Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha ufficializzato la nomina d Giuseppe Lombardo a procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Ecco il profilo del magistrato reggino
La Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo ha un nuovo procuratore aggiunto. Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha infatti deliberato la nomina di Giuseppe Lombardo, figura di spicco nella magistratura requirente e massimo esperto delle dinamiche e delle ramificazioni della criminalità organizzata calabrese. La decisione arriva a valle dell’iter istituzionale che ha visto la Quinta Commissione esprimersi all’unanimità sulla sua candidatura.
CHI È GIUSEPPE LOMBARDO: LA CARRIERA IN MAGISTRATURA
Un percorso di oltre diciotto anni nella Dda calabrese e una riconosciuta competenza nel contrasto alle cosche e ai legami con i colletti bianchi background. Calabrese della Locride, classe 1970, Lombardo ha completato gli studi in giurisprudenza prima di entrare in magistratura nel dicembre del 1997. Il suo percorso in magistratura si è sviluppato interamente all’interno delle funzioni requirenti.
Dal 1999 al 2006 è sostituto procuratore a Vibo Valentia, quindi si trasferisce a Reggio Calabria, dove viene assegnato alla Direzione distrettuale antimafia e, da aprile dello stesso anno fino al gennaio 2015, alla sezione antiterrorismo.
Dal 2017 era procuratore aggiunto a Reggio Calabria e procuratore facente funzioni tra il 2024 e il 2025 in vece di Giovanni Bombardieri, nel frattempo nominato procuratore a Torino, prima dell’insediamento di Giuseppe Borrelli, che assumerà le redini della procura reggina.
LE INDAGINI SULLA ‘NDRANGHETA E LE MISSIONI INTERNAZIONALI
Nel corso della sua lunga attività investigativa, Giuseppe Lombardo ha coordinato inchieste di altissima complessità incentrate sulle cosche della ‘ndrangheta, sulle loro proiezioni internazionali e sul narcotraffico. Di particolare rilevanza è il coordinamento dell’indagine nota come “‘Ndrangheta stragista”, incentrata sui legami tra Cosa nostra e criminalità calabrese durante la stagione degli attentati degli anni Novanta. Il procedimento ha portato recentemente in appello alla condanna all’ergastolo di Giuseppe Graviano (boss mafioso di Brancaccio) e Rocco Santo Filippone (esponente della cosca Piromalli), ritenuti responsabili dell’omicidio di due carabinieri uccisi in Calabria il 18 gennaio 1994. Accanto al fronte giudiziario, Giuseppe Lombardo ha partecipato a missioni internazionali e progetti di cooperazione in Europa e Sud America, oltre ad aver affiancato la Commissione parlamentare antimafia e contribuito alle politiche di contrasto patrimoniale alle organizzazioni criminali.
LE RIFORME NORMATIVE E IL PROGETTO LIBERI DI SCEGLIERE
L’impegno di Giuseppe Lombardo non si è limitato all’azione inquirente pura, ma ha abbracciato anche riforme normative e iniziative di prevenzione sociale. Dal giugno 2013 ha fatto parte della commissione istituita presso l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e presieduta da Giovanni Fiandaca (insigne giurista e professore universitario), collaborando all’aggiornamento delle norme sull’associazione mafiosa, sul riciclaggio, sull’autoriciclaggio e sullo scambio elettorale politico-mafioso. Sul versante della tutela dei minori cresciuti in contesti mafiosi, Giuseppe Lombardo è stato il primo promotore nel 2008 delle iniziative confluite nel progetto nazionale “Liberi di scegliere”, collaborando inoltre alla stesura del disegno di legge sulla responsabilità genitoriale promosso all’epoca dalla parlamentare Rosanna Scopelliti.

