Come far valere le buone ragioni dell’Italia in Europa su economia e migranti

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Come far valere le buone ragioni dell’Italia in Europa su economia e migranti

Come far valere le buone ragioni dell’Italia in Europa su economia e migranti

L’analisi di Marco Rocco sulla migliore strategia che deve seguire l’Italia in Europa

Da attento osservatore sono ogni giorno più incredulo nell’osservare lo sperpero dell’enorme vantaggio competitivo italico in relazione ad alcune gravi problematiche EUropee, con una gestione da parte dei governanti italiani spesso inaccettabile.

Dico questo essendo ben conscio di andare contro corrente: il problema è che mi interfaccio quotidianamente con amici stranieri, non parlo di italiani emigrati come me, che mi fanno vedere le cose senza essere di parte. Li devo ringraziare. Sono dunque a cercare di condividere l’insegnamento tratto.

Prima di tutto non va dimenticato che la gran parte degli stranieri non sono assolutamente interessati a criticare “specialmente” l’Italia, come invece verrebbe da pensare leggendo i principali quotidiani italiani! Molti europei stanno infatti dalla parte dell’Italia e del suo governo attuale non solo relativamente al problema dei migranti, tutto sommato un dettaglio, ma anche e soprattutto in tema di misure economiche EU.

Il secondo aspetto da analizzare è che nel merito dell’immigrazione incontrollata dall’Africa centrale (dove di norma la Francia ex coloniale opera), immigrazione che scelleratamente i passati 4 governi italiani di concerto con Bruxelles avevano concordato di concentrare di fatto in Italia (e in Grecia) senza possibilità di ri-ricollocazione all’interno dell’Unione, Matteo Salvini pur avendo totale ragione sta facendo una serie di errori tali da mettere a repentaglio il buon esito dei suoi giusti indirizzi.

Mi spiego: sarebbe bastato andare in TV e presentare cartesianamente i dati fattuali su quanti migranti sono arrivati in Italia negli scorsi 2 anni, dall’ottobre 2015 quando si firmò l’accordo con l’EU, specificando dati alla mano che i cd. “partner” EU non hanno rispettato l’accordo EU per la ripartizione degli stessi. E quindi – senza polemiche – fino a quando tutti i paesi europei non avessero assorbito la quota migranti loro spettante – numeri alla mano per ciascun paese EU – l’Italia non avrebbe permesso a nessun immigrato di sbarcare. Semplice, efficace e soprattutto fattuale.
Invece no, si continua ad andare in TV ad alzare la voce. Vada per il caso Aquarius, il primo, ma poi a continuare con i litigi si rischia di passare dalla parte del torto.

Lato economico è anche più facile mettere l’EU all’angolo, basta focalizzarsi – encore – sui fatti: cosa ha fatto l’EU in passato a livello economico? I risultati delle policies austere sono stati un successo? Quali esempi ci sono?

Sarebbe semplicissimo, davvero semplice, focalizzarsi sulla madre di tutti i disastri economico-finanziari causati dall’EU, quello della Grecia. Pensate che nel caso ellenico lo stesso FMI ha riconosciuto che con Atene si è sbagliato, si è usata troppa austerità, si sono sbagliati i conti! E purtroppo chi ha operato in tale senso a livello istituzionale – nomi e cognomi intendo – hanno addirittura fatto carriera, non dico essere puniti (forse si sarebbe anche dovuto, mia opinione) ma almeno essere messi da parte, quello sì! [ad es. C. Cottarelli, O. Blanchard, C. Lagarde, W. Schauble, la stessa A. Merkel]. No, nulla di tutto questo, nella gran parte dei casi i responsabili ricoprono ancora ruoli apicali in Europa e/o sono addirittura considerati dei “validi esperti” in materia (…).

