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Monteleone Filorosso

Perché gli ascolti di Filorosso e Monteleone imbarazzano la Rai

Filorosso, perché la Rai continua a puntare su Monteleone nonostante gli ascolti flop? Il contratto, le polemiche, i retroscena, la squadra dietro la trasmissione e chi sostiene il conduttore in Rai

Filorosso continua a inanellare insuccessi. La trasmissione condotta su Rai3 ogni martedì da Antonino Monteleone ha fatto registrare ieri  l’audience più bassa tra le 9 reti principali, con il 2,1% di share. Per capirci, tanto quanto Un natale da Cenerentola sul Nove, guardato comunque da un numero maggiore di telespettatori.

Di fronte ad ascolti tanto impietosi, che si ripetono di settimana in settimana e che fanno il paio con quanto già accaduto quando Monteleone conduceva su Rai 2, sono in tanti a chiedersi perché la tv pubblica si ostini a mandarlo in onda in prima serata.

QUANTO VIENE PAGATO MONTELEONE E IL NODO DEL “MINIMO GARANTITO”

Interrompendo la trasmissione, la tv pubblica risparmierebbe peraltro una cifra non da poco. Secondo Usigrai, Monteleone sarebbe infatti pagato “oltre oltre 300mila euro a stagione”, una cifra molto più alta “del compenso dell’amministratore delegato della Rai”. Eppure il conduttore rimane al suo posto, come fu riconfermato in prima serata, senza colpo ferire, nonostante il flop epocale del suo precedente programma su Rai 2, L’Altra Italia, che vanta il record negativo dello 0,99% di share.

PERCHÉ MONTELEONE RIMANE AL SUO POSTO

Una possibile spiegazione sarebbe nella natura del contratto e nella clausola di minimo garantito, di cui ha scritto Fanpage. Secondo la ricostruzione della testata, l’accordo assicurerebbe al conduttore una somma predeterminata anche in caso di mancata realizzazione o interruzione delle puntate. Una circostanza che renderebbe inutile per la Rai interrompere anticipatamente il programma.

I malevoli sostengono inoltre che Monteleone abbia le spalle coperte dal governo. Sul suo orientamento politico, Monteleone si è prodigato più volte in smentite, e di certo ci sono soltanto le sue presenze sui palchi di Fratelli d’Italia – nel 2024 alla conferenza programmatica di Pescara, e ad Atreju, nel 2025.

Sui social il conduttore tiene un tono urticante, che gli ha attirato in più occasioni le critiche del comitato di redazione Approfondimento Rai. Come nel caso del post sulla morte del giornalista di Al Jazeeera Anas al-Sharif, ucciso in un raid israeliano: “Un ‘collega’ è andato in cielo ad abbracciare il suo Yahya. Centoquarantaquattro vergini in due. Vai pikkolo angielo!”, scrisse allora Monteleone, scatenando un putiferio.

Nel tentativo di risollevare le proprie sorti, Monteleone ha cavalcato i casi Garlasco e Report, e poco importa che nel secondo caso si trattasse di una trasmissione in onda sulla rete per cui lavora anche lui. Secondo Aldo Grasso, che ha stroncato più volte il conduttore, Monteleone è “ossessivo”, il suo metodo “morboso”. Come se non bastasse, ultimamente la trasmissione è stata teatro di un episodio infelice, quello in cui in cui l‘ex ministro Claudio Martelli, dimenticandosi del microfono aperto mentre interrompeva un intervento di Antonio Di Pietro, si è lasciato sfuggire un’espressione blasfema in diretta televisiva, costringendo il conduttore a intervenire (visibilmente spiazzato e probabilmente a corto di citazioni, Monteleone ha evocato il Grande Fratello) per riprendere il controllo dello studio.

DA LE IENE ALLA RAI: IL CURRICULUM DI ANTONINO MONTELEONE

Calabrese di Reggio, classe ’85, Monteleone è laureato in Giurisprudenza e giornalista professionista. Dal 2021 è marito dell’ex segretaria particolare del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè (quand’era sottosegretario nel Governo Draghi)  Claudia Parrinello.

Muove i primi passi nelle redazioni locali, dove si occupa di ‘Ndrangheta, – è stato anche vittima di un’intimidazione di matrice mafiosa –  incendiario e attraverso collaborazioni con Il Fatto Quotidiano, per poi avviare l’esperienza televisiva come autore dietro le quinte della redazione di Report su Rai 3. Successivamente ha lavorato su LA7 nei programmi Exit – Uscita di sicurezza e Piazzapulita, prima di approdare su Italia 1 come inviato de Le Iene dal 2017 al 2024 e conduttore dello spin-off Le Iene presentano: Inside.

In Mediaset si distingue per inchieste ad alto impatto mediatico, tra cui quelle sulla morte del manager David Rossi – il suo impegno su questo caso gli ha anche causato diversi inconvenienti giudiziari – e sulla strage di Erba. Nel 2024 passa alla Rai, prima alla guida de L’altra Italia su Rai 2 e Linea di confine, prima di giungere alla conduzione di Filorosso.

CHI C’È DIETRO FILOROSSO E CHI SOSTIENE MONTELEONE

Scorrendo i titoli di coda si può risalire a buona parte della squadra dietro Filorosso. Al coordinamento giornalistico c’è Emanuela Giovannini, tra gli autori è indicato lo stesso Monteleone, insieme a Umberto Alezio, Alessandro Barbera, Dean Bauletti, Flaminia Caminetti, Salvatore Carrara, Francesca Di Rocco, Enrico Ferdinand, Federico Guezzoni, Simone Lenzi e Stefano Lorenzini. La regia è di Francesca Tassinari, la co-conduttrice è Adele Grossi. Fabio Collini e Luigina Pangallozzi sono alla produzione, mentre la cura del programma è di Enrica Di Nicola e Federica Lombardo. Il programma rientra nel perimetro della Dierezione Approfondimenti guidata da Paolo Corsini, ma secondo quanto riporta Dagospia, sarebbe soprattutto il vice Giuseppe Malara il maggior sponsor di Monteleone e della sua trasmissione.

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