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Elezioni Usa: gli hacker e la fabbrica dei troll russi pro-Trump

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Alcuni hacker, probabilmente russi, hanno rubato e pubblicato i dati di milioni di elettori degli Stati chiave per le elezioni presidenziali Usa 2020. Intanto Facebook e Twitter bloccano gli account collegati alla Internet Research Agency di San Pietroburgo

Il giornale russo Kommersant ha fatto sapere che alcuni hacker, probabilmente russi, hanno fatto trapelare i dati personali di quasi tutti gli elettori del Michigan (7,6 milioni dei 7,8 milioni di elettori dello Stato), così come le informazioni di un altro milione di elettori in Arkansas, Connecticut, North Carolina e Florida – tutti Stati chiave per le elezioni presidenziali Usa 2020.

LA FONTE

La notizia è stata data dal giornale russo Kommersant, secondo cui i dati sono apparsi di recente su un forum del darknet russo, postati da un utente soprannominato ‘Gorka9’. Le informazioni erano aggiornate a marzo 2020 e una fonte della società di sicurezza InfoWatch ha confermato al giornale che i dati sono autentici.

COSA È TRAPELATO

Di ogni elettore americano coinvolto nella fuga di notizie sono ora disponibili le seguenti informazioni: nome completo, data di nascita, sesso, data di registrazione, indirizzo di residenza, codice postale, indirizzo e-mail, numero identificativo dell’elettore e numero del seggio elettorale.

L’ATTACCO

Come riportato da Askanews, secondo un hacker contattato dal quotidiano russo, questi dati sono stati ottenuti tramite un processo che prevede lo sfruttamento di una vulnerabilità di sicurezza inserendo un codice dannoso in un database. Per l’intervistato si tratterebbe di un processo relativamente facile a causa del basso livello di protezione dei dati.

REWARDS FOR JUSTICE

Secondo Kommersant, il programma Rewards for Justice del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, che ricompensa chiunque fornisce valide informazioni che possono prevenire atti terroristici o interferenze straniere nelle elezioni americane e individuare quindi hacker malintenzionati, avrebbe già premiato alcuni membri del forum. Uno di questi ha infatti dichiarato di aver ricevuto 4.000 dollari per aver condiviso con i funzionari statunitensi un collegamento ipertestuale al database degli elettori del Connecticut che era stato pubblicato. Per InfoWatch, questi dati – pubblicati online gratuitamente anziché messi in vendita – potrebbero essere potenzialmente utilizzati per truffe, ma secondo un esperto di sicurezza informatica contattato dal giornale russo, è molto probabile che l’hacker, o gli hacker, che ha pubblicato questi dati abbia già ottenuto quello che voleva.

FACEBOOK E TWITTER OSCURANO FALSI ACCOUNT RUSSI

Intanto, Facebook e Twitter hanno individuato e oscurato rispettivamente 13 e 5 account collegati al gruppo russo Internet Research Agency (Ira) che diffondevano false informazioni nel tentativo di interferire nelle elezioni presidenziali Usa previste per il 3 novembre. L’obiettivo degli account era quello di dividere l’opinione dei democratici, servendosi anche di ignari giornalisti per diffondere fake news.

LA FABBRICA DEI TROLL

L’Ira è un’azienda russa di San Pietroburgo ribattezzata dai media internazionali “la fabbrica dei troll”. I profili fanno capo a un sito chiamato Peace Data che si rivolge nello specifico agli elettori di sinistra per diffondere fake news. Su Facebook e Twitter, le pagine collegate a Peace Data, collezionavano centinaia di migliaia di “mi piace” e follower. La novità rispetto al 2016 è che, secondo quanto scritto dal New York Times, Peace Data si avvale della collaborazione di cittadini statunitensi. Si tratta di annunci di lavoro per scrivere articoli pagati regolarmente. Un autore del sito, ad esempio, ha dichiarato che i suoi articoli erano critici con Biden ed erano retribuiti tramite pagamento elettronico. È così che si è creata una rete di contatti negli Stati Uniti creando profili fake che aumentano la credibilità di Peace Data.

L’ultimo report della commissione di intelligence del Senato americano ha già documentato i rapporti tra il comitato elettorale di Trump e alcune persone collegate alla società di San Pietroburgo.

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