Dal mondo

Dazi, Brexit, Bce, Commissione e non solo. Che cosa succede nei palazzi europei

dazi

Tutte le novità che emergono fra Strasburgo, Bruxelles e Francoforte nel Taccuino Europeo curato da Andrea Mainardi

TRUMPATE SUI DAZI

Bizzarrie del multilateralismo. Il presidente uscente della Commissione Jean-Claude Juncker ha ricevuto il 2 ottobre dalla Camera di commercio Usa a Bruxelles il premio bridge builder come “costruttore di ponti” per il contributo dato all’unità europea, alle relazioni transatlantiche e alla riduzione delle tensioni commerciali. Beffardo. Tutto è andato in scena proprio mentre le tensioni commerciali hanno raggiunto un nuovo climax, con la promessa degli Stati Uniti di imporre tariffe su 7,5 miliardi di import Ue a partire dal prossimo 18 ottobre. Questo dopo che l’Organizzazione mondiale del commercio ha ritenuto eccessivi i sussidi concessi al colosso aerospaziale Airbus. I dazi ammontano al 10% sugli aerei e al 25% su altri prodotti. Una botta all’export del Made in Italy, con un danno che potrebbe arrivare al miliardo.

ALTRO CHE PAX COMMERCIALE

Gli eurodeputati hanno inviato una lettera al Congresso degli Stati Uniti, ottenuta da Jakob Hanke di Politico, chiedendo alle controparti americane di impedire a Trump di imporre tariffe. Di fronte a una Cina sempre più potente – scrivono – è essenziale che le democrazie liberali collaborino. Il commissario al Commercio, Cecilia Malmstroem, ha precisato: uno scontro a colpi di dazi danneggerebbe imprese e consumatori su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ma l’Ue, promette, non starà a guardare. La guerra è solo all’inizio.

COME TI GRIGLIO I COMMISSARI DESIGNATI

ULTIMO ROUND TRA QUALCHE INCERTEZZA

Ultima settimana di audizioni per i nuovi commissari europei prima del voto di fiducia del Parlamento fissato per il 23 ottobre. Con più di uno smacco per la presidente eletta Ursula von der Leyen. Due sono stati scartati già in fase preliminare dalla Commissione giuridica per conflitto di interessi: la romena Rovana Plumb e l’ungherese Laszlo Trocsanyi. Tre quelli che non hanno convinto e sono stati rimandati per nuovi chiarimenti: il polacco Janusz Wojciechowski, la francese Sylvie Goulard, la svedese Ylva Johansson. La più in bilico pare la liberale sostenuta da Renew Europe, Goulard, designata per un portafoglio molto ampio, quello al Mercato unico, con competenze su industria, difesa, spazio e digitale. Un concentrato di potere e ricco di risorse finanziarie. Contro di lei, la sinistra e il Partito popolare, che hanno richiesto un secondo esame. Non passasse lo scrutinio o si ottenesse una riduzione delle deleghe, sarebbe una sconfitta per von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron che l’ha fortemente sostenuta. Oltre al gioco politico, su Goulard pesa un’inchiesta su presunti abusi di fondi Ue.

GENTILONI PASSA L’ESAME NON SENZA ALCUNE PERPLESSITÀ

Buona la prima per Paolo Gentiloni, designato all’Economia. Audizione di quasi tre ore piuttosto tesa, incalzato dalle domande degli eurodeputati. C’è chi lo ha apertamente criticato per la vaghezza delle risposte: molto politiche e poco tecniche. Mentre l’ex presidente del Consiglio italiano veniva interrogato in Aula, diversi deputati twittavano disappunto. Tra questi il popolare tedesco Markus Ferber che ha rimproverato, a suo dire, incertezze dell’ex premier su patto di stabilità e contrasto all’evasione fiscale.

Preoccupazione anche per un occhio di riguardo che l’italiano potrebbe avere verso le manovre di Palazzo Chigi. Smentita dall’interessato. Alla fine l’Aula ha promosso Gentiloni. Gli hanno votato contro solo nazionalisti e sinistra radicale. Il neo commissario lavorerà a stretto contatto con il vicepresidente Valdis Dombrovskis.

DALLE AUDIZIONI, QUALCHE SPUNTO SULLA POLITICA ECONOMICA

L’ex primo ministro lettone in sede di audizione (martedì 8 ottobre) ha confermato che il Patto di stabilità non deve essere stravolto, ma la sua applicazione deve essere semplificata. Fraseggio non dissimile da quello utilizzato da Gentiloni, che aveva parlato di “uso della flessibilità consentita dalle regole”. Dombrovskis ha annunciato che intende proporre un fondo dedicato alle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di facilitarne l’ingresso sui mercati azionari. Come Gentiloni, ha sottolineato la necessità di investimenti green e digitale. Obiettivo è un Sustainable Europe Investment Plan per sbloccare miliardi di euro di investimenti sostenibili nei prossimi dieci anni. Tradotto: offrire anche incentivi ai privati che investono.

