Firmato l’accordo sugli scambi commerciali tra India e Ue. Dopo un ventennio di trattative (erano stati avviati nel 2007, nel 2013 si erano arenati e sono ripartiti nel 2022). La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si dice soddisfatta: “Abbiamo fatto la storia”. Ecco cosa prevede l’intesa
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, hanno annunciato da New Delhi la sigla dell’accordo sugli scambi commerciali tra l’Eurozona e l’India, insieme al primo ministro ospitante Narendra Modi. Sebbene ci sia ancora da attendere il via libera dei governi europei e del Parlamento, sono già noti alcuni punti decisivi dell’accordo: ecco quali.
GIÙ I DAZI
Vengono tagliati i dazi per 4 miliardi di euro e ridotte le tariffe per le esportazioni dell’agroalimentare europeo. I dazi sui vini Ue passeranno dal 150% al 75% all’entrata in vigore dell’accordo e, in seguito, scenderanno a livelli fino al 20%. I dazi sull’olio d’oliva made in Ue scenderanno dall’attuale 45% allo 0% in cinque anni. La Commissione Ue assicura che i settori agricoli europei sensibili saranno “pienamente protetti” e tutte le importazioni dall’India “continueranno a essere soggette alle rigorose norme Ue in materia di salute e sicurezza alimentare”. Esclusi dalla liberalizzazione i prodotti agricoli più sensibili come: carne bovina, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo.
VON DER LEYEN SODDISFATTA
In un post su X, la presidente della Commissione Ue ha sottolineato l’importanza dell’accordo raggiunto: “Europa e India hanno fatto la storia oggi”. Anche per la controparte indiana il patto commerciale porterà enormi benefici in settori come il tessile, le gemme, i gioielli e la pelletteria.
Europe and India are making history today.
We have concluded the mother of all deals.
We have created a free trade zone of two billion people, with both sides set to benefit.
This is only the beginning.
We will grow our strategic relationship to be even stronger. pic.twitter.com/C7L1kQQEtr
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) January 27, 2026
I NUMERI
L’accordo di libero scambio tra Ue e India coinvolgerà un’area di 2 miliardi di persone e secondo le stime della Commissione europea ridurrà fino a 4 miliardi di euro l’anno in dazi per gli esportatori. Attualmente oltre 6.000 aziende europee sono presenti in India e la sinergia tra Bruxelles e Nuova Delhi spalanca una finestra su una forza produttiva che nel complesso arriva a quasi il 25% del Pil mondiale
COME CAMBIA LA DIFESA
Entrambe le parti rafforzano la cooperazione industriale in materia di difesa. La partnership porterà a una cooperazione anche per la sicurezza marittima, la non proliferazione e il disarmo, lo spazio, la lotta alle minacce informatiche e ibride e l’antiterrorismo. Il partenariato, secondo la Commissione, “consente una cooperazione più stretta e iniziative congiunte su priorità condivise come la sicurezza marittima, la non proliferazione e il disarmo, lo spazio, la lotta alle minacce informatiche e ibride e l’antiterrorismo”.
CHI È FRANCESCO TALÒ
Per l’Italia, il dossier è stato seguito dall’ambasciatore Francesco Talò inviato speciale del governo per il Corridoio India-Medio Oriente-Europa (IMEC). In quarant’anni di carriera diplomatica Talò ha ricevuto incarichi presso la Nato, l’Onu, gli Stati Uniti, Israele, il Pakistan e l’Afghanistan. E’ stato il rappresentante permanente della delegazione italiana nella Nato a Bruxelles occupandosi di dossier importanti come l’Ucraina e il futuro dell’Alleanza Atlantica. Dal 2017 è “ambasciatore di grado”, il livello più alto che si può raggiungere nella carriera diplomatica. Tra il 2017 e il 2019 è stato responsabile per la sicurezza cibernetica al ministero degli Esteri e tra il 2017 e il 2018 coordinatore della Conferenza Osce per la lotta all’antisemitismo.
E’ stato consigliere diplomatico dalla neoeletta Meloni nel 2022, ma fu costretto alle dimissioni dopo la telefonata truffa orchestrata da due comici. Nel 2025 è arrivata la chiamata di Tajani per il corridoio IMEC, che collega India, Medio Oriente ed Europa, con l’obiettivo di rafforzare commercio e infrastrutture tra queste aree.

