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L’attacco alle basi petrolifere di Riad è un attacco a Trump

Trump ha scelto di non reagire all’abbattimento del drone e alle ripetute aggressioni alle petroliere nel Golfo; si è mostrato pronto a incontrare Rohani “senza precondizioni”; ha licenziato chi lo aveva consigliato diversamente. Chi comanda davvero a Teheran ha percepito la sua debolezza e alzato il tiro. E ora la sfida è alla supremazia Usa. L’analisi di Federico Punzi, direttore editoriale di Atlantico Quotidiano

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