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Cina, cosa sappiamo sull’incidente nucleare di Taishan?

Incidente Nucleare Cina Taishan

Come è iniziata e come si sta sviluppando la vicenda dell’incidente nucleare alla centrale di Taishan, in Cina

Il caso sull’incidente nucleare di Taishan è esploso lunedì scorso quando l’azienda francese EPR, proprietaria della centrale cinese nella provincia cinese del Guangdong, ha segnalato una potenziale fuga radioattiva. EPR ha ammesso che un suo impianto stava affrontando un “problema di prestazioni”, garantendo però di essere entro i limiti di sicurezza.

Gli Stati Uniti, che già da maggio seguivano gli sviluppi di una fuga radioattiva da un impianto nucleare cinese, hanno fatto sapere che l’azienda ha denunciato le autorità locali, le quali nel frattempo avevano innalzato i limiti consentiti di radiazioni rilevati all’esterno della centrale nucleare di Taishan in modo da evitare di doverla chiudere. Le autorità cinesi, tuttavia, non hanno confermato la notizia.

Il professor Marco Ricotti, docente di Impianti nucleari al Politecnico di Milano, in un’intervista ha dichiarato che “se c’è un accumulo di gas superiore al previsto, bisogna risolvere il problema. Non è una buona prassi quella di aumentare i limiti di rilascio. Comunque, anche se avessero raddoppiato i limiti, non significherebbe un problema di sicurezza, però certamente non è una prassi consigliabile. Anche se non comportasse alcun elemento di rischio per la popolazione, non è una prassi da seguire”.

L’azienda del gruppo francese EDF, Framatome – che ha anche partecipato alla costruzione dell’impianto – ha fatto sapere fin da subito che sta monitorando la situazione e che al momento l’impianto rientra nei parametri di operatività e sicurezza autorizzata.

In un primo momento la Cina ha rassicurato sul funzionamento dell’impianto nucleare e fatto sapere che gli indicatori ambientali all’interno e intorno alla centrale di Taishan erano normali, ma qualche giorno dopo ha ammesso la presenza di “una piccola quantità di danni” alle barre di combustibile, che avrebbe provocato un aumento della radioattività nell’unità 1 dell’impianto.

L’Amministrazione nazionale per la sicurezza nucleare cinese ha però prontamente risposto che si tratta di “un fenomeno comune” e che “non vi è alcun problema riguardante la dispersione della radioattività nell’ambiente”.

“Al momento”, prosegue l’ente in una nota online, “i risultati del monitoraggio delle radiazioni attorno alla centrale di Taishan, mostrano che non vi è alcuna anomalia” nel livello delle radiazioni attorno alla centrale, il che indica che “non si sono verificate perdite”.

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