skip to Main Content

Al via la missione Aspides nel Mar Rosso, cosa farà e dove opera

Aspides

Il contrammiraglio italiano Stefano Costantino sarà il comandante della forza della missione Eunavfor Aspides 

L’Unione Europea lancia ufficialmente la missione Eunavfor Aspides contro gli attacchi degli Houthi alle imbarcazioni commerciali nel Mar Rosso e nel Canale di Suez. La decisione è stata formalizzata in occasione del Consiglio Affari Esteri.

La missione durerà almeno un anno, con possibile rinnovo previa decisione del Consiglio Ue, sarà difensiva e non precede attacchi via terra.

CHI E’ IL COMANDANTE TATTICO ITALIANO E QUALE E’ LA NAVE ITALIANA OPERATIVA

Il comando strategico dell’operazione- come già preannunciato – è stato affidato alla Grecia, dove avrà sede anche il quartier generale, nella figura del commodoro Vasilios Griparis.

Il comando tattico è stato assegnato invece all’Italia: il comandante della forza sarà il contrammiraglio Stefano Costantino. Mentre il comando operativo, sul campo – secondo quanto riporta l’Ansa – sarà installato a bordo del Caio Duilio, Il cacciatorpediniere della Marina Militare che si trova già nella zona da inizio mese, da quando cioè ha effettuato il passaggio di consegne con la fregata Federico Martinengo per assicurare la vigilanza marittima e la protezione dei mercantili in transito nell’area.

LO SCOPO DELLA MISSIONE ASPIDES

Lo scopo della missione è assicurare il principio di libertà di navigazione, escludendo qualsiasi tipo di coinvolgimento in operazioni terrestri contro le basi Houthi in Yemen.  L’operazione Eunavfor Aspides sarà attiva lungo le principali linee di comunicazione marittime dello Stretto di Baab al-Mandab e dello Stretto di Hormuz, nonché nelle acque internazionali del Mar Rosso, del Golfo di Aden, del Mare Arabico, del Golfo di Oman e del Golfo Persico.

TAJANI: “PASSO IMPORTANTE VERSO DIFESA EUROPEA”

“Al Consiglio affari esteri abbiamo appena approvato il lancio dell’operazione militare navale ASPIDES, di cui l’Italia avrà comando delle forze”, ha annunciato in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo che “l’Italia è in prima linea per proteggere interessi mercantili e la libera navigazione nel Mar Rosso. È un importante passo verso difesa comune europea”.

CROSETTO: “ASPIDES RISPOSTA ALLA GUERRA IBRIDA DEGLI HOUTHI”

“L’Europa, coesa, ha approvato la missione Aspides, in risposta alla crisi in atto nel Mar Rosso, che sta minando la stabilità economica del vecchio continente e dell’Occidente in generale – ha commentato il ministro della Difesa Crosetto -. La Difesa, dopo che il parlamento italiano l’avrà approvata, potrà fornire il proprio contributo e assumere il comando imbarcato dell’operazione, come ci ha chiesto l’Unione Europea. L’Italia, consapevole della rilevanza strategica dell’area, giocherà un ruolo importante anche per favorire il coordinamento della missione con l’operazione Eunavfor Atalanta, della quale abbiamo assunto il comando tattico lo scorso 8 febbraio”.

LE MISSIONI NELL’AREA

Al momento nell’area che lambisce il golfo di Aden sono presenti due missioni. La prima è l’Operazione Atalanta, istituita nel 2008 contro gli attacchi dei pirati alle navi mercantili al largo delle coste somale. Missione alla quale partecipa l’Italia e al cui comando è subentrato dall’11 febbraio proprio il nostro Paese. La seconda operazione è la Emasoh/Agenor, nata su iniziativa francese, attiva nello Stretto di Hormuz, tra la Penisola arabica e l’Iran e con un comando operativo ad Abu Dhabi. Aspides potrebbe usare navi, personale e equipaggiamenti proprio della missione Agenor, dando vita quindi a un’operazione dal perimetro molto più largo.

LA NATURA DIFENSIVA DELLA MISSIONE ASPIDES

La missione Aspides (scudi) fa perno su un recente mandato delle Nazioni Unite e sugli articoli 42, 43 e 44 del Trattato dell’Unione europea (Tue). L’articolo 42 prevede l’uso di mezzi “civili e militari in missioni all’esterno dell’Ue per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta Onu”. L’articolo 44 dà la possibilità di affidare a un gruppo di Paesi membri, volontari e con capacità adeguate, tali interventi. La missione prevede l’abbattimento di droni, missili e qualsiasi altra arma diretta contro le navi mercantili. Non prevede attacchi in territorio yemenita, come accade invece per la Prosperity Guardian guidata dagli Usa. Saranno oggetto di discussione eventuali reazioni ad attacchi di navi militari nemiche.

I PAESI PARTECIPANTI AD ASPIDES

Il numero complessivo non è ancora stato certificato. Al di là di Italia, Francia e Germania sembra pressoché certo che chi partecipa alla missione Agenor ci sarà: potrebbero essere Portogallo, Danimarca, Paesi Bassi, oltre alla Grecia che ha il comando strategico. Il Belgio ha detto che parteciperà, Irlanda e Spagna invece non invieranno né navi né uomini.

Leggi anche: Tutte le missioni anti Houthi nel Mar Rosso

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Back To Top