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Afghanistan, perché Russia e Cina non hanno intenzione di fuggire

11 Settembre

Fuori gli Stati Uniti, dentro Cina e Russia? Il grande gioco delle potenze internazionali in Afghanistan

La Russia “non ha alcuna fretta di riconoscere o non riconoscere il potere dei talebani in Afghanistan, tutto dipenderà dalle loro azioni”. Sono le parole di Zamir Kabulov, emissario presidenziale russo per l’Afghanistan all’emittente Eco di Mosca, riportate da Askanews.

RUSSI E TALEBANI

Kabulov ha poi spiegato che “il movimento dei talebani è stato dichiarato organizzazione terroristica a buona ragione” da parte della Russia 20 anni fa. “I talebani hanno imparato perfettamente la lezione”, ha affermato l’inviato speciale del Cremlino, secondo cui “il movimento talebano ha promesso di non toccare nemmeno un capello ai diplomatici russi a Kabul”.

CINESI E TALEBANI

La Cina per il momento sembra cercare “relazioni amichevoli” con i talebani: lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying. Secondo quanto riportato da France Presse, Chunying ha poi aggiunto che “i talebani hanno indicato più volte il loro desiderio di sviluppare buone relazioni con la Cina”.

LE AMBASCIATE RUSSE E CINESI A KABUL

Secondo l’agenzia RIA Novosti, Kabulov avrebbe anche affermato che la Russia è stata tra i numerosi Paesi a ricevere assicurazioni dai talebani che le loro ambasciate sarebbero state al sicuro.

“Abbiamo ricevuto queste garanzie un po’ di tempo fa. Non si trattava solo della Russia”, ha affermato Kabulov. Neppure l’ambasciata cinese, infatti, è ancora stata evacuata.

LA STRATEGIA DI BIDEN

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha spiegato che l’obiettivo degli Stati Uniti in Afghanistan era di impedire attacchi terroristici in America. “La missione era smantellare al Qaeda e la missione è stata raggiunta: abbiamo ucciso Bin Laden e cambiato un percorso che stava diventando scivoloso. Creare una democrazia unificata e centralizzata non è mai stato l’obiettivo”.

Su Cina e Russia, Biden ha dichiarato che “i nostri veri concorrenti strategici (#Cina-#Russia) non aspettano altro che vederci continuare a versare mld di dollari e altre risorse per stabilizzare l’Afghanistan a tempo indeterminato”.

LE MOSSE DI PECHINO

Secondo alcuni analisti la Cina potrebbe approfittare del ritiro americano per “portare avanti le proprie iniziative infrastrutturali nel contesto della Nuova Via della Seta e ostacolare l’East Turkestan Islamic Movement”.

L’Afghanistan sembra un’opportunità economicamente interessante per la Cina. “Secondo lo U.S. Geological Survey il paese possiede grandi quantità di minerali rari, rame e petrolio, su cui Pechino ha sicuramente messo occhio. Ma questo aspetto economico è inferiore a quello strategico e geopolitico, legato alla possibilità di diminuire l’influenza americana in Asia centrale e lasciare solamente la Russia di fronte a sé”, ha spiegato il generale Carlo Jean a Startmag.

Il generale ha parlato anche di una “autostrada tra Kabul e Peshawar, in Pakistan”. Il collegamento è menzionato anche da Repubblica, che nell’articolo del suo corrispondente Gianluca Modolo ha spiegato che “per Pechino è strategico ora coinvolgere il Paese nel corridoio sino-pakistano (una rete di oleodotti, strade e centrali che collega Kashgar al porto di Gwadar e sulla quale ha investito 65 miliardi di dollari) per stringere ancora di più la sua alleanza con Islamabad e garantirsi dal nuovo governo a Kabul il supporto contro le forze secessioniste”. Ed è proprio nell’ottica della lotta a quelli che la Cina chiama “i tre mali” – estremismo, terrorismo e separatismo – che vanno lette le esercitazioni militari con la Russia nel Gobi appena concluse.

LE MANOVRE RUSSE

Come ha scritto Alberto Negri sul Manifesto, “i russi dovrebbero tenere quelle frontiere che abbandonarono nell’89 quando si ritirarono dopo l’invasione del dicembre ’79 e una guerra persa contro i mujaheddin, sostenuti dagli Usa e dai loro alleati” (come anche la Cina si sta muovendo per proteggere i confini dello Xinjiang musulmano e le concessioni minerarie afghane).

LE RISORSE AFGHANE

In molti tra analisti e accademici hanno confermato la questione delle risorse minerarie, facendo notare che in Afghanistan ci sarebbero circa un trilione (un miliardo di miliardi) di dollari in minerali tra rame, acciaio, cobalto, litio, oro e altre “terre rare”.

CHI STA CON I TALEBANI

Secondo Repubblica, i talebani hanno già ricevuto nei giorni scorsi messaggi di sostegno, a partire da Hamas. Il gruppo si è infatti congratulato con i talebani “per la sconfitta dell’occupazione americana”, come riportato in un comunicato. Anche Al Shabaab, il gruppo terroristico attivo in Africa, ha inviato messaggi di sostegno ai talebani.

Leggi anche: Chi sono i Talebani?

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