Venerdì scorso a Giacarta i ministri indonesiani e cinesi degli Esteri e della Difesa si sono incontrati per parlare di difesa, energia e materie prime e di come bilanciare i rapporti con le grandi potenze
Venerdì a Giacarta i ministri degli Esteri e della Difesa di Indonesia e Cina hanno deciso di intensificare la cooperazione militare e di rafforzare la sicurezza alimentare ed energetica.
L’incontro avviene in un momento delicato: Giacarta sta stringendo sempre più i legami con Pechino, ma senza abbandonare la tradizionale politica di non allineamento, e continua a cercare un equilibrio tra le grandi potenze, a partire dagli Stati Uniti.
L’incontro e l’esortazione cinese
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, tornato a Giacarta dopo due anni, si è intrattenuto a lungo con l’omologo indonesiano Sugiono.
Come riporta l’Associated Press, Wang ha dichiarato che i due Paesi hanno concordato di coordinarsi meglio sulle priorità di sviluppo e sicurezza, inviando “un chiaro segnale al mondo di solidarietà e cooperazione tra due grandi economie emergenti”.
Secondo Reuters, il capo della diplomazia cinese ha invitato il collega a “cogliere il momento” in una situazione internazionale complessa, segnata – con un chiaro riferimento agli Usa – da unilateralismo e atti egemonici che rischiano di minare stabilità e cooperazione globale. In questo quadro, ha precisato il ministro, Pechino intende elevare il livello della collaborazione con l’Indonesia.
Come rimarca Firstpost, i colloqui si sono svolti nel contesto di un nuovo meccanismo di dialogo “2+2” che coinvolge anche i vertici della Difesa.
Cooperazione militare e fabbrica comune di munizioni
I ministri della Difesa Dong Jun e Sjafrie Sjamsoeddin hanno discusso un rafforzamento dei rapporti tra le forze armate.
Secondo l’Associated Press l’Indonesia ha invitato le truppe cinesi a partecipare a esercitazioni congiunte, come la Heping Garuda, presentata come un esempio tangibile di collaborazione.
Come sottolinea Reuters, Sjamsoeddin ha annunciato la creazione di una fabbrica congiunta di munizioni in Indonesia destinata a produrre anche missili e razzi, con trasferimento di tecnologia da parte cinese. L’impianto dovrebbe entrare in funzione entro il 2027 e viene considerato un passo importante per rafforzare le capacità difensive del Paese.
Dong ha parlato di prospettive ampie e di una cooperazione “di qualità superiore e più efficace”, mentre sono previsti scambi di ufficiali e un aumento delle attività congiunte.
L’incontro arriva a una settimana da un’esercitazione navale tra le due marine che aveva suscitato le proteste di Taiwan.
Energia, minerali, cibo e tecnologie
I colloqui ministeriali hanno riguardato anche temi come la sicurezza alimentare, energetica e mineraria.
Sugiono, riferisce l’Associated Press, ha spiegato che si lavorerà allo sviluppo di industrie a sostegno della resilienza nazionale, in una collaborazione che sarà estesa a campi come l’intelligenza artificiale, i satelliti di telecomunicazione e altre tecnologie avanzate.
I due Paesi hanno inoltre deciso di facilitare gli scambi commerciali e di ampliare l’accesso al mercato cinese per le principali materie prime indonesiane. Reuters precisa che la collaborazione toccherà energia, risorse minerarie, trasporto ferroviario, energia verde e pesca.
L’Indonesia, ricca di nichel, stagno, rame, oro e carbone termico, ha nella Cina uno dei suoi principali acquirenti. Pechino domina gli investimenti nel settore della lavorazione del nichel, anche se recenti modifiche normative hanno creato qualche attrito tra le imprese cinesi e le autorità locali.
Equilibrio diplomatico e rapporti economici
Il presidente indonesiano Prabowo Subianto continua a difendere la politica “libera e attiva” di non allineamento, aperta a tutti i Paesi, Cina e Stati Uniti compresi.
I legami economici con Pechino restano solidi: il commercio bilaterale ha raggiunto circa 167 miliardi di dollari nel 2025, rimarca l’Associated Press, e la Cina ha investito miliardi in infrastrutture come l’alta velocità Giacarta-Bandung e il grande impianto solare galleggiante di Cirata.
Vi sono divergenze sul Mar Cinese Meridionale, ma l’Indonesia mantiene un approccio misurato e non si considera parte delle dispute territoriali che coinvolgono altri Paesi della regione.

