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Cosa significa la sospensione del memorandum sulla difesa con Israele

Il governo italiano ha deciso di interrompere il rinnovo tacito del memorandum sulla cooperazione militare con lo Stato d’Israele. Ecco perché e cosa cambia adesso

Con un annuncio a sorpresa rilasciato durante la visita ai padiglioni del Vinitaly, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha comunicato ieri la sospensione del rinnovo automatico del memorandum sulla difesa con Israele, che dal 2016 costituisce un pilastro della collaborazione tecnologica e industriale tra le forze armate dei due Paesi. L’atto formale è stato sancito da una lettera inviata dal Ministro della Difesa Guido Crosetto al suo omologo israeliano, Israel Katz.

Un segnale di distanza da parte del governo italiano nei confronti del governo israeliano a lungo richiesto dalle piazze pro-Palestina e che si aggiunge al riposizionamento rispetto agli Usa e a Donald Trump.

COS’È IL MEMORANDUM SULLA DIFESA TRA ITALIA E ISRAELE

Il memorandum di intesa rappresenta la cornice giuridica fondamentale per la cooperazione bilaterale nel settore militare e della difesa. Sottoscritto originariamente a Parigi il 16 giugno 2003 dall’allora Ministro della Difesa Antonio Martino e dal rappresentante del governo israeliano Sahul Mofaz, il testo è entrato ufficialmente in vigore il 13 aprile 2016. L’accordo era nato nel contesto di un rilancio delle relazioni bilaterali promosso dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con l’intento di inserire il dialogo tra Roma e Tel Aviv all’interno della promozione della cooperazione mediterranea. Strutturato in 11 articoli, il trattato prevedeva fino ad oggi un rinnovo automatico su base cinquennale, salvo esplicito recesso di una delle parti.

COSA PREVEDEVA IL MEMORANDUM

Il contenuto dell’intesa disciplina una vasta gamma di attività che spaziano dalla politica di approvvigionamento dei rispettivi ministeri della Difesa all’importazione, esportazione e transito di materiali d’armamento. L’accordo favorisce lo scambio di dati tecnici, hardware e informazioni riservate per agevolare la ricerca e lo sviluppo in campo militare. Oltre alla dimensione industriale e tecnologica, l’intesa include la formazione e l’addestramento del personale, la gestione delle problematiche ambientali legate alle strutture militari, la medicina militare e persino la collaborazione in ambito storico e sportivo. Le parti si impegnavano inoltre a facilitare le licenze di esportazione e a promuovere visite ufficiali, esercitazioni congiunte e lo scambio di esperti tra le istituzioni della difesa.

PERCHÉ IL GOVERNO HA SOSPESO IL MEMORANDUM

La scelta del governo di bloccare il rinnovo automatico si lega, più che ai bombardamenti su Gaza e agli attacchi di Israele e Usa all’Iran, agli incidenti registrati nel sud del Libano, dove l’Idf ha preso di mira un convoglio italiano del contingente Unifil. Già l’8 aprile il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva convocato l’ambasciatore israeliano per chiarire l’accaduto. Pochi giorni più tardi, Tajani aveva espresso solidarietà al popolo libanese in un post su X.

Un messaggio evidentemente insopportabile per il governo di Tel Aviv, che per tutta risposta ha sua volta convocato l’ambasciatore italiano Luca Ferrari, e proprio nel giorno, il 13 aprile, per il quale era previsto il rinnovo del memorandum. Così il rinnovo è stato sospeso, mentre nelle stesse ore si preparava la tempesta perfetta che avrebbe portato all’attacco diretto di Trump contro la premier Meloni.

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