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La Bielorussia non è l’Ucraina. Come procedono le proteste contro Lukashenko

Bielorussia

Si è tenuta ieri un’altra enorme manifestazione a Minsk, in Bielorussia, per protestare contro il risultato delle ultime elezioni che hanno assegnato (con qualche dubbio) la vittoria del presidente uscente Alexander Lukashenko contro Svetlana Tikhanovskaya

Ieri a Minsk, nonostante le minacce della polizia di intervenire e la feroce repressione da parte delle forze dell’ordine contro gli oppositori nei giorni scorsi, decine di migliaia di persone si sono riunite in piazza dell’Indipendenza per gridare ancora “basta Lukashenko” e spodestare quello che è stato battezzato “l’ultimo dittatore d’Europa”.

LUKASHENKO ARMATO DI KALASHNIKOV

Intanto, mentre le persone si riversavano per le strade di Minsk, il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, è apparso in un video, con un giubbotto antiproiettile e un kalashnikov in mano, nella sua residenza a Minsk, non lontano dalle proteste dell’opposizione. Il video, diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale bielorussa Belta, mostra Lukashenko che scende da un elicottero dopo essere atterrato nella sua residenza ufficiale, in seguito a un giro con suo figlio Nikolai, 15 anni, sopra il luogo in cui i sostenitori dell’opposizione si sono radunati in massa nel pomeriggio. In un altro video, girato durante il volo in elicottero, il Presidente ha detto: “Sono fuggiti come topi” sorvolando la zona di sera quando non c’erano più manifestanti.

LA POSIZIONE DELL’EUROPA

L’alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, ha detto che le manifestazioni in Bielorussia mostrano la determinazione e il coraggio del popolo bielorusso che chiede un cambiamento. Bruxelles nei giorni scorsi ha dichiarato che l’Unione europea non riconosce le elezioni del 9 agosto scorso e quindi nemmeno Lukashenko come presidente democraticamente eletto. Durante un incontro straordinario che si è tenuto il 19 agosto, il Consiglio europeo ha annunciato che presto verranno imposte “sanzioni contro un importante numero di persone responsabili delle violazioni contro i manifestanti e contro i responsabili delle frodi”. L’Ue ha quindi condannato il regime di Lukashenko ma vuole favorire il dialogo interno.

SCONGIURARE UNA SECONDA UCRAINA

Secondo Borrell, come dichiarato in un’intervista a El Pais, è necessario “continuare a trattare con il Presidente e agevolare una transizione pacifica. L’Ue non ha alcuna intenzione di trasformare la Bielorussia in una seconda Ucraina”. Questa crisi va considerata in modo diverso perché il popolo bielorusso protesta contro un presidente e per una transizione democratica, non per un nuovo allineamento di natura geopolitica. Per Borrell oggi la questione “non è scegliere tra la Russia e l’Europa, ma raggiungere la libertà e la democrazia, che sono valori fondamentali dell’Unione europea – ha proseguito – è importante spingere per una riforma politica, ma evitare di apparire come un fattore di distorsione, che è il modo in cui potremmo essere percepiti dalla parte russa. Ecco perché oggi siamo in contatto con la Russia, per evitare malintesi e che si prendono decisioni da parte russa che potrebbero destabilizzare la situazione”.

LE DICHIARAZIONI DELLA RUSSIA

Secondo l’agenzia di stampa russa Interfax, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha dichiarato che il Cremlino non sta svolgendo trattative con il Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa e ritiene che contatti di questo tipo sarebbero “un atto di interferenza negli affari interni della Bielorussia. Non abbiamo canali di comunicazione e non ci sono stati colloqui”, ha concluso Peskov.

COSA HA DETTO TIKHANOVSKAYA

Svetlana Tikhanovskaya, che si è rifugiata in Lituania dopo l’esito delle elezioni, ha spiegato in un’intervista che l’obiettivo delle proteste sono nuove elezioni a cui la candidata dell’opposizione assicura di non volersi candidare. “Per me ora è impossibile sapere la percentuale di voti e per Lukashenko non è più importante. Quello che conta è che il nostro diritto a elezioni corrette ci è stato rubato. E che solo elezioni nuove, oneste e trasparenti possono ripristinare la giustizia”, ha affermato Tikhanovskaya. Ha inoltre aggiunto che non sta chiedendo un intervento di mediazione o interferenze straniere. Intanto ha creato il Consiglio di coordinamento per intraprendere una mediazione con il governo al fine di far rilasciare i prigionieri politici – incluso suo marito – e indire nuove elezioni, alla presenza di osservatori, anche stranieri.

IL CONSIGLIO DI COORDINAMENTO

Proprio oggi, a quanto si apprende dalla testata online Meduza, Olga Kovalkova e Serghiei Dylevsky, due membri del Consiglio di coordinamento dell’opposizione bielorussa sono stati fermati e dalla polizia. L’accusa è di “organizzazione di manifestazioni di massa non autorizzate”. Secondo quanto dichiarato dal Consiglio, probabilmente verranno multati poiché non è stato avviato alcun procedimento penale contro di loro.

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