Insieme ad Abdul El-Sayed, che rappresenta l’anima radicale del voto americano, è l’uomo copertina della svolta democratica alle midterm: ecco il profilo di James Talarico, l’ex presbiteriano che ha strappato uno dei due seggi del Texas ai repubblicani
La roccaforte conservatrice del Texas si tinge di blu, infrangendo un digiuno elettorale che durava dal 1988: protagonista dell’impresa è James Talarico, democratico con una forte impronta populista ed evangelico-sociale, considerato l’astro nascente della politica americana, dopo una campagna travolgente imperniata sulla tutela del ceto medio e sulla scontro aperto contro i miliardari texani.
Non a caso l’ex seminarista ha scelto per il suo discorso post-vittoria la metafora di Davide che sconfigge Golia, riferendosi ai milioni di dollari riversati dal magnate Elon Musk per sostenere il candidato conservatore, l’Attorney General Ken Paxton.
CHI È JAMES TALARICO
“Tala-Freako” – come lo chiama il presidente Usa, sfottendolo per le umili origini e per il suo profilo poco mascolino, almeno secondo la retorica cowboy – è nato a Round Rock nel 1989 da madre single. Il padre abbandonò la famiglia quando James aveva appena 7 settimane, e lui e la sorella vennero adottati dall’italoamericano Mark Talarico, figura cardine dei suoi discorsi elettorali e modello di generosità silenziosa, insieme al nonno, ex predicatore battista.
Talarico si fa le ossa nella scuola e da lì trae il resto della sua ispirazione politica: si laurea all’Università del Texas, quindi consegue un master in Politiche dell’Educazione a Harvard, prima di intraprendere l’insegnamento nel West Side di San Antonio, una delle zone più povere della città, studiando parallelamente Teologia al seminario di Austin.
Dirigente di un’organizzazione non profit impegnata nell’innovazione tecnologica scolastica, nel 2018 entra per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti del Texas, distinguendosi proprio per le riforme sull’istruzione pubblica e il sostegno alle famiglie lavoratrici.
Nel settembre 2025 annuncia la candidatura al Senato degli Stati Uniti, lanciando una campagna incentrata sulla difesa della scuola pubblica, sul contrasto al carovita, sulle riforme fiscali e sulla dura critica all’influenza dei grandi finanziatori nella politica federale.
IL NEW AMERICAN DREAM
Con la sua figura asciutta, lo sguardo misurato e il registro pacato, James Talarico incarna probabilmente l’estremo opposto della politica trumpiana. Un ex docente e seminarista presbiteriano che declina la propria fede attraverso il Vangelo sociale, ponendosi in aperto contrasto con il nazionalismo religioso della destra texana e facendo del dialogo moderato e bipartisan la propria cifra stilistica, ben esemplificata in una delle sue dichiarazioni, tra le più riprese in queste ore: “La vera lotta in questo Paese non è tra destra e sinistra. È tra chi sta in alto e chi sta in basso“.
Il suo programma politico, il “New American Dream”, fonde populismo economico e riforme strutturali: dalla cancellazione dei cavilli fiscali per i miliardari all’assistenza per i primi acquirenti di case, fino alla difesa della sanità pubblica e al contrasto ai monopoli aziendali.
LA SFIDA CONTRO PAXTON E I MILIONI DI MUSK
A perdere è sicuramente il candidato repubblicano Ken Paxton, storico procuratore generale dello Stato e figura controversa della destra conservatrice, nella campagna senatoriale più costosa nella storia del Texas. Paxton arrivava all’appuntamento elettorale dopo anni al centro di bufere giudiziarie e politiche: incriminato nel 2015 per frode finanziaria, travolto nel 2023 da una procedura di impeachment statale promosso dalla stessa Camera texana a maggioranza repubblicana per accuse di corruzione e abuso d’ufficio (da cui fu poi assolto al Senato), e da sempre al centro di dure polemiche per le sue posizioni intransigenti sull’aborto e per i ricorsi giudiziari volti a ribaltare l’esito delle presidenziali del 2020.
Con lui perde però anche Elon Musk, che ha mobilitato ingenti risorse economiche – si parla di oltre 200 milioni – a sostegno della candidatura di Paxton. Di fronte a questo schieramento, Talarico ha impostato la propria strategia su un asse populista incentrato sul costo della vita e sulle disuguaglianze economiche, riuscendo a intercettare l’elettorato moderato ed indipendente e a ribaltare i pronostici della roccaforte repubblicana.

