La nomina di Kevin Warsh alla Federal Reserve è il primo tassello della ridefinizione dei vertici delle banche centrali globali: si apre ora la complessa partita per la successione di Christine Lagarde alla guida della BCE, con la Germania e la Spagna in prima linea per il controllo dell’Eurotower.
Il panorama delle banche centrali globali si prepara a una trasformazione radicale che ridisegnerà la politica monetaria dei prossimi anni. Mentre negli Stati Uniti l’amministrazione ha già tracciato la rotta per il dopo Jerome Powell, mettendo Kevin Warsh a capo della Fed, in Europa si aprono ufficialmente le grandi manovre per il dopo Christine Lagarde alla presidenza di Francoforte.
QUANDO E COME SI ELEGGERÀ IL NUOVO PRESIDENTE BCE
La scadenza del mandato di Christine Lagarde è fissata per il 31 ottobre 2027, ma le diplomazie sono già al lavoro per individuare il sostituto. L’investitura del massimo vertice di Francoforte risponde a criteri rigorosi che mirano a bilanciare il peso politico degli Stati membri con l’autonomia dell’istituzione.
Il numero uno della Banca Centrale Europea viene nominato ufficialmente dal Consiglio europeo, che deve esprimersi con una votazione a maggioranza qualificata. La procedura, tuttavia, non è immediata: l’iter prevede infatti la consultazione preventiva del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della BCE. Sebbene l’assunto di partenza per ogni scelta sia la salvaguardia dell’indipendenza decisionale, la natura pubblica della nomina comporta inevitabilmente un confronto diplomatico tra le grandi potenze dell’Eurozona, il che rende la successione di Christine Lagarde un percorso articolato e non privo di ostacoli politici.
DE COS, NAGEL, KNOT: CHI SONO I CANDIDATI PER IL DOPO-LAGARDE
L’attuale presidente, già alla guida del Fondo Monetario Internazionale, viene data da molti come futura guida del World Economic Forum, nonostante le pressioni di Emmanuel Macron che la vorrebbe come sua possibile erede politica.
Al suo posto si apre una corsa a tre che vede in prima fila Spagna, Germania e Olanda. Tra i candidati, spicca lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, attuale direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali, già consulente del consiglio direttivo della BCE tra il 2004 e il 2007. De Cos in teoria è il favorito, forte di una carriera accademica e istituzionale di alto livello che lo ha visto governatore della Banca di Spagna fino al 2024, succeduto poi da José Luis Escrivà.
A contendergli il posto potrebbe essere l’attuale presidente della Bundesbank, il tedesco Joachim Nagel: sarebbe la prima volta per la Germania, che non ha mai espresso il presidente della Bce, e che può far pesare l’influenza del cancelliere Merz, già a Blackrock e fino conoscitore della finanza globale (e trovare una sponda nell’Italia, rappresentata nel comitato esecutivo da Piero Cipollone). Da ultimo ci sarebbe anche l’olandese Klaas Knot, membro del Financial Stability Board e profilo gradito a Lagarde.
GIRANDOLA DI NOMINE ENTRO IL 2027 PER LA BCE
La corsa alla presidenza si inserisce in un rimpasto più ampio che vedrà scadere entro la fine del 2027 quattro dei sei incarichi del comitato esecutivo della BCE. Oltre alla presidenza, lasceranno i propri ruoli il vicepresidente spagnolo Luis de Guindos a maggio, la tedesca Isabel Schnabel e il capo economista Philip Lane, mentre per la vicepresidenza è già stato designato il croato Boris Vujcic.

