporre anche senza il consenso del Congresso, che però può bloccare i finanziamenti.
Per il tycoon si complica anche la partita per la successione: difficilmente dopo una sconfitta simile i repubblicani gli concederanno questa chance.