SALARIO MINIMO EUROPEO IN CANTIERE

Ha poi aggiunto: “Credo che quanto proposto dal Comitato consultivo delle finanze pubbliche (Fiscal Board) sulla possibilità di monitorare il parametro della spesa, ancorato a quello del debito pubblico, così come una limitata applicazione della golden rule possano essere le basi per una discussione”. Non è mancato un cenno alla necessità di lavorare ad un salario minimo europeo. Stando alle parole, i due consoli all’economia, Gentiloni e Dombrovskis, sono in sintonia.

IMMIGRAZIONE NEL GRANDUCATO

Si discute martedì 8 a pranzo, nel vertice dei ministri dell’Interno europei, di immigrazione. L’obiettivo è confermare il pre-accordo di qualche settimana fa discusso a La Valletta tra Malta, Italia, Francia e Germania. Prevista, tra l’altro, la redistribuzione nei Paesi europei che aderiranno di tutti i richiedenti asilo e non solo di coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Non sembra che i partner europei facciano la corsa ad approvare la linea Malta. Anche la Germania – architetto del piano – si è fatta timida. Insomma: non ci sarà una firma di accordo nel Granducato.

I DISTINGUO DI BERLINO: OK ACCORDO SE POCHI SBARCHI

Il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, Csu, ha accettato che la Germania accogliesse un migrante su quattro. A Berlino lo accusano di essere troppo morbido. E martedì 8 ha precisato: l’accordo d’emergenza può funzionare solo se i numeri degli arrivi restano nell’ordine delle centinaia. Diversamente il meccanismo si fermerà. Due le linee guida: salvare vite in mare ma anche protezione per prevenire il pull factor, il fattore di attrazione che l’accordo potrebbe esercitare su migranti e trafficanti.

L’EUROPA ORIENTALE CHIEDE ATTENZIONE

Non è tutto. L’Europa orientale guarda critica al meccanismo di Malta, giudicato troppo concentrato sul problema italiano e maltese. Grecia, Cipro e Bulgaria presentano un documento alternativo, per un piano migratorio più concentrato sul Mediterraneo orientale. (Qui i dettagli rivelati da Politico).

EX BANCHIERI CENTRALI CONTRO DRAGHI

Sei ex banchieri centrali della zona euro hanno contestato la politica monetaria ultraespansiva della Bce guidata da Mario Draghi. La mossa arriva a pochi giorni dall’ingresso alla presidenza della Eurotower di Christine Lagarde. Gli analisti sono concordi: l’avvocato francese seguirà la linea del predecessore.

IL FINANCIAL TIMES DIFENDE DRAGHI (E LAGARDE)

Riassume Il Sole 24 Ore: “Gli ex membri del board della Banca centrale europea Juergen Stark e Ottmar Issing, oltre agli ex governatori delle banche centrali di Austria (Klaus Liebscher), Paesi Bassi (Nout Wellink) e Germania (Helmut Schlesinger), e all’ex vice governatore della Banque de France, Hervé Hannoun, hanno anche sostenuto che gli stimoli ‘aggressivi’ della Bce erano ingiustificati, hanno gonfiato i prezzi degli immobili e potrebbero persino preparare la prossima crisi finanziaria dell’area euro”. Controreplica agli ex banchieri del Financial Times. Il quotidiano finanziario li definisce “dinosauri” e “borboni delle Banche centrali che non hanno imparato niente”. Scrive Ft: “Se i conti bancari non pagano più gli interessi di una volta, non è colpa delle Banche centrali ma dalla realtà dei mercati. Frenare la domanda con una linea monetaria più restrittiva peggiorerebbe solo le cose”.

ATTENZIONE AL FRENO CRESCITA

L’ALLARME DELLA BANCA MONDIALE: COLPA DI RECESSIONE EUROPEA E BREXIT

La Banca mondiale avverte: la crescita rallenta. Il presidente, David Malpass, ha dichiarato lunedì che le prospettive economiche globali si stanno deteriorando a causa dell’incertezza relativa alla Brexit, delle tensioni commerciali e di una recessione in Europa. La crescita mondiale potrebbe deludere e risultare inferiore al +2,6% previsto in giugno. Sono attese per lunedì le previsioni aggiornate del Fmi.

