Dal mondo

La Cina verso il nuovo Piano quinquennale (2021-2025) per lo sviluppo economico

cina post covid

La Cina si prepara al 14° piano quinquennale. L’articolo di Stefano Grandi

Tra lunedì 26 e giovedì 29 ottobre a Pechino si terrà il 5° Plenum del XIX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (CCPCC), durante il quale verrà delineato il 14° Piano quinquennale per lo sviluppo economico del Paese nel periodo 2021-2025. I contenuti principali del Piano sono stati velatamente anticipati dal presidente Xi Jinping durante il discorso tenuto lo scorso 14 ottobre a Shenzhen, in occasione del 40° anniversario della Zona Economica Speciale della città.

Tra questi, spiccano la transizione verso la Dual Circulation Economy e il focus sul programma di innovazione tecnologica China Standards 2035, due strategie strettamente interconnesse. Figlia anche e soprattutto del periodo di crisi economica globale innescata dalla pandemica, la “doppia circolazione” – di cui già si era parlato a Pechino durante le “Due sessioni” lo scorso maggio – prevede l’integrazione tra circolazione economica esterna e domestica, che nei termini dell’economia cinese si traduce in un’enfasi maggiore sul mercato e sui consumi interni. Ciò costituisce un cambio di rotta nel pensiero economico in Cina, che finora aveva puntato sull’esportazione internazionale per assorbire la massiccia produzione industriale del Paese, che si era guadagnato l’epiteto di “fabbrica del mondo”.

A contribuire a questa virata semi-autarchica vi sarà il programma China Standards 2035, in studio dal 2018 e ora pronto all’implementazione. Esso costituisce il proseguimento del piano Made in China 2025, che incentivava lo sviluppo della manifattura di bassa qualità per soddisfare la domanda internazionale di beni a basso costo. Il CCPCC intende sovvertire questa pratica, con la rivoluzione del termine “made in China” come sinonimo di avanguardia e innovazione. China Standards 2035 mira a fissare gli standard internazionali dell’industria hi-tech, per cercare di contrastare e ridurre ai minimi termini gli effetti negativi di un eventuale disaccoppiamento (decoupling) dell’economia cinese da quella americana e gettare le basi per l’ascesa della Cina come potenza tecnologica di riferimento a livello internazionale.

Complice lo stimolo derivante dal bisogno di riprendersi dagli effetti collaterali scatenati dalla pandemia da Covid-19, Pechino si sta preparando per una transizione storica, in cui la domanda interna – potenzialmente di dimensioni senza eguali – avrebbe un ruolo decisivo nel sostentamento dell’economia cinese. Il 5° Plenum del XIX CCPCC si preannuncia dunque come un momento cruciale per la Repubblica Popolare, perché potrebbe segnare un cambio di passo netto rispetto all’impianto del sistema economico cinese così come è stato conosciuto fino ad ora.

Articolo pubblicato su cesi-italia.org

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