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Cosa sono e quali sono i top jobs dell’Ue

Top Jobs

Partiti i negoziati sui top jobs, i massimi vertici delle istituzioni Ue, tra cui rientrano il presidente della Commissione, del Consiglio europeo e l’Alto rappresentante della Politica estera

Sono partiti i negoziati e le trattative dei leader dell’Unione europea sui top jobs, le figure di vertice delle istituzioni europee dopo il voto delle elezioni del Parlamento europeo che hanno visto sorridere il centrodestra e l’estrema destra.

QUALI SONO I TOP JOBS IN UE?

Presidente della Commissione europea – L’uscente Ursula von der Leyen punta a un secondo mandato alla guida dell’organo esecutivo dell’UE, ovviamente anche in considerazione del fatto che è rappresentante del Ppe, il primo partito in Ue. La Commissione europea presenta anche proposte legislative, il ruolo di Presidente è ovviamente il più potente nelle istituzioni dell’UE. In una logica di nomine ‘a pacchetto’ si parte da questa casella per poi individuare a cascata gli altri nomi per i top jobs che dovrebbero mettere d’accordo le principali forze politiche. Impresa non immediata da realizzare.
Presidente del Consiglio europeo – Presiede i vertici dei 27 leader nazionali dell’UE e collabora con loro per definire la direzione strategica del blocco. Il mandato dell’attuale presidente Charles Michel scade alla fine di novembre. Sta facendo discutere la proposta dei ‘negoziatori’ del Ppe di prevedere anche per questo incarico una staffetta, come già avviene per il presidente del Parlamento europeo. Per cui dopo due anni e mezzo di mandato si passa il testimone a un’altra figura. Proposta al momento che sembra rigettata dai socialisti.
Alto rappresentante della Politica estera – Il responsabile per la politica estera e di sicurezza comune presiede le riunioni dei ministri degli Esteri, della difesa e dello sviluppo dell’UE. Anche l’attuale presidente Josep Borrell si dimetterà entro la fine dell’anno.

IL TIMING DELLE NOMINE

Dopo la cena informale di lunedì sera, i capi di Stato e di governo si riuniranno per un vertice UE a Bruxelles a fine giugno. A quel punto dovrebbero concludere le trattative e optare per tre candidati. Timing non scontato. I popolari e i socialisti hanno interesse a chiudere presto, considerato che incombono le elezioni dell’assemblea legislativa in Francia che potrebbe avere ripercussioni negli equilibri politici interni all’Unione europea.

I candidati necessitano del sostegno della maggioranza qualificata, ovvero di 15 dei 27 leader dell’UE, provenienti da paesi che insieme rappresentano il 65% della popolazione dell’UE.
Anche il presidente della Commissione europea necessita del sostegno della maggioranza del Parlamento europeo, così come l’intera Commissione composta da 27 persone.

Il nuovo parlamento si riunirà per la prima volta il 16 luglio. I funzionari dell’UE sperano che approverà il presidente della Commissione quella settimana. La prossima sessione plenaria si terrà nella settimana del 16 settembre.

COME VERRANNO DECISI I TOP JOBS?

I leader dell’UE tengono conto dei risultati delle elezioni del Parlamento europeo e della necessità di trovare un equilibrio geografico. Nella logica di ‘pacchetto’ si terrà conto anche di chi presiederà il Parlamento europeo. La presidenza della Commissione, come detto, spetta da prassi al partito che è arrivato primo alle elezioni parlamentari, quindi al Ppe.

La presidenza del Consiglio andrà con molta probabilità ai socialisti, arrivati ​​secondi alle elezioni, e la carica di politica estera al campo liberale Renew Europe, arrivato terzo. I tre gruppi hanno la maggioranza in Parlamento, ma ridotta a soli 400 seggi su 720.

CHI SONO I FAVORITI

Presidente della Commissione europea – Von der Leyen è chiaramente la favorita per assicurarsi un secondo mandato alla guida dell’esecutivo dell’UE. Ma tra stalli e veti, il traguardo è ancora lontano per Ursula.

Presidente del Consiglio europeo – L’ex primo ministro portoghese Antonio Costa è il candidato principale. il socialista si è dimesso a novembre a causa di un’indagine su presunte illegalità nella gestione da parte del suo governo di progetti di energia verde. Ha negato qualsiasi addebito. Il nuovo primo ministro portoghese Luis Montenegro, alla guida di una coalizione di destra, ha detto che sosterrebbe Costa se si candidasse. Ci sono pochi altri candidati ovvi. Il presidente del Consiglio è tipicamente un attuale o ex primo ministro, e il campo dei premier socialisti dell’UE è ristretto. Il primo ministro danese Mette Frederiksen e l’ex premier italiano Enrico Letta sono stati menzionati dai diplomatici negli ultimi mesi, ma Costa sembra poter contare su un ampio sostegno.

Alto rappresentante della Politica estera – Secondo i diplomatici, il primo ministro estone Kaja Kallas sembra essere il favorito. alcuni hanno suggerito che potrebbe essere considerata troppo aggressiva nei confronti della Russia per alcuni governi dell’UE. Ma questi dubbi sembrano essersi dissipati nelle ultime settimane. Dai retroscena la figura della Kallas potrebbe non piacere agli sherpa italiani, in quanto considerata troppo schiacciata nelle dinamiche dell’est Europa a discapito del Mediterraneo.

Senza dubbio però, in quanto europea dell’est, aggiungerebbe equilibrio geografico alla lista della leadership. Anche l’ex primo ministro lussemburghese Xavier Bettel e il belga Alexander De Croo, che ora è primo ministro ad interim dopo la sconfitta del suo partito alle elezioni nazionali, potrebbero rientrare come possibili candidati.

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