BREXIT IN STALLO. CARTOLINE DA LONDRA

To deal, or not to deal. That is the question. Non sembravano esserci particolari amletici fantasmi a turbare Boris Johnson. Il premier è intenzionato a fare le valigie ad Halloween senza un accordo. Ultima chiamata al compromesso fissata il 17 e 18 ottobre, quando si riunirà il Consiglio europeo. Anche se nelle ultime ore qualcosa si è mosso. BoJo ha presentato alcune modifiche alla sua proposta sulla Brexit. Giudicate ancora troppo poco da Bruxelles. Una telefonata tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e l’inquilino di Downing street non ha sortito effetti. I colloqui sono a un “punto critico”, riporta una fonte di Londra, che ha parlato di accordo “sostanzialmente impossibile”. Imputando la responsabilità a Berlino.

OCCHIO ALLA STERLINA

Mentre i negoziati conoscono ore cruciali, i traders di sterline scommettono su un esito positivo del vertice europeo. Lo annota Bloomberg. La domanda è aumentata per le opzioni destinate a una sterlina più forte a breve termine.

TUSK BACCHETTA BORIS, FARAGE VS TUSK

Poche ore dopo la telefonata Merkel-Johnson, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, via tweet si arrabbia con Boris: è in gioco il futuro dell’Europa e del Regno Unito, nonché la sicurezza e gli interessi dei nostri cittadini. Non vuoi un accordo, non vuoi un rinvio. Dove vai?

Gli replica Nigel Farage, leader del Brexit Party: “Il signor Tusk ha ragione, è in gioco il futuro dell’Ue: prima questo mostruoso progetto viene fatto fuori e meglio è. Un’Europa di nazioni democratiche e pacifiche sarà di gran lunga migliore”.

TAKEAWAY DA BRUXELLES E DINTORNI

Regolamentare Facebook. Tra hate speech e rischio censura
La Corte di Giustizia europea ha deciso che i tribunali nazionali possono ordinare a Facebook di eliminare contenuti ritenuti diffamatori e limitarne l’accesso in tutto il mondo. La sentenza prevede che il social debba provvedere a cancellare anche commenti “equivalenti” a quelli denunciati. Una ripulita al Web, ma anche più di una domanda sul rischio censura.

Ursula von der Leyen abiterà in ufficio
La presidente della Commissione eletta non cerca casa a Bruxelles. Né intende alloggiare in albergo. Ha scelto di utilizzare un appartamento di circa 25 metri quadrati adiacente al suo nuovo ufficio al 13esimo piano di Palazzo Berlaymont, sede della Commissione. Si risparmia denaro per la sicurezza – Berlaymont è sempre presidiato – e si prevede un pendolarismo settimanale di von der Leyen tra Bruxelles e la sua casa di Hannover.

Milioni per la linea Napoli-Bari
La Commissione europea ha approvato un investimento di 124 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale per potenziare 16,5 km della linea ferroviaria Napoli-Bari. I lavori comprendono il raddoppio delle linee ferroviarie a binario singolo per aumentare velocità e capacità e ridurre tempi di percorrenza. La linea fa parte della rete transeuropea di trasporto dell’UE, nel corridoio centrale scandinavo-mediterraneo. Il completamento del corridoio, con la costruzione di oltre 9.300 km di ferrovia – un terzo dei quali si trova in Italia – collegherà i principali poli economici dell’Unione.

Gara d’appalto contro la disinformazione
La Commissione europea ha indetto una gara d’appalto per creare una piattaforma digitale per aiutare a combattere la disinformazione in Europa. Qui i dettagli.

Boeing ed Embraer sotto la lente
Ai sensi del regolamento Ue sulle concentrazioni, la Commissione ha avviato un’indagine approfondita per valutare la proposta di joint venture. La Commissione teme che l’operazione possa avere ripercussioni sugli aeromobili commerciali. La transazione pianificata prevede la creazione una joint venture controllata da Boeing per rilevare l’attività globale di aeromobili commerciali di Embraer e un’altra joint venture controllata congiuntamente dalle due società incaricate della commercializzazione dell’aeromobile militare Embraer KC-390.

Frontiere, accordo col Montenegro
Gestione delle frontiere: l’Ue ha firmato un accordo con il Montenegro sulla cooperazione della guardia di frontiera e costiera europea. L’accordo – si legge in una nota – consente all’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera di assistere il Montenegro nella gestione dei confini.

Tusk incontra il Papa
Il presidente del Consiglio europeo ha incontrato Papa Francesco. Riassume: “Abbiamo discusso della differenza tra ‘populismo’ e ‘popolarismo’ che distingue la politica del ‘piacere al popolo’ dalla politica per il popolo. Una domanda chiave per i democratici cristiani europei”.

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