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Cosa ha detto Draghi (premiato come miglior Statista) in America

Draghi

Ucraina, Russia e Banca Mondiale: ecco i punti che Draghi ha toccato nel suo discorso di ringraziamento all’Annual Awards Dinner della “Appeal of Conscience Foundation”, che ha premiato il Premier come miglior statista dell’anno

Mario Draghi ha ricevuto il premio come miglior statista dell’anno, dinanzi alla plaeta newyorkese della 57esima edizione dell’Annual Awards Dinner della “Appeal of Conscience Foundation”.

Il motivo della premiazione

Il riconoscimento è arrivato in onore della “lunga leadership poliedrica nella finanza e nel pubblico servizio di cui hanno beneficiato l’Italia e l’Unione europea e che ha aiutato la cooperazione internazionale”, come ha spiegato il rabbino Arthur Schneier, fondatore e presidente della fondazione.

I complimenti di Biden e Kissinger

A complimentarsi con il Premier anche Joe Biden, in un messaggio alla fondazione, ringrazia il premier per la sua “leadership” e per la “voce potente” che ha avuto nella promozione dei diritti umani.

A fare i complimenti a Draghi anche Henry Kissinger, ex segretario di Stato americano: “Il suo coraggio e la sua visione faranno sì che resterà con noi a lungo”.

Cosa ha detto Draghi

Ricevendo il premio, Mario Draghi ha ribadito il supporto dell’Italia e dell’Unione europea tutta all’Ucraina.

“Resto ottimista, l’occidente è unito, ma solo l’Ucraia può decidere quale pace accettare”, ha detto Draghi, aggiungendo: “L’eroismo dell’Ucraina, del presidente Zelensky e del suo popolo è un monito potente di quello per cui lottiamo e rischiamo di perdere. L’Unione europea e il G7, insieme con iloro alleati, sono rimasti fermi e uniti in supporto dell’Ucraina, nonostante i tentativi di Mosca di dividerci la nostra richiesta collettiva per la pace continua, come dimostra l’accordo per sbloccare tonnellate di cereali dai porto del Mar Nero. Ma solo l’Ucraina può decidere quale pace è accettabile. Il mondo chiede coraggio e chiarezza ma anche speranza e amore”.

“Le autocrazie – ha sottolineato il Premier – prosperano sfruttando la nostra esitazione, dovremmo evitare l’ambiguità, per non pentircene in seguito. Dobbiamo essere disposti a collaborare, purché ciò non significhi compromettere i nostri principi fondamentali.

Nel suo discorso Draghi ha anche fatto riferimento al peso delle scelte russe nella edizione dell’assemblea dell’Onu: “Spero che ci sarà un futuro quando la Russia deciderà di tornare alle stesse norme sottoscritte nel 1945. Nonostante tutta l’oscurità dei tempi in cui viviamo, rimango ottimista riguardo al futuro”.

“L’importanza del dialogo è stata al centro della mia vita professionale come economista e come decisore politico – ha aggiunto il Premier – Il valore di una partnership di successo tra organismi multilaterali e istituzioni locali è stata una delle principali lezioni che ho imparato lavorando alla Banca Mondiale negli anni ’80”.

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