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Brevetti vaccini, Biden e l’Ue sfidano le big pharma?

brevetti vaccini

Anche Biden si schiera dalla parte della liberalizzazione dei vaccini. Sì alla sospensione temporanea dei brevetti: “circostanze straordinarie invocano misure straordinarie”. Le case farmaceutiche: “Decisione deludente”. E ora l’Ue seguirà la strada tracciata dal Presidente Usa?

Alla fine Biden ha scelto da che parte stare e, pur sfidando le big pharma, ha annunciato che la sua amministrazione si schiera a favore della sospensione temporanea dei brevetti. La richiesta di India e Sudafrica, avanzata già a marzo, è stata infine ascoltata nonostante la precedente opposizione da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di “momento monumentale nella lotta contro il Covid”.

“Elogio gli Usa per questa decisione storica per la #VaccinEquity, dando priorità al benessere di tutte le persone ovunque in un momento critico”, ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Ora muoviamoci tutti insieme rapidamente, in solidarietà, basandoci sull’ingegnosità e sull’impegno degli scienziati che hanno prodotto i vaccini salvavita Covid-19”.

LE CONSEGUENZE DELLA SCELTA DI BIDEN

“Si tratta di una crisi sanitaria mondiale e le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie”, ha spiegato in un comunicato Katherine Tai, la rappresentante Usa per il commercio. “L’amministrazione Biden crede fermamente alle protezioni della proprietà intellettuale ma per mettere fine a questa pandemia sostiene la revoca di certe protezioni per i vaccini anti Covid-19”.

Leggi anche: Brevetti vaccini, cosa rischiamo (tutti) se il Covid resterà nel terzo mondo

Una mossa, quella del Presidente americano, che potrebbe facilitare l’accelerazione della produzione e della distribuzione delle dosi in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi più poveri, ma che ha già fatto crollare in Borsa i titoli delle case farmaceutiche.

LA RISPOSTA DELLE CASE FARMACEUTICHE

Le case farmaceutiche, generalmente contrarie alla sospensione dei brevetti, perché secondo loro scoraggia “la ricerca costosa” hanno definito “deludente” la decisione di Biden. Nel comunicato della Federazione internazionale dei produttori e delle associazioni farmaceutiche (Ifpma), si legge che “una rinuncia è la risposta semplice ma sbagliata a ciò che è un problema complesso”.

La Federazione sostiene, infatti, che la “rinuncia ai brevetti dei vaccini Covid-19 non aumenterà la produzione né fornirà soluzioni pratiche necessarie per combattere questa crisi sanitaria globale”. Anzi, rincara, il rischio è quello di distogliere l’attenzione da sfide come “l’eliminazione delle barriere commerciali, affrontare le strozzature nelle catene di approvvigionamento e la scarsità di materie prime e ingredienti nella catena di approvvigionamento e la volontà dei Paesi ricchi di iniziare a condividere le dosi con i Paesi poveri”.

COSA FARÀ ORA L’EUROPA?

Anche l’Unione europea, ora che gli Stati Uniti si sono pronunciati a favore della sospensione temporanea dei brevetti, dice di essere pronta a discutere “qualsiasi proposta che affronti la crisi in modo efficace e pragmatico”. Lo ha affermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. “Ma nel breve periodo – ha aggiunto – chiediamo ai Paesi che producono vaccini di permettere l’export ed evitare misure che mettono in crisi la catena di produzione”.

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LE REAZIONI IN ITALIA

Apprezzamento per la scelta di Biden da molti esponenti politici italiani. Ieri il M5s aveva inviato una lettera a tutti i gruppi parlamentari per chiedere la sospensione temporanea dei brevetti in un appello unitario al presidente del Consiglio Mario Draghi.

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni in merito alla lettera dei pentastellati ironizza: “gli amici del M5s avrebbero potuto votare le mozioni parlamentari che già lo chiedevano nelle settimane scorse, e i ministri M5s avrebbero potuto porre la questione in consiglio dei ministri”. Ma aggiunge: “Comunque ogni iniziativa che superi il monopolio egoistico delle multinazionali farmaceutiche va apprezzato”.

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