La giornalista americana Shelly Kittleson rapita in pieno centro a Baghdad da un commando armato
Shelly Kittleson, reporter freelance statunitense con una lunga carriera trascorsa tra Roma e il Medio Oriente, è stata sequestrata ieri pomeriggio in un agguato teso da un commando armato a Baghdad. Non è chiaro se sia già stata liberata
IL SEQUESTRO E IL GIALLO SULLA LIBERAZIONE
L’azione è scattata ieri pomeriggio nei pressi dell’Hotel Bagdad, in Saadoun Street, una delle arterie principali della capitale. Un gruppo di uomini armati, alcuni dei quali travestiti da guardie di sicurezza, ha intercettato la giornalista e l’ha costretta a salire su una delle due vetture del commando.
Il sequestro, apparso immediatamente come un’operazione ben organizzata, è stato seguito da un rapido intervento della polizia irachena che ha intercettato i fuggitivi nella zona di Musayyib, nella provincia di Babil. Durante l’inseguimento, uno dei veicoli si è capovolto, permettendo la cattura di uno dei rapitori.
In serata si sono rincorse notizie contrastanti: la testata Al-Arabiya e alcuni siti locali hanno riferito che Shelly Kittleson sarebbe stata liberata, sebbene ferita in modo superficiale a causa dell’incidente stradale, e trasportata in ospedale.
Ma il Ministero degli Interni di Baghdad mantiene a cautela. Secondo diverse fonti, infatti, la reporter potrebbe essere stata trasferita su una seconda vettura riuscita a fuggire verso sud.
CHI HA RAPITO KITTLESON?
Le autorità di sicurezza irachene avevano già lanciato l’allarme sul concreto rischio di sequestri. L’attacco contro il vicino Iran guidato dal presidente statunitense Donald Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu ha infiammato la regione e molti inviati si sono già rifugiati nelle zone curde del nord.
Ma Kittleson è rimasta nella capitale. Una pista sui possibili rapitori porta a un gruppo di miliziani sciiti legati a Teheran che fa parte delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene, i guerriglieri di Kataib Hezbollah. Il gruppo ha recentemente intensificato gli attacchi contro l’ambasciata americana e le basi della coalizione internazionale, incluso l’aeroporto di Erbil dove è di stanza il contingente italiano. La tensione è alimentata anche dai recenti bombardamenti di rappresaglia statunitensi che hanno causato la morte di numerosi miliziani, celebrati come martiri nelle piazze di Baghdad, mentre resta aperto il fronte della minaccia sunnita, con cellule dell’Isis ancora attive nelle regioni occidentali di Falluja e Mosul.
CHI È SHELLY KITTLESON
Shelly Kittleson, 49 anni, originaria del Wisconsin, è una giornalista freelance esperta di dinamiche mediorientali. La sua carriera è strettamente legata all’Italia: per oltre dieci anni è stata una colonna del notiziario in lingua inglese dell’agenzia Ansa a Roma, dove continua a collaborare come traduttrice ed esperta di sicurezza. La reporter si era trasferita a Baghdad negli ultimi anni per seguire da vicino i conflitti in Siria, Afghanistan e Libano.
Oltre alla collaborazione con l’Ansa, Shelly Kittleson scrive regolarmente per testate di prestigio come Al-Monitor, Foreign Policy, The Christian Science Monitor, The National e The New Arab. In Italia, i suoi contributi appaiono frequentemente sull’Ispi e sul quotidiano Il Foglio.
Proprio ieri mattina, poche ore prima del rapimento, il quotidiano italiano aveva pubblicato un suo reportage dal Kurdistan iracheno intitolato “Il prezzo della neutralità curda”, un’analisi focalizzata sulle pressioni dei gruppi curdi iraniani nel contesto del conflitto in corso.


