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Giro di vite Ue sulla confisca dei beni alla criminalità organizzata

Secondo uno studio di Europol del 2016, attualmente nell’Ue viene confiscato solo l’1,1% dei profitti criminali a fronte di un 98,9% dei proventi di reato non viene confiscato e rimane pertanto in mano ai criminali.

Termini più rigorosi per il congelamento e la confisca transfrontaliera dei beni alla Criminalità organizzata e priorità all’indennizzo delle vittime. Sono queste alcune delle novità adottate dall’Europarlamento per accelerare le procedure nell’ambito di alcuni reati, in tutta l’Unione europea. Le nuove norme, già concordate in via informale tra il Parlamento e i ministri dell’Ue in giugno, renderanno più rapido e semplice per gli Stati membri il congelamento e la confisca transfrontalieri dei proventi di reato.

ECCO QUALI SONO LE NUOVE MISURE

Le nuove misure prevedono innanzitutto l’introduzione di scadenze: un Paese Ue che riceve un ordine di confisca da un altro Paese Ue disporrà di 45 giorni di tempo per eseguire l’ordine; i provvedimenti di congelamento transfrontalieri devono essere eseguiti con la stessa rapidità e priorità di quelli nazionali. Le autorità, infine, avranno quattro giorni di tempo per congelare i beni se la richiesta di confisca è urgente. Altra novità è rappresentata dai documenti standardizzati: saranno utilizzati certificati e moduli standard per garantire che i Paesi Ue agiscano più rapidamente e comunichino in modo più efficiente. Inoltre è previsto un ambito di applicazione più ampio: ove richiesto, i Paesi europei potranno confiscare beni ad altre persone legate all’organizzazione criminale in questione e potranno anche agire nei casi in cui non vi sia una condanna (ad esempio, se l’indagato è fuggito). Infine, sono previsti nuovi diritti per le vittime: saranno le prime, infatti, a ricevere un risarcimento quando i beni confiscati saranno distribuiti.

LA RELATRICE: IL PROVVEDIMENTO RAFFORZA LA GIUSTIZIA EUROPEA

“Questo strumento di riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e confisca rafforza la giustizia europea – ha detto la relatrice Nathalien Griesbeck (ALDE, FR) -. È più equo per le vittime e consolida la nostra lotta contro il finanziamento del terrorismo. Il Parlamento vigilerà attentamente per garantire che le nuove norme siano attuate rapidamente ed efficacemente”.

EUROPOL: NELL’UE VIENE CONFISCATO SOLO L’1,1% DEI PROFITTI CRIMINALI CIRCA 1,2 MILIARDI DI EURO

Privare i criminali dei loro beni è, infatti, uno strumento importante per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo. Tuttavia, secondo uno studio di Europol (qui lo studio) del 2016, attualmente nell’Ue viene confiscato solo l’1,1% dei profitti criminali a fronte di un 98,9% dei proventi di reato non viene confiscato e rimane pertanto in mano ai criminali. L’analisi riporta alcuni dati dell’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime) secondo cui i proventi illeciti a livello globale rappresentano il 3,6% del pil mondiale del 2009 circa 1,9 trilioni di euro e solo lo 0,2% viene effettivamente sequestrato o confiscato. Sulla base delle stime di Project OCP, i mercati illeciti generano circa 109.900 milioni di euro a livello di Ue, pari allo 0,9% del Pil dell’Ue del 2010. Sempre secondo lo studio Europol, il valore dei beni provvisoriamente sequestrati/congelati nell’Ue è pari a circa 2,4 miliardi di euro di cui circa 1,2 miliardi risultano confiscati.

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