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Cooperazione, verifica OIV su efficacia interventi in Egitto

OIV

“La missione in Egitto – ha riferito Stefano Glinianski – ha fatto emergere una articolata eterogeneità progettuale che, ancora una volta, riprova il profondo contributo che l’AICS e le sue articolazioni territoriali”

Sostegno concreto alla lotta contro la povertà e la disoccupazione, senza dimenticare l’aiuto fornito per mitigare ove possibile gli effetti negativi dei cambiamenti climatici e l’impegno comune nel contrasto alla violenza di genere. Sono alcuni degli obiettivi portati avanti dalla Cooperazione italiana, nell’ambito degli interventi effettuati in Egitto, verificati, attraverso il controllo della loro efficacia, dall’Organismo Indipendente di Valutazione del Ministero degli Esteri e della Agenzia Italiana per la Cooperazione alla Sviluppo (AICS), guidato dal direttore Stefano Glinianski, nel corso di una recente missione al Cairo. Un’azione di verifica sul campo, finalizzata come sempre all’ottimizzazione delle attività e dei servizi, al di là del ‘quantum’ dell’impegno finanziario statale, nel solco delle missioni OIV già effettuate in Medioriente, Tunisia, Mozambico e Kenya.

 

La missione. La prima giornata si è aperta con una riunione presso la Delegazione dell’Unione europea, nel corso della quale i funzionari Ue hanno espresso piena soddisfazione per il ruolo svolto dalla Cooperazione italiana in Egitto. Messa in evidenza l’assistenza tecnica fornita dall’AICS durante l’esecuzione dello “EU-Joint Rural Development Programme”, finanziato dall’Ue per un importo di 21,85 milioni di euro e realizzato dal MAECI-DGCS, che ha consentito di raggiungere risultati rilevanti tanto sotto il profilo delle infrastrutture idriche realizzate quanto nell’introduzione delle buone pratiche agricole al livello locale. L’auspicio è quello di rafforzare la partnership tra AICS e la Delegazione europea in Egitto per altre iniziative di cooperazione delegata ovvero attraverso nuove modalità realizzative come il blending o strumenti di garanzia.

 

A seguire, si è svolta la visita ad uno dei ‘Safe Space’ realizzati nell’ambito del progetto regionale “Assistenza ed empowerment delle donne e bambine rifugiate siriane e delle donne e bambine vulnerabili delle comunità ospitanti in Egitto, Giordania e Libano”, il cui ente esecutore è UNFPA. La Delegazione ha potuto interagire con alcune beneficiarie e operatrici del centro per raccogliere le loro esperienze. La creazione di questi ‘Safe Space’ si inserisce, infatti, nel quadro di un’iniziativa regionale di risposta alla crisi siriana, ed in particolare all’interno della componente volta a sostenere l’accesso delle rifugiate siriane alla salute sessuale e riproduttiva e a servizi di supporto per donne a rischio o sopravvissute a violenze di genere.

 

Il secondo giorno è stato dedicato alle visite sul campo nel Governatorato del Cairo e in quello di Sharkya. La prima si è svolta presso una clinica per il trattamento di casi di violenza di genere, presso l’Università di Qasr El Eini, istituita nell’ambito dell’iniziativa “Combattere la violenza di genere attraverso un approccio coordinato di prevenzione e protezione” realizzata da UNFPA. Successivamente, sono stati visitati due dei quattro musei beneficiari del progetto “Riabilitazione del Museo di arte islamica del Cairo” realizzato da UNESCO, il Museo di Arte Islamica (MIA) e al Museo Gayer-Anderson. La Delegazione si è poi recata al distretto industriale del settore conciario Robbiki Leather City (RLC), che a partire dal 2004 ha ricevuto un considerevole supporto finanziario da parte del Governo italiano, pari a oltre 40 milioni di euro, nell’ambito della prima e seconda fase del Programma di Conversione del Debito, utilizzati in parte per la rilocazione delle concerie dal centro del Cairo al RLC e in parte per lavori civili e infrastrutture.

 

Le visite del terzo giorno si sono svolte nel Governatorato di Fayoum, a sud-ovest del Cairo. La prima presso il sito UNESCO di Wadi el Hitan & Climate Change Museum, oggetto di un intervento del Programma Italo-Egiziano di Cooperazione Ambientale finanziato nell’ambito della seconda fase del Programma di Conversione del Debito. A seguire, la visita è continuata nel villaggio di Tunis, dove la Delegazione ha visitato il centro “SlowTunis” (unica realtà territoriale qui inserita nel circuito Slow Food) che rappresenta una fra le migliori buone prassi generate attraverso gli interventi di cooperazione delegata Ue e di conversione del debito della Cooperazione Italiana, essendo il centro gestito da una cooperativa creata da circa quattrocento donne destinatarie dell’aiuto di due diversi interventi realizzati nei recenti anni.

 

Nel corso della missione in Egitto, si sono svolte inoltre visite ai siti di due progetti nel Governatorato di Port Said, a nord del Paese: “Sostegno al miglioramento dell’assistenza infermieristica in tre governatorati in Egitto” e MADE 2 “Sviluppo dell’acquacoltura marina in Egitto”. Durante l’ultima giornata, i rappresentanti della Delegazione si sono recati infine nel Governatorato di Luxor per visitare un centro di formazione per donne, beneficiario del progetto in corso finanziato nell’ambito della terza fase Programma di Conversione del Debito realizzato dal Programma Alimentare Mondiale (WFP) intitolato “Protezione sociale e sviluppo del capitale umano nel governatorato di Luxor”. La Delegazione ha potuto assistere a una sessione di formazione su “imprenditorialità, prestito e marketing digitale” e ad un laboratorio per la creazione di prodotti di artigianato rivolti alle donne coinvolte nell’iniziativa.

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