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B.1.640.2, cosa sappiamo della nuova variante che preoccupa la Francia?

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L’unico studio preliminare sulla nuova variante è una ricerca – non ancora convalidata da istituzioni scientifiche – dei medici di Marsiglia,  che affermano che B.1.640.2 è provvista di 46 mutazioni e 37 soppressioni immunitarie, di cui 23 localizzate sulla proteina spike, la ‘serratura’ sfruttata dai vaccini a disposizione

Nella giornata di ieri la Francia ha contato oltre 300mila infetti di Covid, quasi il doppio rispetto all’Italia, centomila in più in confronto alla Gran Bretagna.

Eppure non è questo il dato che ha messo in allarme gli scienziati al servizio dell’esecutivo. I loro microscopi sono infatti puntati sui vetrini che contengono tracce de “la marsigliese”, com’è stata prontamente ribattezzata da alcuni media esteri (non nell’Hexagone, dove non c’è troppo sciovinismo per tirare in ballo uno degli emblemi della nazione).

Identificata a inizio dicembre dalle equipe mediche dell’ospedale di Marsiglia, si tratta di una nuova variante di origine africana che potrebbe prender piede in Francia, e soprattutto nel sud del Paese, dove sono stati identificati 12 casi.

B.1.640.2 DEVE PREOCCUPARE?

Al momento è impossibile valutare la sua potenziale pericolosità così come la rilevanza della variante stessa,  individuata nell’unità ospedaliera di cui era responsabile il controverso professor Didier Raoult, ormai in pensione e sotto accusa davanti al Comitato di etica. Raoult in Francia è stato soprannominato dai giornali il “padre della clorochina”, dal momento che con questo controverso prodotto curava i suoi pazienti di Covid. Sotto accusa davanti al Comitato di etica, Raoult è ormai in pensione.

LE VARIANTI RIGUARDANO LA PROTEINA SPIKE

Unico studio preliminare sulla nuova variante è una ricerca – non ancora convalidata da istituzioni scientifiche – dei medici di Marsiglia, i quali affermano che la variante è provvista di 46 mutazioni e 37 soppressioni immunitarie, di cui 23 localizzate sulla proteina spike. E ciò preoccuperebbe in quanto la proteina è usata come serratura dai vaccini a nostra disposizione.

Questa proteina decora la superficie del virus formando delle protuberanze caratteristiche che lo fanno sembrare una corona – da qui il nome “Coronavirus”.  Se mutasse significativamente, potrebbe diventare ‘invisibile’ agli ‘occhi’ dei vaccini attualmente in uso. La variante, che attende comunque studi più importanti sulla sua rilevanza, è stata chiamata B.1.640.2 in quanto sarebbe una sotto-variante della B.1.640, identificata in Francia a fine ottobre ma già isolata in Congo a fine settembre.

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