Dunque, volendo raggiungere risultati importanti basterebbe evidenziare pubblicamente, all’unisono e a tutto tondo che l’EU ha sbagliato con la Grecia, anzi ha causato danni enormi. E che tali danni dovranno essere ripagati: il fatto di aver portato la mortalità infantile in Grecia a livello di un paese del terzo di mondo non è solo un danno ma una vergogna europea. A scanso di equivoci, chi scrive si vergogna di essere europeo con tale esempio innanzi!
Va infatti ricordato – fatti, sentenze ecc. – come gran parte delle corruzioni politiche che sono state alla base del disastro ellenico furono determinate da tangenti pagate da aziende spesso dello stesso paese (Germania) che più ha chiesto austerità. Anche questi sono fatti: lo scandalo degli armamenti tedeschi venduti ad Atene, di Siemens, dei lavori per le Olimpiadi sono tutti scandali, anzi tutti danni, determinati dalla volontà di un corruttore (un’azienda tedesca) di pagare tangenti per ottenere favori da un politico corrotto (ellenico).

Or dunque la faccenda appare un po’ diversa da come ce l’hanno presentata fino ad oggi i media, che dite? A maggior ragione se si ricorda che fu la stessa televisione di Stato tedesca, Ard, a candidamente confermare che la Grecia è stata trattata da Berlino come una colonia! Infatti i preziosi aeroporti greci sono stati acquisiti di fatto dallo stato tedesco dopo aver costretto il governo ellenico a svendere via troika (fatto anche questo). Vedete come cambia la prospettiva…

In tutto questo non dimentichiamo che addirittura per estromettere l’ingombrante ministro Varoufakis – le cui parole profetiche sono state vendicate degli eventi 4 anni dopo, visto che aveva sostanzialmente ragione nelle sue tesi che prevedevano il disastro greco causa austerità euroimposta – fu oggetto di un video (falso) di fatto commissionato con tecniche da servizi segreti (tedeschi) per metterlo alla berlina, ossia per convincere l’opinione pubblica tedesca ed Europea che egli aveva mostrato il dito medio in TV. La realtà era invece che i servizi segreti tedeschi o qualcosa di simile commissionarono la creazione di tale falso per rovinare la reputazione pubblica del ministro greco. Situazione che a rileggerla ha molte, troppe attinenze con il dossier falso dell’agente dei servizi segreti inglesi Richard Steele nel dossier (falso) contro Donald Trump di 18 mesi fa (…).

In soldoni, per mettere l’EU spalle al muro basterebbe che l’Italia chiedesse oggi di valutare i danni arrecati alla Grecia causa eccesso di austerità, imponendo di pagare per i danni arrecati. E rivolgendosi direttamente all’EU. Questa mossa, oltre a lavare sebbene solo parzialmente la vergogna di aver messo un paese alla fame, permetterebbe di evitare trattamenti simili in futuro anche ad altri (…), forzando flessibilità EUropea. Ossia aiutando Paolo Savona. A maggior ragione visto che entro fine anno il parlamento greco discuterà sui famosi danni di guerra di 75 anni fa (leggasi furto di oro) da parte dei nazisti, danni anche in quel caso mai ripagati.

In tutto questo un aspetto sostanziale non va dimenticato: il caso greco dell’austerità euroimposta contro la Grecia è un primizia mondiale. Infatti come il Paul Craig Roberts ha ben illustrato definendolo addirittura “un genocidio”, in casi simili di eccesso statale di debito la norma è sempre stata di tagliare bellamente parte di quanto dovuto ai creditori, il cd. haircut. Nel caso dell’EU con Atene no, primo caso mondialmente gestito almeno dal 1900: si è tenuto il debito integro evitando esclusivamente il pagamento degli interessi!

Se l’Italia fosse davvero scaltra, prima di chiedere flessibilità dovrebbe azionare il “grilletto greco” mirato a far ripagare i danni causati dall’austerità EU contro Atene. Sarebbe uno scudo anche per se stessi!

E qui torniamo al problema della meritocrazia in Italia, che non esiste: forse i governanti gialloverdi dovrebbero circondarsi di gente che non ha come scopo principe quello di andare ad spellarsi le mani sotto il palco mentre il Salvini di turno fa il comizio; all’estero pensano che è meglio apportare valore con le idee anche se non necessariamente sdoganate dalla cd. conventional wisdom. Nel caso italiano tragicamente “alla romana”.

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