La presidente della BCE Christine Lagarde annuncia le dimissoni. I motivi dietro il passo indietro, l’iter di nomina e i nomi per la successione ai vertici dell’Eurotower
Se ne parlava da tempo, ora è ufficiale: Christine Lagarde si dimette dalla guida della Banca centrale europea.
Le dimissioni diventeranno effettive il prossimo 7 febbraio, con nove mesi d’anticipo rispetto alla scadenza naturale, prevista per l’autunno del 2027. Ecco le ragioni dietro la sua scelta
I MOTIVI DIETRO L’ADDIO
A settembre, l’ex numero 1 del Fondo monetario internazionale aveva escluso categoricamente una sua discesa in campo per la corsa all’Eliseo. La ragione sarebbe infatti un’altra, ossia consentire a Macron e Merz di gestire la successione prima delle presidenziali francesi del 2027, evitando che la scelta del prossimo presidente della banca centrale finisca nelle mani di un eventuale nuovo inquilino dell’Eliseo vicino all’estrema destra.
COSA SUCCEDE ORA E COME FUNZIONA LA NOMINA
Le dimissioni di Christine Lagarde diverranno effettive il 7 febbraio 2027, in modo da garantire una transizione ordinata per la massima istituzione monetaria europea. Nelle prossime settimane, i governi dell’Unione europea e i leader dei Ventisette avvieranno formalmente le consultazioni per individuare la figura che siederà sulla poltrona più alta di Francoforte.
La scelta del nuovo vertice dell’Eurotower segue una rigorosa procedura istituzionale sancita dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La decisione finale spetta formalmente al Consiglio europeo, cioè ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione europea, che delibera a maggioranza qualificata tra i Paesi dell’area euro.
L’iter prevede un primo passaggio cruciale in sede di Eurogruppo, dove i ministri delle Finanze della zona euro avviano il confronto per raggiungere un accordo politico su un unico candidato. Successivamente, il Consiglio dell’Unione europea adotta una raccomandazione formale e avvia le consultazioni obbligatorie con il Parlamento europeo e con il Consiglio direttivo della stessa BCE. Acquisiti i rispettivi pareri consultivi, il Consiglio europeo sancisce la nomina ufficiale del nuovo presidente per un mandato non rinnovabile della durata di otto anni.
I CANDIDATI PER LA SUCCESSIONE
Tra i profili più accreditati per la successione a Lagarde circola da mesi il nome di Joachim Nagel, attuale presidente della Bundesbank, considerato il candidato di riferimento della Germania e da sempre sostenitore di una linea rigorosa in materia di politica monetaria. La candidatura di un esponente tedesco altererebbe però il tradizionale equilibrio nella distribuzione delle principali cariche dell’Unione europea, tenendo conto che tedesca è già la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e risulta difficile che i Ventisette accettino di consegnare a Berlino anche la guida della BCE.
Per questo motivo, tra i possibili successori vengono indicate autorevoli figure alternative, a partire da Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese fino al giugno 2025 e da tempo tra i membri più autorevoli e rispettati del Consiglio direttivo dell’istituto di Francoforte. Nella rosa dei candidati papabili rientra anche lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, già governatore della Banca di Spagna e banchiere centrale di solida esperienza internazionale.
Nel totonomi rientra anche Isabel Schnabel, attuale membro del Comitato esecutivo della BCE e riconosciuta tra le economiste più influenti e stimate dell’istituzione francofortese per il rigore e la competenza dimostrati nella gestione delle politiche economiche europee.

